Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.

Luisa

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venerdì 1 marzo 2019

Dolce spagnolo all'arancia e mandorle

Questa ricetta proviene da un vecchio numero dell'inserto D di Repubblica.
La dose è molto abbondante e, usando uno stampo alto del diametro di 25 cm si ottiene una torta molto alta.
A mio avviso questa ottima preparazione va fatta con lo stesso stampo ma in mezza dose.

INGREDIENTI
stampo 25cm diametro a cerniera con fondo ammovibile
DOLCE ALTO

2 arance BIO
6 uova
220g di zucchero semolato
250g di mandorletritate
16g di lievito istantaneo (1 bustina)
burro e carta da forno per lo stampo

PROCEDIMENTO

Mettete in una pentola le arance ancora intere e lessatele per 45minuti/un'ora, fino a quando saranno morbide.
Scolatele e fatele raffreddare poi frullatele grossolanamente con un mixer a lame.
Montate gli albumi con lo zucchero, unite i tuorli e montate ancora un po'. Unite le mandorle e il livieto con delicatezza e per ultima la crema di arance.
Versate nello stampo foderato di carta da forno e imburrato sui bordi.
Infornate a 180°C per un'ora ma fate attenzione con verso al fine on colori eccessivamente.
Sfornate e aspetate che raffreddi prima di togliere dallo stampo.
CONSIDERAZIONI

Buonissimo. Sembra la versione all'arancia della mia tipica torta di carote.
Così grosso la cotura uiforme è un po' difficoltosa.
Proverò dimezzando le dosi. In ogni caso questo dolce non stanca e si mantiene come appena fatto anche dopo diversi giorni.

DOLCE BASSO
stampo 25cm diametro a cerniera con fondo ammovibile

INGREDIENTI

1 arance BIO
3 uova
110g di zucchero semolato
125g di mandorletritate
8g di lievito istantaneo (1/2 bustina)
burro e carta da forno per lo stampo

giovedì 14 aprile 2016

Pane con sarde, peperoni e cipolle

Ecco una ricetta davvero particolare che proviene dal numero di aprile 2016 del mensile Sale & Pepe.
Ho seguito alla lettera la ricetta ma col senno di poi la cottura sarebbe stata più semplice se avessi utilizzato una teglia e non uno stampo alto a cerniera del diametro di 30 cm.
Utilizzando lo stampo si otterrà un pane alto che avrà bisogno di più di un'ora di cottura per essere sicuri che anche la parte inferiore sia completamente cotta.
INGREDIENTI
(stampo da 30cm diametro)

PER LA PASTA
750g farina 0
50g lievito di birra
2dl vino bianco secco
2dl acqua tiepida
sale
3 cucchiai rasi di strutto
3 cucchiai olio extravergine di oliva


PER IL RIPIENO
1kg sardine da pulire
4 cipolle
4 peperonci rossi e verdi
400g pelati
prezzemolo tritato
1 cucchiaino paprica affumicata
sale
olo extravergine di oliva

PROCEDIMENTO

Preparate l'impasto mescolando la farina con il lievito, l'acqua e il vino. Una volta impastato aggiungere il sale e solo verso la fine olio e strutto.
Impastate per circa 15 minuti poi fate riposare l'impasto, coperto da pellicola, diviso a metà per 25 minuti.


Stendete con le mani l'impasto su due fogli di carta da forno, formando due dischi del diametro di 30cm e 35cm. Copriteli con un foglio di plastica e lasciate a lievitare per un'altra ora e mezzo.

Preparate il ripieno rosolando in poco olio i peperoni tagliati a cubetti con la cipolla. Aggiungete i pelati. Condite con la paprica affumicata, sale e pepe. Cuocete finchè la salsa sarà densa.
Pulite nel frattempo le sardine togliendo la testa, le interiore e le lische..

Raffreddate  il ripieno.
Portate il forno ventilato a 180°C.

Foderate uno stampo alto a cerniera con della carta da forno poi poco prima di infornare foderatelo con il disco di impasto più grande.


