Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.

Luisa

domenica 25 ottobre 2009

Mousse di castagne


mousse di castagne, inserito originariamente da fugzu.

Ho trovato questa ricetta sul Blog di Manuela "La via delle Spezie".
Avevo meno panna (160 gr) così ho calcolato i restati ingredienti in proporzione.

Vi trascrivo la ricetta, poi aggiungerò le mie considerazioni.

Ingredienti:
550 ml di latte;
200 ml di panna fresca;
300 g di castagne (lessate e spellate);
80 g di zucchero (ho usato zucchero a velo);
un baccello di vaniglia (ne ho usato metà);
cioccolato al 70% di cacao (o cannella);

Preparazione:

Mettere in una pentola le castagne (precedentemente lessate e spellate) con il latte e la bacca di vaniglia, portare ad ebollizione e cuocere per 20 minuti a fuoco moderato. Eliminare la bacca e frullare le castagne insieme con il loro liquido e lasciare intiepidire, nel frattempo montare la panna, che andrà incorporata alla crema di castagne. Trasferire la mousse in un sac a poche con il beccuccio a stella e dividerla nei bicchierini, completare con scagliette di cioccolato o cannella!
E' semplicissima e veloce da realizzare, l'aroma della vaniglia esalta il gusto della castagna. Abbiamo accompagnato la mousse con un vino passito, un abbinamento perfetto!!!

CONSIDERAZIONI

Avevo ottime castagne di Marradi, le ho lessate in abbondante acqua, nella pentola a pressione per 20 minuti, poi tenendole al caldo con uno strofinaccio, le ho spellate.
Le ho poi cotte con un pezzetto di bacca di vaniglia e la dose di latte indicata.
Tolta la bacca le ho frullate al mixer ma ho ottenuto un composto abbastanza sodo. Ho aspettato che raffreddasse e con delicatezza ho incorporato la panna montata con lo zucchero a velo.
Ho versato la mousse in 4 bicchieri e ho decorato con riccioli (fatti con il pelapatate) di cioccolato fondete ( lo avevo solo al 60%).

Ho ottenuto una mousse molto saporita, densa e il cioccolato fondente solo al 60 %, a mio gusto, non creava abbastanza contrasto di sapore. Il profumo di vaniglia esaltava quello delle castagne ma la prossima volta probabilmente mantenendo lo stesso peso di zucchero aumenterò la panna montata e forse anche il latte.

Porzioni più piccole, mousse più areata e cioccolato più fondente... questo per farvi presente che la ricetta è ottima ma la variabile dettata dal tipo di castagne deve lasciarvi un po' di libertà di azione negli ingredienti.

venerdì 23 ottobre 2009

Ravioli di zucca


ravioli di zucca, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene dal libro "Le ricette de la vecchia Scuola Bolognese" di Alessandra Spisni, Ed. Minerva. Lei propone dei TORTELLONI, io per velocizzare ho fatto dei RAVIOLI grandi.

INGREDIENTI
(6/8 persone - 40 pezzi)

SFOGLIA
4 uova
400 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa

RIPIENO
1 kg di zucca (mantovana) oppure 500 gr zucca cotta
50 gr amaretti
100 gr parmigiano grattugiato
1 tuorlo d'uovo
sale, pepe qb
noce moscata qb

PROCEDIMENTO

Ieri sera ho cotto le fette di zucca in forno ventilato a 200°C , in una teglia foderata di carta forno finchè è risultata morbida e con i bordi leggermente scuri.
L'ho lasciata raffreddare, rigirando le fette. L'ho conservata in frigorifero chiusa in un contenitore di vetro a chiusura ermetica.

Stamattina ho impastato 4 uova di pasta. Ho lasciato riposare l'impasto una mezz'ora coperto da una ciotola, a temperatura ambiente.
Ho preparato il ripieno mescolando, con le mani, il parmigiano con gli amaretti, la zucca, sale, pepe e noce moscata.

Ho steso la sfoglia alla tacca più fine poi l'ho ripiegata a metà facendo leggermente pressione in modo da "segnare" la metà . Ho riaperto la sfoglia e messo i cucchiaini abbondati di ripieno, su due "righe, ben distanziati.
Con delicatezza ho richiuso la sfoglia e cercato di fare uscire l'aria in eccesso.

Ho tagliato con la rotellina e rifinito ciascun raviolo con i rebbi della forchetta.

Ho posizionato i ravioli su vassoi in cartone spolverati di farina e messo in congelatore a surgelare. Poi li insacchetterò pronti per l'uso.

Nel libro la Spisni consiglia di condire con burro e parmigiano o con un sugo di cipolla (scalogno), ritagli di prosciutto,al pomodoro.

CONSIDERAZIONI

I ripieni con la zucca sono molteplici: ho scelto questo perchè relativamente semplice. Poi vi dirò una volta cotti come sono.

CONSIDERAZIONI 2

Eccomi, ne ho cotto al metà, 20 ravioli, 5 a testa sono più che sufficienti.

Ho condito con un sugo di ritagli di prosciutto, scalogno e polpa di pomodori. Spolverato con parmigiano.

Buonissimi!


