Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.

Luisa

martedì 29 dicembre 2009

Cappone lessato e/o arrosto ?

Ho ereditato parte della passione e della creatività da mio padre. Da sempre alleva animali: quest'anno ci ha regalato, per Natale, due bei capponi, nati e cresciuti tra le sue amorevoli cure.
Già puliti, belli grossi pur non essendo giovani.

Vi posso confessare che non amo molto nè il brodo, nè il bollito (o lesso come si chiama in Romagna) ma apprezzo i prodotti speciali come questi capponi.
Quando mi sono imbattuta in questo procedimento, sentito raccontare alla Prova del Cuoco da Alessandra Spisni, me ne sono subito innamorata.

INGREDIENTI
(8 persone)

per la lessatura
1 cappone intero (senza interiora*)
2 coste di sedano
2 cipolle piccole
2 carote piccole
1 patata media
poco concentrato di pomodoro
1 crosta di parmigiano
acqua
sale grosso

per la cottura arrosto
2 rametti rosmarino
10 foglie salvia
2 spicchi aglio
1 cucchiaio sale grosso
qualche grano di pepe nero
4 cucchiai abbondanti strutto

*potrete usare le interiora per fare ottimi crostini romagnoli

PROCEDIMENTO

Prima di buttarvi in questa avventura guardate se avete una pentola, munita di coperchio, abbastanza grande per contenere il cappone intero e anche una teglia dove posizionarlo per cuocerlo in forno.

Spelate carote e patata. Grattate con un coltello affilato la parte "stampata" della crosta di Parmigiano. Togliete la buccia e tagliate a metà le cipolle.
Mettete nella pentola il cappone, le verdure, la crosta e un po' di concentrato di pomodoro e coprite il tutto con acqua.
Potete salare subito o anche dopo ma ricordate che la cottura si prolunga e il brodo si ritira quindi non esagerate con il sale, meglio se usate quello grosso.
Coprite e portate a bollore. Se si forma della schiuma al primo bollore toglietela, abbassate la fiamma e coprite, lasciando cuocere a bollore basso per circa 1,30h.
Il cappone non si dovrà disfare, staccare dalle ossa ma dovrà essere ben cotto.
Con delicatezza toglietelo dal brodo e posizionatelo steso sulla teglia che userete per la cottura in forno. Senza nulla, asciutto.

Scaldate il forno ventilato a 180°C.
Fate al mixer a lame, un trito di aglio, rosmarino, qualche grano di pepe e sale grosso. Massaggiate dentro e fuori il cappone e ungetelo con lo strutto.
Mettetelo a cuocere in forno, girandolo ogni tanto, per un'ora.

CONSIDERAZIONI

Vi sembrerà una lavorazione laboriosa e quasi inutile invece per me è la scoperta dell'acqua calda.
Ho lessato il cappone la sera, scolandolo e lasciandolo nella teglia la notte. Poco più di un'ora prima del pranzo ho fatto il trito, ho condito e unto con lo strutto e cotto per un'ora.

Una vera rivelazione.

Il risultato è stato migliore di un buon pollo arrosto! Carne saporita, umida, pelle croccante.
Nessuno avrebbe pensato che quello era un caponne lessato: la prova del successo della ricetta è che non sono riuscita neanche a fare una foto.

sabato 26 dicembre 2009

Cioccolatini al latte : animaletti e cuoricini farciti al gianduia

Dopo i cioccolatini al cioccolato fondente ecco la seconda prova di cioccolatini casalinghi: ho utilizzato cioccolato al latte e farcito alcuni con crema gianduia.

INGREDIENTI

cioccolato al latte
crema gianduia
stampi in policarbonato
termometro
un piano di lavorazione di marmo
2 spatole in metallo


PROCEDIMENTO

Io avevo 400 gr di cioccolato al latte e, a questo giro ho fatto, cioccolatini piccoli solo di cioccolato temperato, in una unica gettata e variante a cuoricino con crema gianduia interna.

Se avete la possibilità non usate il frigorifero ma una stanza fredda, i cioccolatini non assorbiranno micro umidità e potranno durare di più.

La base fondamentale per i cioccolatini è il

TEMPERAGGIO: sbalzo termico che rende il cioccolato lucido, di colore uniforme e utilizzabile per lavorazioni diverse.

Dopo la fusione intorno ai 45°C (temperatura che diminuisce se si utilizza cioccolato al latte o bianco) si abbassa la temperatura lavorandolo fino a portarlo a:

29 °C se cioccolato fondente
27°C se cioccolato al latte o bianco
26°C se cioccolato gianduia.

Ho fuso il cioccolato, in un contenitore di vetro pires, a microonde a piccoli tempi e controllando ogni volta.
Ho mescolato con una spatola di plastica e tesato col termometro la temperatura: quella di fusione del cioccolato è circa 45°C, superandola il cioccolato si sciupa e non è più recuperabile, così come è da gettare se viene in contatto con vapore o acqua.

Mi sono armata di pazienza e ho versato il cioccolato sul piano di marmo per abbassare la temperatura, l'ho steso e riraccolto aiutandomi con due spatole di metallo e in questo modo ha raggiunto i 29°C.

L'ho quindi versato nel primo stampo a cuoricini.
Con movimento veloce ho poi capovolto facendo colare l'eccesso. Ho riportato in posizione orizzontale.Pulito la superficie dello stampo con a spatola e messo a raffreddare in frigorifero.

Nel frattempo ho riempito lo stampo con gli animaletti, cercando di riempire bene le forme. Non ho avuto pazienza e ho quindi messo in frigorifero lo stampo.

Ho riempito una siringa con la crema gianduia fatta in casa, mettendo una bocchetta stretta e lunga.
Ho tolto dal frigorifero il primo stampo e versato al centro di ogni cuoricino una micro porzione di crema, facendo in modo che rimanesse un po' di spazio per la copertura finale in cioccolato al latte.
Ho messo nuovamente per una mezz'ora in frigorifero per solidificare.

Ho pulito il piano e messo il cioccolato nuovamente nella ciotola in vetro, l'ho fuso a microonde e ritemperato, messo cioè sul marmo freddo per creare lo sbalzo di temperatura, raffreddarlo per renderlo lucido una volta freddo e non sciogliere i precedenti strati del cioccolatino.
Ho ripreso lo stampo e colato la copertura finale sui cuoricini. Ho pulito e livellato con una spatola e messo per l'ultima volta in frigorifero.

Dopo un paio di ore ho sbattuto gli stampi su un piano e i cioccolatini si sono staccati facilmente, belli lucidi.

CONSIDERAZIONI

I passaggi sono semplici e ripetitivi ma bisogna avere pazienza...

Usando solo 400 gr di cioccolato e avendo due stampi ho ottenuto lo stampo completo di cuoricini farciti e circa mezzo di quello a piccoli animaletti. Fare i cioccolatini farciti non è semplice perchè lo spazio da farcire è piccolo e la prima colatura di cioccolato deve essere fine e precisa. Nel mio caso il cioccolato era, a mio parere, un po' troppo freddo così ho ottenuto alcuni gusci un po' spessi.

Come primo tentativo non mi lamento, ma posso migliorare.

A nostro gusto i cioccolatini fondenti sono migliori, quelli con cioccolato al latte sono troppo dolci. Ora proverò a lavorare anche una piccola quantità di cioccolato bianco e poi vi saprò dire.

Hotcakes, Pancakes o... Blinis


hot cake, inserito originariamente da fugzu.

Li ho assaggiati la prima volta, qualche anno fa, in Yucatan, a colazione a un tavolino di una piccolissima Locanda a Punta Allen. Li chiamavano hot cakes e erano serviti con sciroppo d'acero.
Tornata a casa ho riprovato un po' di ricette e alla fine ecco la mia: non è ne dolce ne salata quindi a secondo delle voglie li mangiamo con sciroppo d'acero o con nutella, marmellate, cocco in polvere, granella di cioccolato... quel che c'è...

Esistono anche in versione salata: sono i Blinis, di origine russa farciti con panna acida, salmone o caviale.

INGREDIENTI
(6 pezzi grandi)

125 gr farina 00
150 gr latte
1 uovo
15 gr burro fuso
1/2 cucchiaio lievito in polvere per dolci
1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO

Fondete a microonde il burro. In una ciotola mescolate con l'aiuto di una frusta tutti gli altri ingredienti, poi aggiungete anche il burro fuso.
Scaldate, a fiamma media/viva, una padellina antiaderente e ungetela appena con poco burro: basterà solo la prima volta.
Versate al centro della padellina un mestolo di composto e aspettate che si formino sulla superficie delle bollicine, solo allora con l'aiuto di una spatola potrete rigirare la "frittella". Pochi istanti e sarà pronta.
Impilate i pancakes così si manterranno caldi finchè li avrete cotti tutti.