Fate uno strato di salsa ai peperoni, usandone la metà, poi uno strato di filetti di sarde (usandone la metà), spolverizzate con metà del prezzemolo tritato.
Fate il secondo strato di salsa, sarde e prezzemolo poi chiudete con il secondo disco di impasto, quello più piccolo.





Spennellate con olio e infornate a 180°C, forno ventilato per almeno 1 ora o finchè la parte inferiore sarà ben cotta e a superficie colorata.


CONSIDERAZIONI

Questo pane di origini spagnole è davvero gigante.
L'impasto fatto anche con vino e strutto è profumato e croccante. Il ripieno è intenso, sicuramente bisogna amare peperoni e sardine.

Ho avuto qualche difficoltà nel capire se era cotto del tutto, fortunatamente la parte inferiore del pane è più sottile ma sicuramente se trasferirete il disco di 35 cm direttamente con il suo foglio su una teglia da forno e lo farcirete nello stesso modo che ho fatto io (lasciando un bordo libero di circa 2,5cm), coprendo con il disco più piccolo di 30cm e alzando i bordi (del disco inferiore) sopra e sigillando con pizzicotti e spennellando con l'olio, il risultato finale sarà migliore. La cottura sarà più facile.

Sicuramente questo pane non è per 6 persone come indicato nella ricetta originale ma per molti di più.




giovedì 9 febbraio 2012

Biscotti al cioccolato di Ferran Adrià

Eccovi un'altra ricetta dal libro di Ferran Adrià: PRANZO IN FAMIGLIA, Ed. PHAIDON.

Premetto che la forma dei biscotti non è quella giusta ma il sapore è buonissimo!

INGREDIENTI
(30-40 biscotti)

1/2 baccello vaniglia
2 uova
160 gr zucchero semolato
4 cucchiaini burro ( 14 gr)
150 gr cioccolato fondente al 75% (64%)
50 gr cioccolato bianco e fondente a pezzetti (metà e metà)
4 cucchiaini farina (00- 14 gr)
1 cucchiaino 5 spezie* ( 2 gr)
1 cucchiaino caffè solubile

PROCEDIMENTO

Preparate la polvere delle 5 spezie: è una miscela di origine cinese composta da:
semi di finocchio, cardamomo, anice stellato, pepe di Sichuan e cannella in polvere.

Incidere il baccello di vaniglia prelevare i semi di mezza bacca. versarli nelle uova intere che monterete assieme allo zucchero.
Nel frattempo sciogliete a microonde il cioccolato fondente con il burro.
Versate a filo il cioccolato fuso col burro mandando la frusta piano.
Tritate a coltello i due cioccolati e teneteli da parte.

Mettete le spezie e il caffè solubile nella farina.
Versate le polveri nell'impasto dei biscotti e amalgamate con una spatola. Aggiungete per ultimo i due cioccolati a pezzetti.
Versate il composto su un foglio di carta forno: arrotolatelo fino a formare un filoncino di circa 4 cm di diametro.

Mettetelo in congelatore per almeno un'ora: finchè non rassoda.

Portate il forno ventilato a 180°C . Tagliate delle rondelline e disponetele su teglie foderate di carta forno. Cuocete per 10 minuti, sfornate e lasciate raffreddare su una griglia.

CONSIDERAZIONI

Non avevo cioccolato fondente al 75% così ho usato quello al 64%. L'impasto è molto morbido ed è davvero necessario metterlo in freezer. Purtroppo anche se il mio è a -20, un'ora non è bastato a rassodare bene l'impasto.
Non avevo tempo così ho tagliato ugualmente i biscotti ma così non hanno mantenuto bene la forma. La prossima volta proverò a tenere il filoncino in congelatore più a lungo.

Già così i biscotti sono stupendi, crostina fine croccante e cuore morbido. Per non parlare dei profumi e de sapori che si mischiano alle consistenze...
Provateli!

mercoledì 1 febbraio 2012

Dolcetti di cocco di Ferran Adrià

Finalmente ieri è arrivato il libro di Ferran Adrià: sfogliato tutto d'un fiato. Unico e spettacolare nella semplicità e genialità delle ricette e della impaginazione e ... dell'argomento: PRANZO IN FAMIGLIA, Ed. PHAIDON.

Questa mattina mia figlia Clara ha provato la prima ricetta.

INGREDIENTI
(15 pezzi)

100 gr cocco essiccato non zuccherato
100 gr zucchero semolato
1 uovo intero

PROCEDIMENTO

Accendete i l forno a 180°C e portatelo a temperatura.
Rivestite di carta forno una placca .

Sbattete l'uovo con la frusta e aggiungete lo zucchero.
Aiutandovi con le mani mescolate anche il cocco, ottenendo un impasto uniforme.
Aiutandovi con un cucchiaino una spatola prendete piccole porzioni di impasto e formate velocemente delle palline.

Ponetele sulla teglia e infornate per circa 13 minuti, fino a colorazione.

Fate raffreddare su una griglia e servite.

CONSIDERAZIONI

Preparazione velocissima ma geniale. Abbiamo ottenuto 17 dolcetti. Li abbiamo cotti a 170°C , forno ventilato solo per 11 minuti.
I dolcetti sono risultati appena dorati, con una lieve crosticina esterna, lievemente più morbidi all'interno.

Il sapore è particolare, si sente l'uovo, ricordano in alcune sfumature gli Yemas di S.Teresa e sono naturalmente dolci dolci.

A noi sono piaciuti davvero tanto.

domenica 20 novembre 2011

Yemas di S.Teresa

yemas di S.Teresa by fugzu
yemas di S.Teresa, a photo by fugzu on Flickr.
Eccovi dei piccoli dolcetti, tipici della tradizione conventuale spagnola. Potete trovare questa e molte altre ricette sul libro "3000 anni di cucina spagnola" AUT Rosa Tovar, Monique Fuller; ED:Ponte alle Grazie.

Ecco anche info e foto da wikipedia in spagnolo e tradotte col traduttore automatico in italiano.

YEMAS di Santa Teresa
8-10 persone

INGREDIENTI

8 tuorli
4 cucchiai d’acqua (o meno)
200 g zucchero semolato
100 ml acqua
1 stecca cannella (o vaniglia o polevre di cannella)*
1 scorza intera limone
zucchero semolato per candire
zucchero a velo per guarnire


PROCEDIMENTO

Mettete i tuorli in un pentolino con qualche goccia di acqua.
Preparate uno sciroppo con lo zucchero, 100 ml acqua, la cannella e la buccia del limone.
Quando bolle togliete la buccia e la stecca. Dovrete ottenere uno sciroppo piuttosto forte (106°-113°C).
Sbattete leggermente i tuorli e colateli lentamente nello sciroppo, continuando a sbattere.
Cuocete a fiamma bassissima finchè il composto non si sarà addensato, diventando una pasta cremosa e densa.

Una volta colato nello sciroppo passate dalla frusta alla spatola.
Fate attenzione che si attacca facilmente.

Versate l’impasto su un tavolo di marmo precedentemente spolverato con 2 pugni di zucchero.
Arrotolatelo sullo zucchero fino ad ottenere una specie di sigaro dello spessore di un pollice.

Tagliate in pezzetti e formate delle palline che ripasserete nello zucchero e poi nello zucchero a velo.

Metteteli nei pirottini di carta (non si possono surgelare, scomparirebbe lo zucchero esterno) ma si possono conservare per 5-6 gg a temperatura ambiente o in un barattolo a chiusura ermetica.

CONSIDERAZIONI

Sono dolcetti davvero particolari. L'unica difficoltà è capire quando si è raggiunta a consistenza giusta per versare il composto sul marmo. Io faccio solitamente una prima prova con una piccola quantità ma in generale è il momento quando muovendo con la spatola il composto sul fondo del tegamino, la massa fa fatica a ritornare stesa sul fondo e inizia anche a velare il fondo e quasi ad attaccarsi.
Ricordate che raffreddando la massa si solidifica: anche se quando formerete il filoncino e poi el palline il composto sarà un po' molle, poi le palline una volta completate tenderanno ad asciugarsi sempre più.