VARIANTE

Non essendo un impasto dolce l'ho usato anche per fare delle micro frittelline da farcire con burro, spicchietti di limone, olive nere,salmone, uova di lompo e gamberi.
In questo caso ho dosato il composto con un cucchiaino e ho portato a temperatura ambiente i mini "blinis" prima di farcirli.
In questo caso ho triplicato la dose dovendo preparare un antipasto per 22 persone.

CONSIDERAZIONI

Noi li adoriamo, sia dolci che salati. E' importante che la fiamma non sia nè troppo bassa nè troppo alta. Nel primo caso le frittelle non si gonfieranno bene nè coloreranno, nel secondo rischieranno di sapere un po' di bruciato e di non essere soffici. Trovata la padellina e l'intensità di fiamma giusta sarà un gioco da ragazzi.

mercoledì 16 dicembre 2009

Schiacciata con ciccioli e rosmarino


schiacciata con ciccioli e rosmarino, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta nasce dalla base di focaccia imparata al Corso di panificazione a Pistoia, di Piero Capecchi e da mie successive elaborazioni.
La prima variante sull'impasto base è stata la mia focaccia con farina di mais, la seconda, è stata quella di aggiungere ciccioli di maiale (a scaglie, morbidi) e cipolla rossa.
L'ultima, questa, di aggiungere ciccioli di maiale e rosmarino

INGREDIENTI

BIGA di 18 ore

300 gr farina 0 forte
150 gr acqua
3 gr lievito di birra


IMPASTO

1,500 kg farina 0 media
1 litro liquido (750 gr acqua + 250 gr latte)
30 gr lievito birra
15 gr malto
BIGA
15 gr sale
30 gr olio extravergine di oliva

170 gr ciccioli a scaglie tritati a coltello
3 rametti grandi di rosmarino

pangrattato da mettere sotto

olio extravergine per stendere, lucidare prima e dopo la cottura

PROCEDIMENTO

Ieri pomeriggio ho impastato velocemente la BIGA, senza lavorala troppo, l'ho coperta con un panno e messa a lievitare nella madia per 18 ore.

La mattina ho versato la farina, il malto, il lievito e la biga nell'impastatrice, ho versato l'acqua e il latte e ho impastato per circa 15/20 minuti.
Quando l'impasto ha iniziato a completarsi ho aggiunto il sale, una volta assorbito ho aggiunto i ciccioli e il rosmarino tritati a coltello e per ultimo l'olio e continuato ancora quasi fino allo scadere del tempo.

Ho messo l'impasto a riposare per 30 minuti in una scatola di plastica chiusa.

Ho foderato 4 teglie con carta forno e le ho cosparse con abbondante pangrattato.
Trascorsa la mezz'ora ho diviso l'impasto in 3 porzioni: due parti le ho messe in due teglie e una parte l'ho divisa ulteriormente a metà in modo da ottenere due schiacciate più alte e due più fine e croccanti.
Ungendomi le mani ho steso leggermente le quattro porzioni di impasto sulle teglie . Ho coperto con un foglio di nylon e lasciato riposare per 1.30 h prima di iniziare ad infornare due teglie alla volta.

In questa ultima ora e mezzo ogni tanto mi sono nuovamente unta le mani e ho continuato a stendere l'impasto, senza forzarlo, finchè ha coperto completamente le teglie.

Ho mantenuto sempre le teglie coperte dal foglio di nylon in modo da avere sempre le superfici delle focacce umide.

Ho portato il forno ventilato, con già la teglia vuota (quella dell'acqua/vapore) nella parte superiore all'interno a 210°C.
Poco prima di infornare ho versato l'acqua nella teglia superiore e ho infornato due delle quattro schiacciate.

Ho cotto per 25 minuti, poi sfornato e ho unto nuovamente appena sfornate.
CONSIDERAZIONI

Spettacolari!
La dose di ciccioli (che devono essere morbidi) e rosmarino non è "prepotente" ma arricchisce di profumi e sapori.
Infornando due teglie alla volta a metà cottura le ho scambiate e rigirate e per renderle dorate e croccanti uniformemente pochi minuti prima del termine ho tolto la teglia con l'acqua posta in alto.

lunedì 14 dicembre 2009

Cioccolatini di fondente


cioccolatini di fondente , inserito originariamente da fugzu.

Finalmente mi sono buttata nell'impresa! Dopo aver frequentato il Corso alla Scuola di Cucina di CasArtusi a Forlimpopoli IRIS il sapore di Firenze, Barbara Golini, non avevo più scuse. Molte indicazioni e ricette le potete trovare in uno dei suoi numerosi libri: "Amor di Cioccolato", Ed. Maria Pacini Fazzi.

Quando vi lancerete nell'impresa anche voi non pensate di non sporcare e sporcavi, penso che l'arte del cioccolato abbia qualche cosa di filosofico e meditativo... guai a pensare di decidere voi.. lasciatevi andare e otterrete dei buoni risultati.

INGREDIENTI

cioccolato fondete (50%)
nocciole sbucciate intere
stampi in policarbonato
termometro
un piano di lavorazione di marmo
2 spatole in metallo

PROCEDIMENTO

Io avevo 400 gr di cioccolato fondente al 50% e volutamente sono partita dalle basi, cioccolatini piccoli solo di cioccolato temperato, in una unica gettata e variante con nocciola interna.

Se avete la possibilità non usate il frigorifero ma una stanza fredda, i cioccolatini non assorbiranno micro umidità e potranno durare di più.

La base fondamentale per i cioccolatini è il

TEMPERAGGIO: sbalzo termico che rende il cioccolato lucido, di colore uniforme e utilizzabile per lavorazioni diverse.

Dopo la fusione intorno ai 45°C (temperatura che diminuisce se si utilizza cioccolato al latte o bianco) si abbassa la temperatura lavorandolo fino a portarlo a:

29 °C se cioccolato fondente
27°C se cioccolato al latte o bianco
26°C se cioccolato gianduia.

Ho fuso il cioccolato tagliuzzato fine , in un contenitore di vetro pires, a microonde a piccoli tempi e controllando ogni volta.
Ho mescolato con una spatola di plastica e tesato col termometro la temperatura: quella di fusione del cioccolato è circa 45°C, superandola il cioccolato si sciupa e non è più recuperabile, così come è da gettare se viene in contatto con vapore o acqua.

Ho cercato di evitare la lavorazione sul marmo per abbassare la temperatura ma mescolando solo nella ciotola la temperatura calva davvero lentamente.
Così mi sono armata di pazienza e ho versato il cioccolato sul piano, l'ho steso e riraccolto aiutandomi con due spatole di metallo e in questo modo ha raggiunto i 29°C.

L'ho quindi versato nel primo stampo cercando di riempire bene le forme degli animaletti. Non ho avuto pazienza e ho quindi messo in frigorifero lo stampo per qualche minuto, ho quindi grattato il cioccolato in eccesso dalla superficie e dai bordi, riversando i ritagli e la pulizia del piano di lavorazione nella ciotola per rifonderli a microonde per lo stampo a cuoricini.
Ho fuso nuovamente il cioccolato e, dopo un nuovo temperaggio, l'ho versato nel secondo stampo a riempirlo e ho inserito subito una nocciola all'interno di ciascun cuoricino.
Ho ripetuto il passaggio per qualche minuto in frigorifero e ho pulito lo stampo, lasciando poi i due stampi a solidificare del tutto in frigorifero.
Dopo un paio di ore ho sbattuto gli stampi su un piano e i cioccolatini si sono staccati facilmente, belli lucidi.

CONSIDERAZIONI

Come primo tentativo mi ritengo soddisfatta, ora dovrò procedere con le prove.. provare i cioccolati di diverso grado fondente, quelli con cioccolato al latte e quelli con il bianco.. poi vorrei provare a fare i cuoricini ripieni di gianduia.. beh, la paura, il timore è passato! Il piacere di aver creato qualche cosa di nuovo è grande.

sabato 5 dicembre 2009

Patate duchessa


patate duchessa, inserito originariamente da fugzu.

Erano anni che pensavo di farle e finalmente qualche giorno fa, scelta, tra le tante, una ricetta da Giallozafferano, mi sono buttata.

INGREDIENTI
(23 pezzi)

500 gr patate
50 gr burro
50 gr parmigiano
sale, pepe
noce moscata
2 tuorli

PROCEDIMENTO

Accendete il forno ventilato a 200 °C.

Lessate le patate , sbucciatele e lasciatele intiepidire.
Passatele e aggiungete, burro, parmigiano, condimenti e 2 tuorli.

Mettete in un sacco a poche con bocchetta larga a stella, il purè e formate su una teglia foderata di carta forno le classiche forme arrotondate e rigate.

Cuocete a 200°C per 15 minuti e servire subito.

CONSIDERAZIONI

Questo impasto è sostenuto e non avrete problemi per mantenere la forma. Nel mio caso i pezzi erano piccoletti, ma cottura, colore e croccantezza esterna sono risultate perfette.
Tra i suggerimenti della ricetta originaria c'è quello di spennellare con gli albumi per rendere più lucido ma a me è sembrato solo una complicazione inutile.
Ottime, le faremo spesso.

mercoledì 2 dicembre 2009

Cipolline glassate


Cipolline glassate, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene dal libro: "Il Cucchiaio d'Argento".

INGREDIENTI
(4 persone)

800 gr cipolline bianche già pulite
poco brodo leggero o acqua
1 cucchiaino zucchero
sale
80 gr burro

PROCEDIMENTO

Scaldare il burro in un ampio tegame a fondo grosso, mettere le cipolline sbucciate, regolate di sale e aggiungete un cucchiaino di zucchero. Cuocete qualche minuto e aggiungete poco brodo leggero o un po' di acqua e continuate la cottura prima a fuoco basso coperto poi scoperto fino al completo assorbimento del liquido.

CONSIDERAZIONI

Noi le adoriamo, sono veloci nella cottura soprattutto se si una una pento ampia.

lunedì 30 novembre 2009

Vongole alla marinara giapponese (asari no sakairi)

La cucina giapponese è molto di più del sushi e del sashimi. Grazie alla lettura del libro: Il Giappone in Cucina AUT Graziana Canova Tura; ED: Ponte alle Grazie, mi si è aperto, ulteriormente, un mondo che già amavo.

INGREDIENTI
(4-6 persone)

1 sacchetto di vongole
1 porro piccolo 1 pezzetto di zenzero fresco
1 - 2 cucchiai di olio di sesamo
1/2 bicchiere di sake

PROCEDIMENTO

Lavare le vongole e lasciatele a spurgare in acqua fredda salata per almeno 3-4 ore.

Tagliate a rondelline sottili il porro (piccolo) e a fettine, poi a filini, il pezzetto di zenzero che precedentemente avrete sbucciato.
Scaldate l'olio in un wok e versate il porro e lo zenzero, salateli velocemente e aggiungete le vongole scolate, saltandole a fuoco vivo per un paio di minuti.
Sfumate con il sake e chiudete coprite finchè le vongole si saranno tutte aperte.

Servite subito,in ciotole ampie con il fondo di cottura.

CONSIDERAZIONI

Veloci e buonissime. Sono da provare. Noi le abbiamo divorate, con anche l'ottimo sughetto, prima di tuffarci in un abbondante sushi casalingo.

sabato 28 novembre 2009

Giochi di croccante


croccante, inserito originariamente da fugzu.

Qualche tempo fa ho partecipato a una presentazione di una ditta tedesca che produce semilavorati per panificazione e pasticceria.
Era un mondo a me sconosciuto e volevo farmi una idea... Ci sono prodotti particolari che non userei mai dato che mi piace partire dalle materie prime e arrivare a un prodotto personale ma devo ammettere che se si vogliono ottenere grandi, buone e stabili produzioni questa ditta, la IREKS, è davvero valida.

Tra i numerosissimi prodotti ho scoperto un preparato in polvere per fare croccanti cuocendoli in forno.
Non ho resistito, ho preso un sacchetto da 1 kg e mi sono messa a "giocare" con le mille variabili possibili.

INGREDIENTI

CROCCANTE di Casa IREKS*
frutta secca: mandorle in scaglie, sesamo, nocciole, mandorle
cartaforno
acqua nebulizzata

* rapporto prodotto e frutta secca consigliato 1:1

PROCEDIMENTO

Portare il forno a 200°C. Mescolare in una ciotola la frutta secca con il prodotto, versate su una teglia foderata di carta forno, livellate e spruzzate acqua con uno spruzzino.
Infornate e cuocete per 5- 10 minuti.
Sfornate e se volte sagomare, tagliare, fate da caldo.

CONSIDERAZIONI

Fare il croccante mi intimoriva, in questo modo, in pochi minuti sono riuscita a fare dei veli di croccante al sesamo e alle scaglie di mandorle eccezionali.
Volendo, appena sfornati si possono tagliare e fare aderire, piegandoli a forma di ciotola o di tubo.
Per quanto riguarda la frutta secca più grossa non sono ancora soddisfatta del tutto perchè mi piace che la percentuale di prodotto sia minore rispetto al peso della frutta secca grossa: si possono usare dei coppa pasta per dare delle forme in cottura ma vanno tolti appena sfornate.

La cosa molto interessante oltre alla velocità di preparazione è che non risulta un croccante "spaccadenti", e che nel tempo non cambia consistenza.

Pollo alla cacciatora con funghi


Pollo alla cacciatora con funghi, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta nasce da una mia elaborazione di almeno altre tre ricette della tradizione romagnola e toscana.

INGREDIENTI
(4 persone)

6 cosce grosse di pollo o un polletto
1 carota
1 pezzo sedano
1 cipolla rossa piccola
2 spicchi d'aglio piccoli
300-400 gr polpa pomodoro
1/2 bicchiere vino bianco secco
farina
sale pepe qb
300 gr funghi champignon puliti
qualche fungo porcino secco
olio extravergine di oliva
burro

PROCEDIMENTO

Tagliate a metà la cosce o a pezzetti il pollo, infarinatelo.
Fate un fine trito con aglio, cipolla, sedano, carota. Mettete a bagno in poca acqua tiepida qualche fungo porcino secco.
Mettete a sciogliere, in un ampio tegame a fondo spesso, l'olio e un po' di burro, versate il trito e rosolate. Mettere i pezzetti di pollo leggermente infarinati e coloriteli leggermente, aiutandovi a muoverli con un cucchiaio di legno.
Sfumate con mezzo bicchiere di buon vino bianco secco. Una volta evaporato aggiungete la polpa di pomodoro, salate e pepate, abbassate la fiamma e cuocete con il coperchio per almeno 45 minuti, controllando e mescolando ogni tanto.
Nel frattempo tagliate a pezzetti, non troppo sottili, i funghi e saltateli brevemente con poco burro e olio in una padella antiaderente a fiamma viva aggiungendo verso la fine anche i funghi porcini ammollati e strizzati.

Quando il pollo sarà praticamente cotto aggiungete i funghi e continuate la cottura per altri 10 minuti, a fiamma bassa, senza coperchio.

CONSIDERAZIONI

Esistono infinite versioni di pollo alla cacciatora, chi aggiunge solo cipolla, chi non infarina, chi usa meno pomodoro, chi non mette funghi o chi solo funghi porcini.
La cosa importante è che il pollo sia a pezzetti con le ossa (danno sapore) e che sia quasi stracotto (si stacchi dalle ossa con facilità). Nel mio caso ho utilizzato gli ingredienti che avevo già in casa e ho preferito condire bene il pollo e cuocere al naturale i funghi.

Se era ottimo così, chissà con un polletto ruspante e dei funghi porcini... preparazione ottima fatta e mangiata ma eccezionale anche riscaldata.

sabato 21 novembre 2009

Bavarese bicolore


Bavarese bicolore, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene da uno SPECIALE della Cucina Italiana sul CIOCCOLATO. Ho fatto mezza dose della ricetta originaria che era per una bavarese unica, grande.