Il sapore e la consistenza sono davvero unici: è un dolce molto carico ma stranamente se fate piccole palline, una tira l'altra. I ho utilizzato un pizzico di cannella al posto della stecca. A seguire un'altra ricetta simile, del periodo delle Festività dei morti. La dose di Yemas viene utilizzata come ripieno per piccoli cilindri di marzapane lucidati con albume d'uovo sbattuto con zucchero a velo.

HUESOS DE SANTO
Eccovi foto e info su wikipedia in spagnolo e tradotto in italiano


Marzapane farcito (rigato) con ripieno di yemas e spennellato (esternamente) con albume e zucchero a velo.
Lasciati asciugare a temperatura ambiente oppure in forno aperto a 50°C.


INGREDIENTI

500 gr marzapane
dose yemas
4 cucchiai zucchero a velo
2 cucchiai albume

CONSIDERAZIONI 2
Facendo ricerca in internet ho trovato un Blog che parla di questi dolcetti: le dosi sono simili ma il procedimento varia leggermente. Viene consigliato di raffreddare in un piatto il composto completamente prima di formare le palline.

sabato 19 novembre 2011

GUSTAR: Lezione/Cena spagnola

Ieri pomeriggio-sera si è svolta, a Pistoia, la nostra ultima Lezione/Cena del Ciclo "Cucina del Mondo" alla Scuola di Cucina Gustar. Era dedicata alla Spagna.

A gennaio 2012 riprenderemo con nuove e vecchie lezioni, varierà l'orario che sarà nuovamente serale, dalle 20 in poi. A breve concorderemo il nuovo Calendario che sarà visibile sia sui nostri Blog sia sul sito della Scuola Gustar.

Grazie a tutti i partecipanti, a Massimo e Gastone Pegoraro e allo chef Bedu David !

 Cucina di Spagna

Gaspacho
Paella
 Yemas di S.Teresa

 iniziamo dal Gaspacho

e poi si passa alla Paella




 la paella è quasi pronta

a tavola tutti insieme anche con Massimo e Gastone Pegoraro e lo Chef Bedu David

 Gaspacho

Paella
Yemas di S.Teresa

***

Ecco due video di Luciana Milani, già pubblicati sul suo Blog Milù di tutto di più.
Cucina spagnola parte 1
Cucina spagnola parte 2

 ***

foto di Eleonora Pellegrino Blog Marinora in Cucina

martedì 18 ottobre 2011

Zuppa di ceci

zuppa di ceci by fugzu
zuppa di ceci, a photo by fugzu on Flickr.
La ricetta di questa zuppa proviene dal sacchetto di ceci italiani acquistati qualche tempo fa.

Mio marito adora i ceci, io li mangio... la ricetta mi ispirava il giusto ma alla fine anche se l'aspetto non è proprio eccelso il sapore e le consistenze sono state una vera rivelazione.

Vi trascrivo la ricetta.

INGREDIENTI

(4 persone)

400 gr ceci italiani da ammollare 12 ore
700 gr spinaci freschi (350 gr surgelati)
2 cucchiai di passata di pomodoro (1 cucchiaio concentrato)
1 cipolla
1 carota
1 foglia di alloro
1 spicchio aglio
olio extravergine di oliva
sale/pepe
2 uova sode (4 piccole)

PROCEDIMENTO


La sera prima mettete a bagno i ceci in abbondante acqua a temperatura ambiente.

La mattina cuoceteli, finchè saranno morbidi, in abbondate acqua con 1 foglia di alloro, la carota e la cipolla tagliate a metà.
Salate e pepate.*

Una volta cotti i ceci passate al resto della lavorazione.