INGREDIENTI
(7 bicchieri da vino rasi)

400 gr panna fresca da montare
250 gr latte
75 gr zucchero
50 gr cioccolato fondente (al 70%)
12 gr colla di pesce
1 cucchiaino (raso) di fecola
3 tuorli
1/2 bustina vanillina (1/2 bacca vaniglia)

panna montata (non zuccherata) per decoro
cacao amaro per lo spolvero
PROCEDIMENTO

Mettete in ammollo in acqua fredda i fogli di gelatina. Mescolate, in una ampia ciotola, i tuorli con lo zucchero e la fecola.
Scaldate il latte con la bacca di vaniglia e quando arriva al bollore versatelo sui tuorli zuccherati, mescolate e filtrate con un colino.
Riversate nel pentolino e cuocete a fiamma bassa mescolando finchè la crema velerà il cucchiaio, senza arrivare al bollore.
Togliete dal fuoco.
Strizzate e asciugate con un foglio di carta assorbente la gelatina e versatela nella crema inglese, sciogliendola completamente.

Dividete il composto in due parti, versandolo in due ciotole capienti.
Tritate finemente a coltello la cioccolata e versatela in una delle due parti, mescolate e sciogliete bene.

Lasciate raffreddare bene le due creme.

Montate la prima metà panna e con l'aiuto di una spatola incorporatatela al composto chiaro, poi gli altri 200 gr e incorporateli al composto cioccolatoso.

Preparate uno stampo (con il buco) da bavarese grande o dei bicchierini di vetro e versate la crema gialla alla vaniglia. Versate, poi, quella al cioccolato e mettete a raffreddare in frigorifero per qualche ora.
Al momento di servire decorate i bicchierini con panna montata (non zuccherata) e una spolverata di cacao amaro.

CONSIDERAZIONI

Questa è la mia prima bavarese ben riuscita. Le dosi sono giuste per ottenere qualche cosa non troppo sostenuto e delicato nel sapore e consistenza.

Nella ricetta originaria non era indicata la percentuale del cioccolato. Ho usato vaniglia e non vanillina, davvero molto meglio.

Dovrò anche provare a farla con uno stampo unico, in quel caso la panna, una volta sformato, verrà messa nel foro centrale e poi il tutto verrà spolverato con cacao amaro.

Le dosi sono abbondanti: ho ottenuto sette bicchierini da vino rasi, se non siete dei golosoni questa dose può essere utilizzata comodamente per 8 bicchieri.

La decorazione finale con panna montata non zuccherata e cacao amaro completa, a mio parere, consistenze e sapori. La panna alleggerisce e smorza il dolce così come fa il cacao in polvere dando una nota ulteriore/diversa di cioccolato.

CONSIDERAZIONI 2

Ho versato la bavarese nei bicchieri con l'aiuto di un cucchiaio ma per ottenere un migliore risultato sarebbe meglio usare un sacco a poche, in modo da sporcare meno e evitare zone "vuote" nel bicchiere. La bavarese "chiara" può essere comodamente usata come base per ulteriori gusti.

CONSIDERAZIONI 3

Se avete il terrore dei "grumi" appena mettete la colla di pesce ammorbidita e strizzata nella crema inglese frullate il tutto con un mixer ad immersione, poi ripetete l'operazione per mescolare bene la cioccolata a pezzetti nella metà di crema che farete "scura".

giovedì 19 novembre 2009

Torta di Cecco


Torta di Cecco, inserito originariamente da fugzu.

Ecco una delle ricette imparate al al Corso alla Scuola di Cucina di CasArtusi a Forlimpopoli IRIS il sapore di Firenze, Barbara Golini. E' presente anche in uno dei suoi numerosi libri: "Amor di Cioccolato", Ed. Maria Pacini Fazzi.

La Torta di Cecco è un dolce, non conosciutissimo, della tradizione natalizia toscana, senese.

INGREDIENTI
(tortiera 20/22 cm diametro)

150 gr mandorle con la buccia
200 gr cedro e arancio canditi (ho messo 1/2 +1/2)
300 gr gianduia o nutella (ho usato nutella)
70 gr miele castagno
200 gr cioccolato fondente (ho usato al 70%)
100 gr cioccolato fondente per la copertura (ho usato al 70%)
50 gr cacao amaro per al copertura (ho usato 1 cucchiaio colmo)

PROCEDIMENTO

Sciogliere in un pentolino ampio il miele fino a che sfrigola.
Togliere dal fuoco e aggiungere, mescolando, nell'ordine:
mandorle
canditi tritati
gianduia o nutella
cioccolato fuso.
Amalgamare bene e versare in una tortiera precedentemente foderata sia sul fondo che lateralmente con carta forno. Livellare e sbattere sul piano per fare fuoriuscire eventuali bolle d'aria.
Lasciare raffreddare a temperatura ambiente per qualche ora.
Fondere il cioccolato (non importa temperarlo in quanto alla fine non sarà visibile) per la copertura e versarlo sulla superficie e sui lati della torta sformata.
Quando la superficie è raffreddata e indurita spolverare, aiutandovi con un colino, con abbondante cacao amaro.

CONSIDERAZIONI

La cioccolata è nemica dell'umidità. Una volta lavorata o temperata*, si può mantenere a lungo purchè tenuta in luogo fresco a temperatura ambiente.
Ci è stato detto, ad esempio che questo dolce si mantiene, senza problemi per una ventina di giorni.

Io l'ho preparato nel tardo pomeriggio e l'ho lasciato, una notte intera in una stanza più fresca. Ho usato cioccolato fondete al 70% e nutella. Ho usato pari peso di cedro e arancio canditi e li ho tagliati a coltello. Ho diminuito la dose di cacao in polvere pur spolverando abbondantemente.

Questo è un dolce per appassionati di cioccolato, giusta consistenza e equilibrio di sapori, cioccolato, miele di castagno, cacao, canditi e mandorle si sposano perfettamente.

Ottima idea per i regali natalizi: avvolgetelo in carta stagnola poi incartatelo con carta gialla e legatelo con uno spago. Sorprenderete gli amici golosi.

* TEMPERAGGIO: sbalzo termico che rende il cioccolato lucido, di colore uniforme e utilizzabile per lavorazioni diverse.

Dopo la fusione intorno ai 45°C (temperatura che diminuisce se si utilizza cioccolato al latte o bianco) si abbassa la temperatura lavorandolo fino a portarlo a:

29 °C se cioccolato fondente
27°C se cioccolato al latte o bianco
26°C se cioccolato gianduia.

CONSIDERAZIONI 2

Ho fatto diverse volte questa torta nelle Festività di fine 2009. Ottimo e originale regalo di Natale per i numerosi parenti. Una volta preparata si può tenere a lungo avvolta in stagnola, in un ambiente freddo di casa e consumata in occasioni speciali. Si mantiene perfetta, della giusta consistenza e mix di sapori. Una mini torta preparata con mezza dose è stata uno dei due dolci consumati a fine cena del 31 Dicembre.

martedì 17 novembre 2009

Crema Gianduia



Ecco al prima ricetta imparata al Corso alla Scuola di Cucina di CasArtusi a Forlimpopoli IRIS il sapore di Firenze, Barbara Golini

CREMA GIANDUIA

INGREDIENTI

500 gr cioccolato fondente o al latte
500 gr zucchero a velo
500 gr nocciole e mandorle tostate
50 gr burro

PROCEDIMENTO

Ridurre in polvere le nocciole/mandorle. Fondere il cioccolato poi aggiungere il burro. Incorporate quindi gli altri ingredienti uno alla volta: prima lo zucchero a velo, poi la farina di nocciole/mandorle.
Amalgamando il tutto molto bene: otterrete una crema densa che potrete splamare o usare come ripieno per i vostri cioccolatini o ingrediente per preparazioni quali ad esempio la Torta Cecco.

CONSIDERAZIONI

Ho preparato una dose leggermente inferiore, utilizzando cioccolato fondente al 70% e solo nocciole tostate.
La mia farina di nocciole non era perfetta e quindi la crema finale non è "liscia" completamente. Ero di corsa, la prossima volta proverò a mettere la frutta secca prima in congelatore, in modo da riuscire a polverizzarla meglio, limitando la fuoriuscita di grassi mentre le lame del mixer lavorano.

Il sapore.. beh che dire, è da golosoni, è densa...una parente della mitica Nutella.. ma forse migliore. Poi vi racconterò com'è se fatta con farina mista anche più fine.

CONSIDERAZIONI 2

Oggi ho provato a fare dei mini tartufini con questa crema che ho conservato a temperatura ambiente in un vaso di vetro chiuso.
La pasta di gianduia è consistente ma davvero duttile. Ho formato le palline velocemente senza sporcarmi, poi le ho tuffate in una ciotola dove c'era lo zucchero a velo.
Lo zucchero ha ben aderito. Ora li ho messi in frigorifero per testare sapore e consistenza se tenuti al freddo.

CONSIDERAZIONI 3

Con l'ultimo fondo di vasetto di questa crema ho fatto una prova consistenza mettendola in frigorifero, lavorandola brevemente a "mattoncino". L'ho poi tagliato a fettine. Ottimo davvero friabile ma duro. Una base perfetta per fare anche cioccolatini coperti, senza stampo, semplicemente bagnandoli in cioccolato fuso temperato, raffreddati a temperatura ambiente.

Ricordate il cioccolato è nemico del frigorifero perchè è nemico dell'umidità.

CONSIDERAZIONI 4

Ho rifatto la ricetta, partendo sempre da

200 gr cioccolato fondente al 50%
200 gr zucchero a velo
200 gr nocciole tostate
20 gr burro

A questo giro ho usato un mixer grosso a lame e ho frullato ad alta velocità le nocciole con lo zucchero a velo per diversi minuti, ho poi sciolto bene a microonde il cioccolato a cui ho aggiunto il pochissimo burro.
Ho quindi colato il cioccolato fuso caldo con il burro nel mixer e ho riavviato. Ho frullato ad alta velocità per diversi minuti finchè la crema è diventata lucida e fluida.
Perfetta consistenza da spalmare. A seconda dell'uso e del desiderio le prossime volte sceglierò se più o meno granulosa.



Corso dimostrativo sulla lavorazione del CIOCCOLATO alla Scuola di Cucina di CasArtusi: IRIS il sapore di Firenze, Barbara Golini

Domenica scorsa, viziandomi, mi sono regalato l'ennesimo Corso alla Scuola di Cucina di CasArtusi a Forlimpopoli.

Iris, il sapore di Firenze: un Corso dimostrativo sulla lavorazione del cioccolato tenuto dalla toscana Barbara Golini.
Persona interessantissima e di vasta cultura. Ci ha insegnato tecniche di base per la lavorazione con temperaggio, realizzazione di cioccolatini in forma, ripieni e non, foglie e frutti con il cioccolato, guarnizioni per torte e gelati, scrittura con il cioccolato.

L'incontro con persone preparate e appassionate di cucina (è sempre un piacere incontrare anche le persone che reggono le redini della Scuola di CasArtusi) per me, è mille volte meglio di un ottimo libro; la mattinata è volata e soprattutto penso di aver superato il timore reverenziale nei confronti della lavorazione del cioccolato.

Chissà, presto proverò a fare i miei primi cioccolatini.

Nel frattempo ho provato già a fare la mia prima Crema Gianduia e a breve farò la Torta di Cecco, una specie di panforte, molto più semplice e buono.

venerdì 6 novembre 2009

Vellutata di gambi di carciofo


Qualche giorno fa, cercando altro, mi sono imbattuta in questa ricetta, sull'Enciclopedia della Cucina Italiana, Vol. 4, Minestre, Gnocchi e Polenta.

INGREDIENTI
(4 porzioni non abbondanti)

8 gambi di carciofo*
5 dl brodo vegetale
30 gr burro
1 cucchiaio raso di farina
40 gr parmigiano
1 dl latte intero
crostini pane tostato
timo

* se i gambi sono lunghi

PROCEDIMENTO

Spelate e tagliate a rondelle i gambi di carciofo, io ne ho utlizzati 10 perchè erano corti.
Metteteli a bollire per 30 minuti in acqua poi scolateli.
Tenetene da parte una manciata.
Il resto frullateli col mixer.

Sciogliete in una casseruola il burro, aggiungete il cucchiaio di farina e mescolate velocemente, poi aggiungete il brodod caldo e quando sale il bollore unite la crema di carciofi. Cuocete e addensate solo 10 minuti poi aggiungete il latte, il parmigiano e le rondelline lessate di gambi di carciofo, ancora due minuti e la vellutata è pronta.

Servite con una spolverata di timo e decorate con qualche cubetto di pane casalingo grigliato.

CONSIDERAZIONI

Ottima Ottima Ottima !

Dovete farla e assaggiarla! La consistenza è delicata, il "ruvido" del carciofo non prevale. Sono quasi stata aggredita perchè ce ne era un solo piatto a testa.

Nella ricetta aggiungono che volendo rendere la vellutata più ricca si può aggiungere a cottura ultimata, fuori dal fuoco, un tuorlo leggermente sbattuto col parmigiano. Per me è perfetta così.

CONSIDERAZIONI 2

Ecco anche una versione simile dove potrete ottenere la stessa dose ma utilizzando metà dose di gambi di carciofo, una patata e una cipolla. Giudicate voi quale è la migliore.

Quiche di cavolo (nero)


Quiche di cavolo (nero), inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene dal Volume "Cucinare Meglio Verdure", Ed. Mondadori. In particolare la ricetta "Cabbage quiche" è di George Seddon e Helena Radecka dal libro "Your Kitcken Garden".

Ho dimezzato il quantitativo di cavolo (non era indicato il tipo) e usato solo panna. Ho cotto direttamente la pasta sfoglia avendo precotto il cavolo prima nella pentola a pressione.

INGREDIENTI

1 disco pasta sfoglia
250 gr cavolo nero privato delle coste
125 gr burro
3 uova
3 dl panna
4 cucchiai da tavola di gruyere
3 cucchiai da tavola di parmigiano
sale, pepe
noce moscata


PROCEDIMENTO

Accendete il forno ventilato a 210°C.
Tagliate a striscioline il cavolo e cuocetelo per 20 minuti nella pentola a pressione, poi scolatelo e tenetelo da parte.
Mescolate le uova, la panna con i formaggi grattugiati e la noce moscata.

Saltate a fiamma viva il cavolo con il burro fino ad assorbirlo. Lasciate raffreddare leggermente poi versate in una ampia ciotola con tutti gli altri ingredienti.

Foderate un ampio stampo da crostata con un foglio di carta forno, stendete il disco di pasta sfoglia e versate tutto il composto. Infornate a 210°C per 40 minuti.

Una volta sfornato aspettate un quarto d'ora per sformare e servire.


CONSIDERAZIONI

La ricetta prevedeva l'uso di cavolo (generico) solo sbollentato con acqua bollente, la cottura in bianco della base in pasta sfoglia e l'uso di un misto di panna e latte non definito nelle proporzioni.

Io ho preferito seguire le mie modalità solite per torte salate e il risultato secondo me è stato ottimo. La precottura del cavolo e poi saltarlo in abbondante burro l'ha reso morbido e gonfio, delicato, fatto davvero unico per la rusticità del cavolo nero.

La panna che uso io ha una parte più solida e una liquida, ho quindi pensato di utilizzare solo panna, all'estero penso la panna sia venduta di consistenza maggiore della nostra. La cottura in bianco per me era inutile avendo già precotto il cavolo.

Passiamo ai sapori e alle consistenze! Una rivelazione: la dose è abbondante e pensavo che ne avremmo mangiato meno della metà, noi quattro invece, fetta dopo fetta, l'abbiamo divorato quasi tutto.

La cosa davvero interessante è che pur essendo il cavolo l'ingrediente dominante in realtà non lo è e si sposa perfettamente con gli altri piccoli sapori, facendoti apprezzare l'insieme e non stancandoti ma deliziandoti.

Nella ricetta originaria segnalano anche che lo stesso composto, cotto al forno a bagnomaria, senza sfoglia, è un ottimo contorno da servire con piatti di carne.

martedì 3 novembre 2009

Farinata di cavolo nero


farinata di cavolo nero, inserito originariamente da fugzu.
La foto è stata scattata quando ancora la cottura non era completa, i tempi di cottura del cavolo si erano allungati mostruosamente ed era ora di pranzo, dopo un'altra ora la metà (avanzata e cotta ulteriormente) della farinata non era ancora cremosa al punto giusto.
Sono venti anni che abito a Pistoia ma ho assaggiato per la prima volta questa farinata solo un anno fa.
Pochi giorni fa, avendo un grosso quantitativo di cavolo nero da utilizzare, mi sono imbattuta in rete in questa ricetta, scoprendo anche che è tipica di Pistoia.
Come tutte le ricette popolari tempi e quantitativi sono molto relativi. Appena cucinata questa versione ho capito come migliorarla soprattutto per i tempi.