In un ampio tegame soffriggete leggermente l'aglio tritato, aggiungete la passata di pomodoro o il concentrato, 2 tazze di brodo di ceci e appena sopraggiunge il bollore versate gli spinaci cuocendo per 30 minuti a fuoco basso.

Scolate i ceci e aggiungeteli al tegame con gli spinaci proseguendo la cottura , coperta, a fuoco medio, per gli ultimi 10 minuti.

Nel frattempo cuocete le uova sode e raffreddatele. Tagliatele poi a rondelle sottili.

Le userete per decorare i piatti una volta versata la zuppa.

CONSIDERAZIONI

Ho utilizzato spinaci surgelati a cubetto e mi sono regolata dimezzando la dose di quelli freschi e aggiungendo un po' di liquido in più.
Ho utilizzato triplo concentrato di pomodoro invece della passata e a mio parere, per le zuppe, è migliore.
Avevo uova fresche ma piccole quindi ne ho fatto 4 invece delle 2 indicate.

* non ho salato i ceci in cottura ma solo dopo quando lei ho uniti agli altri ingredienti.

Veniamo ai sapori e alle consistenze... una vera rivelazione: sono sapori semplici ma gustosi: Mi ha davvero colpito come possa sposarsi così bene lo spinacio con i ceci ma anche il trio se abbinato con l'uovo sodo a rondelle.

Sembrano nati per stare tutti e tre insieme.
Provate!

CONSIDERAZIONI 2


Gironzolando on line ho scoperto che questa zuppa è di origine spagnole, madrilene.

mercoledì 22 giugno 2011

Baccalà con patate e noci: atascaburras

baccalà con patete e noci by fugzu
baccalà con patete e noci, a photo by fugzu on Flickr.
Ancora non ho capito se il baccalà mi piace o no... nel frattempo ho provato questa ricetta del libro "3000 anni di cucina spagnola" Autori: Rosa Tovar , Monique Fuller; Ed. Ponte alle Grazie.
Se ancora non l'avete acquistato e letto, fatelo, merita davvero sia per le ricette sia per l'originale approccio e la divisone dei capito per momento storico, dalla Preistoria in poi.

INGREDIENTI
(4 persone)

250 gr patate
sale grosso
300-350 gr baccalà in tranci (ammollo dal giorno prima con un cambio d'acqua)
2-3 spicchi d'aglio sbucciati
pepe nero
100-150 ml olio extravergine di oliva
2 uova sode sgusciate a fettine per il decoro
4 noci spezzettate per il decoro

PROCEDIMENTO

Mettete a bagno il baccalà il giorno prima e cambiategli l'acqua almeno un paio di volte.
Prima di iniziare la lavorazione della ricetta finale assaggiatelo.
Lessate le patate. Se volete salatele con sale grosso, io aggiusterei solo dopo di sale.
Mettete il baccalà in un tegame con abbondante acqua. Fatelo cuocere a fuoco medio e appena prima del bollore spegnete il fuoco e coprite il tegame.

Lasciate riposare 3-4 minuti.
Toglietelo dall'acqua ma tenetela da parte.

In un mortaio schiacciate l'aglio e aggiungete 1/3 delle patate continuando a schiacciare fino ad ottenere una pasta.
Aggiungete il pepe e un po' per volta il baccalà che avrete precedentemente ben asciugato e spezzettato fine con le mani.
Controllando che tutte le lische siano tolte.

Mescolate con l'aiuto di una forchetta aggiungendo le restanti patate senza ridurle a purea ma lasciandole a pezzetti.

Assaggiate e eventualmente aggiustate di sale.

Continuate a pestare a mano aggiungendo un po' per volta anche l'olio.

Mettete in un piattoda portata e decorate con le noci spezzettate e le uva sode tagliate a spicchi e, se volete, un po' di prezzemolo.

CONSIDERAZIONI

Come vi ho detto non sono una amante del baccalà ma in famiglia è piaciuto.

domenica 27 marzo 2011

Paella delle Caserosse


paella delle Caserosse, inserito originariamente da fugzu.
Era da molto tempo che volevo provare a farla, avevo letto su diversi libri molte versioni, poi un paio di anni fa avevo provata quella di Jesus che la cucinava alla Mostra dell'artigianato a Firenze, mentre io e Jmc facevamo spiedini e salse multietnici.