INGREDIENTI
(8 persone)

2 mazzi cavolo nero (acquistato dopo la prima gelata)
100 gr fagioli borlotti lessati
acqua di cottura dei fagioli
acqua o brodo (facoltativo)
cipolla
2 agli
farina fioretto di mais
qualche cucchiaio di passata di pomodoro (facoltativo)

PROCEDIMENTO

Fate un trito fine di cipolla, svestite gli agli e schiacciateli leggermente..
Passate i fagioli lessati (in abbondante acqua) aggiungendone una parte e tenendone da parte il restante.

In un ampio tegame versate un po' di olio extravergine di oliva e soffriggetevi cipolla e aglio, aggiungete i fagioli passati e il loro liquido avanzato. Fate tornare il bollore e togliete la pentola dal fuoco.
Versate la farina di mais mescolando fino ad ottenere una polentina morbida.
Aggiungete le foglie di cavolo nero precedentemente private della costola centrale e tagliate fini.
Mescolate bene e fate cuocere a fiamma bassa, col coperchio fino ad ottenere la consistenza di una pappa, fino a quasi non si disfi.
Al bisogno aggiungete altro liquido.Verso fine cottura aggiustate di sale e pepe.

Servite caldissima con poco olio crudo e una spolverata di pepe.

CONSIDERAZIONI

Nelle indicazioni della ricetta originaria veniva detto che dopo 40 minuti al zuppa era pronta, in realtà la mia ha cotto più di due ore. A dire il vero aggiungeva che per ottenere una zuppa di più veloce cottura, ma di sicur minor pregio, si può cuocere prima il cavolo.

Raccontando a una amica pistoiese di questa ricetta anche lei mi ha confermato la precottura del cavolo a parte e l'aggiunta di un po' di passata di pomodoro.

Mi toccherà riprovare questa variante, poi vi racconterò.
Vi posso comunque dire che sapori e consistenze sono unici, forse una "sorella" povera della pappa al pomodoro?

CONSIDERAZIONI 2

Sono riuscita a "domare" il cavolo nero, con la mia pentola a pressione, cuocendolo già a striscioline, 20 minuti, si può partire poi rilassati con qualunque preparazione!


CONSIDERAZIONI 3


Ho trovato una ricetta molto preciusa e l'ho provata e qui pubblicata: FARINATA CON LE LEGHE: perfetta!

Carciofi fritti o marinati ?


E' il periodo dei carciofi e in casa ne siamo ghiotti.
Quando non ho molto tempo li faccio crudi, marinati altrimenti fritti. Le ricette dei carciofi fritti provengono dal Nuovissimo Cucchiaio d'Argento.


CARCIOFI IN INSALATA

INGREDIENTI

carciofi non troppo grossi freschi
limone
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PROCEDIMENTO

Pulisco i carciofi dalle foglie grosse e taglio 1/3 della punta e i gambi. Usando sempre un coltello molto affilato taglio a fetine sottilissime i carciofi e le condisco con una emulsione di succo di limone e olio extravergine di oliva, poco sale e pepe.

CONSIDERAZIONI

Sono buoni consumati subito o ottimi dopo una mezz'ora.


CARCIOFI FRITTI (1) toscani

INGREDIENTI

carciofi
farina
uova
sale
olio extravergine di oliva per friggere

PROCEDIMENTO

Tagliate i carciofi puliti in spicchi piuttosto piccoli e metteteli in acqua acidulata con succo di limone. Sgocciolateli e passateli nella farina, poi nell'uovo sbattuto e salato.
Friggeteli in abbondante olio a media temperatura perchè possano cuocere e rimanere morbidi internamente. Sgocciolateli, salateli e servite.

CARCIOFI FRITTI (2) con la pastella

INGREDIENTI

carciofi
limone
olio per friggere

per la pastella (nella proporzione)
1 uovo
3 cucchiai rasi di farina
3 cucchiai di olio
sale e pepe

PROCEDIMENTO

Preparate la pastella un'ora prima dell'uso.

Mescolate gli ingredienti in modo da ottenere una pastella liscia ma non troppo liquida. Lasciatela riposare in frigorifero per circa un'ora.

Pulite i carciofi come al solito e tagliateli a spicchietti non troppo grandi ( 6 o 8 a carciofo), metteteli in acqua acidulata con succo di limone. Scaldate bene l'olio. Sgocciolateli e asciugateli poi pasateli nella pastella e metteteli a friggere a media temperatura nell'olio perchè possano cuocere e rimanere morbidi internamente. Sgocciolateli, salateli e servite.

CONSIDERAZIONI

Noi adoriamo i carciofi fritti nella pastella, mi è capitato di mangiarli anche freddi e sono ancora buoni!

sabato 31 ottobre 2009

Dolce di semola e cocco


dolce con farina di semola e cocco, inserito originariamente da fugzu.
Questa ricetta della Giordania proviene da un inserto di cucina del quotidiano "Repubblica".

INGREDIENTI

250 gr farina di semola
50 gr farina 00
200g zucchero semolato
50 gr burro
1 vasetto yogurt greco (170gr)
3 uova
1/2 bicchiere latte (120 gr )
100 gr cocco grattugiato (50gr dolce + 50gr decoro)
50 gr pistacchi (decoro)
scorza grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO

Sciogliete leggermente il burro e mescolatelo con lo yogurt e il latte.
Montate, gli albumi e i tuorli, in due contenitori diversi in cui avrete versato metà dello zucchero ciascuno.

Versate nella ciotola dove avrete montato i tuorli, finchè avete ottenuto un composto chiaro e schiumoso, la scorza di limone grattugiata, il pizzico di sale.
Poi la parte liquida di burro, latte e yogurt.
Quindi la semola, la farina e 50 gr di cocco. Inglobate un ingrediente per volta e aiutatevi con una spatola.

Per ultimo aggiungete gli albumi montati con l'altra metà di zucchero.

Versate il tutto in uno stampo a cerniera, foderato di carta forno e cuocete in forno ventilato a 170°C per 45 minuti.

Sforate e lasciate raffreddare prima di sformate. Decorate con i restanti 50 gr di cocco e i pistacchi tritati grossolanamente.
CONSIDERAZIONI

Dolce per gli amanti dei sapori greci/mediorientali. La quantità di latte non era indicata e penso che la prossima volta la aumenterò leggermente. Vorrei provare ad aumentare appena la leggerezza di questo ottimo dolce: il cocco e la farina di semola (a secondo del prodotto) possono avere un assorbimento, di liquidi, diverso.

Il giorno dopo a me è sembrato ancora migliore.

Tortelloni di castagne con sugo di zucca e rosmarino


Qualche giorno fa, gironzolando tra i programmi tv, mi sono imbattuta in Alessandra Spisni che cucinava delle "mezzelune di castagne con zucca e rosmarino". L'uso della farina di castagne, della zucca.. nella pasta mia ha "obbligato" a provarla prima possibile.

INGREDIENTI
(8 persone: circa 90 pezzi)


per la sfoglia di castagne
350 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
150 gr farina di castagne (marroni toscani)
5 uova


per il ripieno
150 gr ricotta romana
150 gr mortadella tritata
100 gr polpa pollo tritata
100 gr parmigiano grattugiato
1 uovo
sale qb
noce moscata qb

per la salsa di zucca
1 spicchio di aglio
4 cucchiai olio extravergine di oliva
500 gr zucca gialla
1 rametto di rosmarino
sale
pepe

PROCEDIMENTO

Mescolate le farine, formate il cratere e impastate con le uova. Lasciate riposare l'impasto, a temperatura ambiente, per circa mezz'ora coperto da una ciotola.
Nel frattempo preparate il ripieno mescolando con el amni tutti gli ingredienti.

Tirate la sfoglia a mano o con l'Imperia come ho fatto io.
Tirate ciascuna sfoglia fino all'ultima tacca del sottile o alla penultima: io ho fatto due prove perchè questo impasto è più morbido di quello semplice all'uovo.

Formate tanti quadrati, tagliando prima a metà la sfoglia per il lungo poi verticalmente della stessa misura.
Farcite aiutandovi con un cucchiaino e chiudete formando i triangoli di pasta, unite le estremità e formate i tortelloni.
Posizionateli su vassoi di cartone spolverati di farina.

CONSIDERAZIONI

Ho usato zucca che avevo grigliato tempo fa e poi messo in congelatore ma se partite da zucca fresca se mai cuocetela il giorno prima se volete velocizzare la preparazione. Ricordate che da un peso di zucca cruda ne otterrete la metà una volta cotta.
Io solitamente cuocio a fette disposte su carta forno, senza condimenti a temperatura alta finchè i bordi si scuriscono.
Lascio raffreddare capovolgendo le fette in modo che facciano meno acqua possibile.