In ultimo avevo letto la versione di Allan Bay sul suo libro "Cuochi si diventa" e parlato con JMC...
è così nata la mia versione, la paella delle CaseRosse.

Ultima premessa:

la paella non si può fare per 4... sembra di preparare una pozione non un piatto !

INGREDIENTI
(4 persone)

240 gr riso originario*
3 cosce di pollo
4 pezzetti di filone di coniglio
8 fettine di chorizo spagnolo (salsiccia piccante napoletana)
8 code di gambero
cozze fresche (1/2 sacchetto)
anelli di calamaro (8 seppioline) freschi o surgelati
2 pomodori maturi (1/3 scatola da 400 gr polpa pomodoro)
piselli (freschi o surgelati)
fagiolini (freschi o surgelati)
1/2 peperone verde
2 spicchi d'aglio
1/2 cucchiaino pimenton (peperoncino affumicato, in polvere, non piccante)
1/2 cucchiaino zafferano per paella (poco zafferano italiano)
brodo di cottura delle cozze (filtrato)
acqua calda, sale, pepe qb

PREPARAZIONE

E' davvero importante preparare tutti gli ingredienti pronti all'uso prima di iniziare questa preparazione, sono numerosi ma se si segue l'ordine esatto quella che sembra una ricetta lunga e difficile in realtà non lo è.

Pulite le cozze e mettetele a schiudere in una ampia pentola aggiungendo solo olio e vino bianco buono. Mettete il coperchio e fatele schiudere a fiamma viva.
Lasciatele intiepidire leggermente, scolatele conservando il liquido di cottura filtrato.

Se volte, sgusciatele e mettetele da parte.

Se usate pomodori freschi, sbollentateli, togliete la buccia e i semi e tagliateli a cubetti. Io preferisco la polpa di pomodoro.

Tagliate ciascuna coscia di pollo in tre pezzi e il coniglio in pezzetti di dimensione simile.
Affettate sottile il salame piccante napoletano e tagliate a metà ciascuna fetta.

Spezzettate i fagiolini ancora surgelati della lunghezza di un paio di cm.
Preparate una dose simile anche di piselli surgelati
Tagliate a listarelle il peperone precedentemente lavato e pulito.

Fate un mini trito con l'aglio.

Preparate il riso: io adoro l'originario, solitamente lo sciacquo e lascio asciugare in un colino.
In questo modo il riso perde parte dell'amido e risulterà più sgranato a fine cottura.
C'è chi usa il Roma, in Spagna c'è una qualità apposita per la Paella; se usate il Paroiled no scuocerà.

Ponete sulla fiamma (che dovrà essere viva ma diffusa su tutto il fondo della pentola) una grande padella di ferro ungendola con poco olio extravergine di oliva.

Saltate il pollo e il coniglio finchè saranno coloriti poi aggiungete il peperone e i fagiolini.
Unite l'aglio tritato finemente e la polpa di pomodoro.

Mescolate e unite il pimenton e qualche mestolo di liquido (filtrato) delle cozze.

Coprite e lasciate cuocere a fiamma media per circa 15 minuti.

Aggiungete la salsiccia piccante a fettine, i piselli, le seppioline (o i calmari) tagliate ad anellini e infine il riso.
Aggiungete eventualmente altro liquido delle cozze o semplicemente acqua calda, in cui averete diluito lo zafferano da paella o lo zafferano italiano.

Coprite e cuocete quasi fino a fine cottura del riso (nel mio caso 15 minuti su 18 totali). Solo allora aggiungerete le cozze e le code di gambero.

Regolatevi con tempi e cottura coperta o senza coperchio a seconda del liquido assorbito dal riso ma ricordatevi di non smuoverlo troppo per mantenere i chicchi intatti una volta terminata la cottura.

Regolate sale e pepe solo verso al fine: se il liquido di cottura delle cozze è molto saporito non serve aggiungerli.

CONSIDERAZIONI

Pur cercando di limitarmi alla fine ho ottenuto una paella abbondate, ma come vi ho scritto all'inizio una dose minore è impossibile: vi assicuro che non avanzerà.

A mio parere è fondamentale avere una buona pentola di ferro oltre a degli ottimi ingredienti di partenza. Le dosi di liquidi e spezie dovranno essere calibrate al momento, non si può fare in altro modo.

mercoledì 25 giugno 2008

Gazpacho andaluso


gazpacho andaluso, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta è una delle tante varianti del Gazpacho, tipica zuppa spagnola: proviene dall'enciclopedia Cucinare Meglio, Volume Minestre e Zuppe, Arnoldo Mondadori Editore.

Premetto che il colore ideale è un rosso acceso ma nonostante essermi procurata dei buoni pomodori rossi il mio risultato pur essendo ottimo nel sapore è stato di un colore inadeguato.

°°°

INGREDIENTI
(per 4 persone)

500 gr pomodori pelati e privato dei semi
1 cipolla media rossa
1 piccolo cetriolo sbucciato e privato dei semi
1 peperone rosso privato dei semi e della pelle attraverso grigliatura al forno
2 dl olio evo
150 gr mollica di pane
2 spicchi di aglio
1 pizzico paprika
1 pizzico cumino in polvere
sale
pepe
1- 2 cucchiai da tavola di aceto
acqua gelata da aggiungere un po' subito poi al momento per diluire la zuppa a piacere (nella ricetta indicavano 1,5 l ma io ne ho messo meno).

GUARNIZIONI
le varianti sono molte:
uovo sodo tritato
cetrioli tritati
peperoni tritati
pomodori tritati (senza semi e pelle)
cipolline fresche tagliate finemente
basilico
peperoncini
sedano a fettine
cetriolini sottaceto
pane a dadini

Il modo tradizionale prevede di pestare nel mortaio l'aglio con la mollica di pane poi aggiungere tutti gli altri ingredienti pestandoli fino a raggiungere una consistenza omogenea e di servire la zuppa dopo che è stata almeno due ore in frigorifero allungandola a piacere con acqua ghiacciata accompagnata dalle guarnizioni disposte su piattini diversi.
Io ho seguito una procedura molto più veloce.
Ho tolto la parte verde centrale di ciascun pomodoro e ho fatto un taglio leggero a croce sulla parte posteriore poi ho scottato pochi minuti i pomodori interi in acqua a bollore. In questo modo la pelle si è tolta in un attimo.
Nel frattempo ho tagliato a pezzi e tolto i semi e la parte bianca al peperone e l'ho grigliato in forno in modo da poter facilmente togliere la buccia grattandolo con un coltello, poi.

Ho poi inserito tutti gli ingredienti, escluso l'acqua, in un ampio mixer e ho frullato finchè non ho ottenuto una crema densa e uniforme. Ho aggiunto poca acqua e messo in frigorifero.

Solo poco prima di servire ho aggiunto altra acqua fredda finchè ho raggiunto la consistenza che desideravo.

Davvero ottimo! Dovrò rifarlo non appena trovo dei pomodori più seri!

°°°

Ecco anche gli ingredienti per la versione base del GAZPACHO
(ricetta proveniente dalla stessa fonte)

per 4 persone

1 spicchio di aglio
2- 3 cucchiai da tavola di olio evo
5 pomodori spellati, privati dei semi e tagliati
1 cipolla affettata
1/2 cucchiaino di sale
1 pizzico di pepe
1 pizzico di paprika
5 cucchiai da tavola di aceto
2,5 dl di acqua fredda
200 gr cetriolo sbucciato, privato dei semi e tritato
4 fette di pane
cubetti di ghiaccio o altra acqua fredda se necessari.

In questo caso le verdure sono solo tagliate a piccoli pezzi e la partenza è sempre l'aglio schiacciato con la mollica di pane.