Nella ricetta originaria la pasta aveva un'altra forma, quella di mezzelune o orecchioni, ma volevo velocizzare l'operazione e non avere scarti così ho scelto i tortelloni.

Aver cambiato il formato non ha inciso sul sapore d'insieme della preparazione finale in quanto una volta cotta la sfoglia con percentuale di farina di castagne non è tenace ed è delicata ma non si rompe.

Per tritare velocemente mortadella e pollo ho usato il tritacarne.

Ho condito saltando uno spicchio di aglio tagliato a metà in un po' di olio extravergine di oliva in una ampia padella antiaderente.
A fiamma viva ho saltato brevemente la zucca scongelata tagliata a cubetti e poco prima di spegnere ho spolverato con rosmarino fresco tritato fine e tolto i pezzetti di aglio.
Ho versato i tortelloni appena scolati e aggiunto qualche pezzetto di burro e servito subito.

Una vera rivelazioni di consistenze e sapori.

Questa sfoglia è particolare, tirandola molto sottile è morbida e pensavo che in cottura si rompesse invece ha retto benissimo pur cuocendosi velocemente e non indurendo sui "nodi".
Il rosmarino e l'aglio si sposano ottimamente con il sapore della castagna ma la cosa davvero interessante è come poi si abbinano e completa con il dolce e morbido filamentoso della zucca.
Vi aggiungo solamente che in casa alcuni non amano il dolce della zucca ma a questo giro hanno fatto il bis. Buonissimi anche con un po' di peperoncino piccante fresco.

Ho ancora un sacchetto surgelato di tortelloni fatti con sfoglia leggermente più spessa, appena li cuocio vi dico quali preferisco.

martedì 27 ottobre 2009

Crostata di mele e mandorle di ADRIANO


crostata di mele e mandorle di Adriano, inserito originariamente da fugzu.

Ho fatto questa crostata, ideata e pubblicata da Adriano (persona conosciuta per le sue capacità e qualità culinarie e di vita) qualche anno fa sul suo Blog Profumo di Lievito, qualche anno fa, in segno di solidarietà.

Vi rimando direttamente al suo Blog per capire meglio e rendere al meglio il passaparola.

Per me è fondamentale citare sempre le fonti, sono qualità, garanzia e un modo di ringraziare chi generosamente regala le sue capacità alla comunità.

COPIO e INCOLLO la ricetta dalle pagine del Blog Profumo di Lievito, di Adriano, poi vi dirò le mie piccole modifiche e considerazioni.

Grazie ADRIANO.

INGREDIENTI

400gr pasta frolla
4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti) (io 3 grandi Granny Smith)
80gr di zucchero
4 cucchiai di amaretto di Saronno (4 di Marsala + 9 amaretti sbriciolati)
succo di mezzo limone
poca cannella in polvere.

MASSA DI MANDORLE
120gr uova intere (circa 3)
60gr zucchero
50gr farina di mandorle
15gr farina di mais fioretto
15gr fecola
un pizzico di sale
estratto di mandorle (non l'avevo)

una manciata di mandorle a lamelle
sciroppo di zucchero
marmellata di albicocche (2 cucchiai di mia marmellata di pesche)


PROCEDIMENTO

Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.

Foderare uno stampo da 26cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso)

Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.

Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.
In forno a 170° per ca. 20 minuti.
All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.

*Per lo sciroppo (30° be): versa 100gr di acqua in un pentolino, aggiungi 135gr di zucchero semolato, porta ad ebollizione, poi lascia raffreddare.

*dividi per 4 o 5
1000gr farina 0 biscotto (in alternativa 900gr 00 e 100gr fecola di patate), 500gr burro appena morbido, 250gr zucchero a velo (200 se utilizziamo il miele), 200gr uova intere (oppure 150gr uova e 50gr di miele d’acacia se vogliamo una frolla morbida), 6gr di sale sciolto in 20gr di succo di limone, 6gr di lievito istantaneo (se utilizziamo farina normale), zeste grattugiate di un limone, 1 cucchiaino di essenza di vaniglia.

dose intera e congelo in pezzi da 400gr, sufficienti per uno stampo da 28 - 30cm.

CONSIDERAZIONI

E' stato un vero piacere seguire alla lettera le indicazioni di Adriano, come sempre... una delle nostre crostate preferite è la sua Tarte al Limone.

Ho quindi preparato una mezza dose della sua frolla:

450 gr farina 00 Spadoni e 50gr fecola di patate
250 gr burro appena morbido,
125 gr ) zucchero a velo
100 gr uova intere (2 circa),
2,5 gr di sale sciolto in 10gr di succo di limone,
3gr di lievito istantaneo (se utilizziamo farina normale),
zeste grattugiate di un limone,


Ho lasciato riposare la frolla un'ora in frigorifero e nel frattempo ho preparato lo sciroppo e le mele cotte.

Non avevo l'Amaretto di Saranno e mi sono permessa di sostituirlo con lo stesso quantitativo di Marsala e 9 Amaretti sbriciolati finemente.
Le mie mele Granny Smith erano davvero grosse e quindi 3 sono bastate per superare leggermente i 600 gr.

Ho usato uno stampo da crostata con fondo ammovibile e cotto a forno statico, sopra e sotto sempre a 180°C.

Una volta stesa la frolla e messa nello stampo l'ho messa nuovamente a riposare in frigorifero una mezz'ora.

La prima cottura in bianco con foglio di carta forno e ceci poi sempre con i tempi indicati, vuota.
Ho montato tuorli e albumi delle uova per la parte superficiale tutti insieme con zucchero e pizzico di sale e poi ho aggiunto le farine aiutandomi con una spatola.

Ho usato un paio di cucchiai di mia marmellata di pesche per impermeabilizzare il fondo della frolla a mezza cottura, versato le mele aromatizzate e poi la parte gonfia all'uovo.
Ho spolverato con lamelle di mandorle e infornato per il tempo indicato ma sempre a forno statico, sopra e sotto a 180°C.

Pur essendo, alla fine, la tortiera molto piena , i vari impasti non si sono "mossi" in cottura.

Appena terminato la cottura ho spennellato con delicatezza con lo sciroppo freddo e ho ottenuto una superficie leggera, che sembrava vetrificata.

Ho sformato solo una volta che la crostata è stata completamente fredda.

... e ora passiamo a raccontarvi il sapore e le consistenze... una emozione.. frolla friabile, ferma, chiara, profumata.

Interno morbido e "meloso" ma con impercettibile sapore di marmellata, cannella, limone, amaretto...
ma la sorpresa è la consistenza, il sapore, il profumo della superficie... una specie di schiuma solida, dolce, ma non eccessiva, appena granulosa con improvvise fini solidità date dalle lamelle di mandorla appena dorate.

Beh, forse avete quasi intuito... ma dovete farla e assaggiarla... e raccontare.

domenica 25 ottobre 2009

Mousse di castagne


mousse di castagne, inserito originariamente da fugzu.

Ho trovato questa ricetta sul Blog di Manuela "La via delle Spezie".
Avevo meno panna (160 gr) così ho calcolato i restati ingredienti in proporzione.

Vi trascrivo la ricetta, poi aggiungerò le mie considerazioni.

Ingredienti:
550 ml di latte;
200 ml di panna fresca;
300 g di castagne (lessate e spellate);
80 g di zucchero (ho usato zucchero a velo);
un baccello di vaniglia (ne ho usato metà);
cioccolato al 70% di cacao (o cannella);

Preparazione:

Mettere in una pentola le castagne (precedentemente lessate e spellate) con il latte e la bacca di vaniglia, portare ad ebollizione e cuocere per 20 minuti a fuoco moderato. Eliminare la bacca e frullare le castagne insieme con il loro liquido e lasciare intiepidire, nel frattempo montare la panna, che andrà incorporata alla crema di castagne. Trasferire la mousse in un sac a poche con il beccuccio a stella e dividerla nei bicchierini, completare con scagliette di cioccolato o cannella!
E' semplicissima e veloce da realizzare, l'aroma della vaniglia esalta il gusto della castagna. Abbiamo accompagnato la mousse con un vino passito, un abbinamento perfetto!!!

CONSIDERAZIONI

Avevo ottime castagne di Marradi, le ho lessate in abbondante acqua, nella pentola a pressione per 20 minuti, poi tenendole al caldo con uno strofinaccio, le ho spellate.
Le ho poi cotte con un pezzetto di bacca di vaniglia e la dose di latte indicata.
Tolta la bacca le ho frullate al mixer ma ho ottenuto un composto abbastanza sodo. Ho aspettato che raffreddasse e con delicatezza ho incorporato la panna montata con lo zucchero a velo.
Ho versato la mousse in 4 bicchieri e ho decorato con riccioli (fatti con il pelapatate) di cioccolato fondete ( lo avevo solo al 60%).

Ho ottenuto una mousse molto saporita, densa e il cioccolato fondente solo al 60 %, a mio gusto, non creava abbastanza contrasto di sapore. Il profumo di vaniglia esaltava quello delle castagne ma la prossima volta probabilmente mantenendo lo stesso peso di zucchero aumenterò la panna montata e forse anche il latte.

Porzioni più piccole, mousse più areata e cioccolato più fondente... questo per farvi presente che la ricetta è ottima ma la variabile dettata dal tipo di castagne deve lasciarvi un po' di libertà di azione negli ingredienti.

venerdì 23 ottobre 2009

Ravioli di zucca


ravioli di zucca, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene dal libro "Le ricette de la vecchia Scuola Bolognese" di Alessandra Spisni, Ed. Minerva. Lei propone dei TORTELLONI, io per velocizzare ho fatto dei RAVIOLI grandi.

INGREDIENTI
(6/8 persone - 40 pezzi)

SFOGLIA
4 uova
400 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa

RIPIENO
1 kg di zucca (mantovana) oppure 500 gr zucca cotta
50 gr amaretti
100 gr parmigiano grattugiato
1 tuorlo d'uovo
sale, pepe qb
noce moscata qb

PROCEDIMENTO

Ieri sera ho cotto le fette di zucca in forno ventilato a 200°C , in una teglia foderata di carta forno finchè è risultata morbida e con i bordi leggermente scuri.
L'ho lasciata raffreddare, rigirando le fette. L'ho conservata in frigorifero chiusa in un contenitore di vetro a chiusura ermetica.

Stamattina ho impastato 4 uova di pasta. Ho lasciato riposare l'impasto una mezz'ora coperto da una ciotola, a temperatura ambiente.
Ho preparato il ripieno mescolando, con le mani, il parmigiano con gli amaretti, la zucca, sale, pepe e noce moscata.

Ho steso la sfoglia alla tacca più fine poi l'ho ripiegata a metà facendo leggermente pressione in modo da "segnare" la metà . Ho riaperto la sfoglia e messo i cucchiaini abbondati di ripieno, su due "righe, ben distanziati.
Con delicatezza ho richiuso la sfoglia e cercato di fare uscire l'aria in eccesso.

Ho tagliato con la rotellina e rifinito ciascun raviolo con i rebbi della forchetta.

Ho posizionato i ravioli su vassoi in cartone spolverati di farina e messo in congelatore a surgelare. Poi li insacchetterò pronti per l'uso.

Nel libro la Spisni consiglia di condire con burro e parmigiano o con un sugo di cipolla (scalogno), ritagli di prosciutto,al pomodoro.

CONSIDERAZIONI

I ripieni con la zucca sono molteplici: ho scelto questo perchè relativamente semplice. Poi vi dirò una volta cotti come sono.

CONSIDERAZIONI 2

Eccomi, ne ho cotto al metà, 20 ravioli, 5 a testa sono più che sufficienti.

Ho condito con un sugo di ritagli di prosciutto, scalogno e polpa di pomodori. Spolverato con parmigiano.

Buonissimi!


Tortelloni con ripieno di ricotta, parmigiano, noce moscata

Questa ricetta è una variante "gigante e più delicata" del cappelletto che a casa mia si mangiava in brodo a pranzo a Natale e poi col passare del tempo si consuma sempre più spesso asciutto.

La proporzione degli ingredienti è liberamente tratta dai ripieni del libro di Alessandra Spisni, edito da Minerva, "Le ricette de la vecchia Scuola Bolognese"

INGREDIENTI
(6/8 persone)

4 uova di SFOGLIA:
400 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
4 uova

RIPIENO
600 gr ricotta
100 gr parmigiano grattugiato
1 uovo intero
sale
pepe
noce moscata

PROCEDIMENTO

Impastate la sfoglia e lasciatela riposare una mezz'ora coperta da una ciotola, a temperatura ambiente.
Preparate il ripieno mescolando ricotta, parmigiano, e condimenti.

Stendete la sfoglia con l'Imperia fino alla tacca più sottile e tagliatela a grossi quadretti, usando come dimensione del lato metà della sfoglia per il lato corto.
Posizionate un cucchiaino di ripieno in ciascun quadratone e chiudete formando dei triangoli, quindi accostate le estremità e formate il "cappelletto".

CONSIDERAZIONI

Questo formato è quello più veloce e con minore "spreco" di sfoglia. Io adoro formare i cappelletti più piccoli e partendo da una forma tonda ma i tempi si allungano perchè i "ritagli" vanno ma mano reimpastati.
Se pensate di farli in brodo formate dei quadratini di dimensione dimezzata rispetto a questi, dividete cioè la sfoglia in quattro lunghe colonne poi tagliate i quadrati in verticale.

Come tutta la pasta potete surgelarla su vassoi di cartone infarinati poi, una volta rigida, versatela in sacchetti sigillandoli. In cottura comportatevi come fossero freschi ma con qualche minuto in più di cottura.

CONSIDERAZIONI 2

Ieri seri li ho rifatti ma, per problemi di disponibilità degli ingredienti, ho creato una nuova variante di ripieno.

Eccolo

250 gr ricotta fresca
200 gr stracchino allo yogurt
50 gr robiola
250 gr parmigiano grattugiato
noce moscata
2 uova intere

A noi è piaciuto davvero tanto!

mercoledì 21 ottobre 2009

Pasta... a Dicomano


pasta a Dicomano, inserito originariamente da fugzu.

Ieri, come già fatto l'anno scorso, sono stata all'agriturismo Fattoria il Lago di Dicomano e con l'aiuto dell'amico Chef Jean Micheal Carasso ho preparato tre qualità di pasta fatta in casa per 18 danesi (appassionati di musica classica e territorio italiano) che trascorrevano una settimana in Toscana.

Calcolando che il pasto serale iniziava con un antipasto di mie palline (da 20 gr) di pasta di focaccina, un tris di paste, l'insalata e un dolce, le dosi sono state inferiori a quelle d'abitudine per commensali italiani.

I formati e i condimenti delle paste sono stati volutamente scelti nell'ambito strettamente familiare, in modo da valorizzare la tradizione casalinga contadina della Toscana ed Emilia Romagna e fare assaggiare a una popolo straniero sapori che ormai difficilmente anche gli italiani conoscono.

Nel pomeriggio ho fatto:

7 uova di garganelli
5 uova di tortelloni ripieni ricotta, parmigiano, noce moscata
700 gr di pici (acqua e farina)

I garganelli sono stati conditi con un sugo di piselli, scalogno e ritagli di prosciutto.
I pici con un sugo di polpa di pomodoro, aglio e pane toscano raffermo fritto.
I tortelloni sono stati conditi con salsiccia toscana e mascarpone.

L'anno scorso, nello stesso periodo, un altro gruppo di danesi ha gustato:

capelli d'angelo con sugo di funghi, ritagli di prosciutto e noci

strozzapreti con sugo di pomodoro conditi col "parmigiano dei poveri" (metà parmigiano metà pangrattato)

orecchioni ripieni con ricotta, parmigiano, spinaci,noce moscata conditi con burro e salvia


lunedì 19 ottobre 2009

Peperoncini piccanti


peperoncini piccanti, inserito originariamente da fugzu.

Anche quest'anno siamo andati, come l'anno scorso, a fare un giro alla Fiera annuale del piccante che si tiene a Camaiore: Festa PIC 16, 17, 18 ottobre 2009.

Giornata splendida e nonostante le bancherelle siano leggermente diminuite, numerosissime possibilità di acquisti piccanti.

Dalle piante con peperoncini, alle collane fresche o secche. Prodotti calabri e non solo.

Nella parte centrale, del Mercato, un grande banco con esperti disponibili alla vendita o all'identificazione del singolo peperoncino.

Quest'anno sono rimasta colpita, tra le tantissime varietà, di cui non ricordo già più il nome, dall'habanero cioccolata: piccante ma non violento e dal colore così particolare.