Tortelloni con ripieno di ricotta, parmigiano, noce moscata

Questa ricetta è una variante "gigante e più delicata" del cappelletto che a casa mia si mangiava in brodo a pranzo a Natale e poi col passare del tempo si consuma sempre più spesso asciutto.

La proporzione degli ingredienti è liberamente tratta dai ripieni del libro di Alessandra Spisni, edito da Minerva, "Le ricette de la vecchia Scuola Bolognese"

INGREDIENTI
(6/8 persone)

4 uova di SFOGLIA:
400 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
4 uova

RIPIENO
600 gr ricotta
100 gr parmigiano grattugiato
1 uovo intero
sale
pepe
noce moscata

PROCEDIMENTO

Impastate la sfoglia e lasciatela riposare una mezz'ora coperta da una ciotola, a temperatura ambiente.
Preparate il ripieno mescolando ricotta, parmigiano, e condimenti.

Stendete la sfoglia con l'Imperia fino alla tacca più sottile e tagliatela a grossi quadretti, usando come dimensione del lato metà della sfoglia per il lato corto.
Posizionate un cucchiaino di ripieno in ciascun quadratone e chiudete formando dei triangoli, quindi accostate le estremità e formate il "cappelletto".

CONSIDERAZIONI

Questo formato è quello più veloce e con minore "spreco" di sfoglia. Io adoro formare i cappelletti più piccoli e partendo da una forma tonda ma i tempi si allungano perchè i "ritagli" vanno ma mano reimpastati.
Se pensate di farli in brodo formate dei quadratini di dimensione dimezzata rispetto a questi, dividete cioè la sfoglia in quattro lunghe colonne poi tagliate i quadrati in verticale.

Come tutta la pasta potete surgelarla su vassoi di cartone infarinati poi, una volta rigida, versatela in sacchetti sigillandoli. In cottura comportatevi come fossero freschi ma con qualche minuto in più di cottura.

CONSIDERAZIONI 2

Ieri seri li ho rifatti ma, per problemi di disponibilità degli ingredienti, ho creato una nuova variante di ripieno.

Eccolo

250 gr ricotta fresca
200 gr stracchino allo yogurt
50 gr robiola
250 gr parmigiano grattugiato
noce moscata
2 uova intere

A noi è piaciuto davvero tanto!

mercoledì 21 ottobre 2009

Pasta... a Dicomano


pasta a Dicomano, inserito originariamente da fugzu.

Ieri, come già fatto l'anno scorso, sono stata all'agriturismo Fattoria il Lago di Dicomano e con l'aiuto dell'amico Chef Jean Micheal Carasso ho preparato tre qualità di pasta fatta in casa per 18 danesi (appassionati di musica classica e territorio italiano) che trascorrevano una settimana in Toscana.

Calcolando che il pasto serale iniziava con un antipasto di mie palline (da 20 gr) di pasta di focaccina, un tris di paste, l'insalata e un dolce, le dosi sono state inferiori a quelle d'abitudine per commensali italiani.

I formati e i condimenti delle paste sono stati volutamente scelti nell'ambito strettamente familiare, in modo da valorizzare la tradizione casalinga contadina della Toscana ed Emilia Romagna e fare assaggiare a una popolo straniero sapori che ormai difficilmente anche gli italiani conoscono.

Nel pomeriggio ho fatto:

7 uova di garganelli
5 uova di tortelloni ripieni ricotta, parmigiano, noce moscata
700 gr di pici (acqua e farina)

I garganelli sono stati conditi con un sugo di piselli, scalogno e ritagli di prosciutto.
I pici con un sugo di polpa di pomodoro, aglio e pane toscano raffermo fritto.
I tortelloni sono stati conditi con salsiccia toscana e mascarpone.

L'anno scorso, nello stesso periodo, un altro gruppo di danesi ha gustato:

capelli d'angelo con sugo di funghi, ritagli di prosciutto e noci

strozzapreti con sugo di pomodoro conditi col "parmigiano dei poveri" (metà parmigiano metà pangrattato)

orecchioni ripieni con ricotta, parmigiano, spinaci,noce moscata conditi con burro e salvia


lunedì 19 ottobre 2009

Peperoncini piccanti


peperoncini piccanti, inserito originariamente da fugzu.

Anche quest'anno siamo andati, come l'anno scorso, a fare un giro alla Fiera annuale del piccante che si tiene a Camaiore: Festa PIC 16, 17, 18 ottobre 2009.

Giornata splendida e nonostante le bancherelle siano leggermente diminuite, numerosissime possibilità di acquisti piccanti.

Dalle piante con peperoncini, alle collane fresche o secche. Prodotti calabri e non solo.

Nella parte centrale, del Mercato, un grande banco con esperti disponibili alla vendita o all'identificazione del singolo peperoncino.

Quest'anno sono rimasta colpita, tra le tantissime varietà, di cui non ricordo già più il nome, dall'habanero cioccolata: piccante ma non violento e dal colore così particolare.

GELATINA di melograna gigante


melograna gigante, inserito originariamente da fugzu.

Qualche giorno fa mio suocero, vivaista pistoiese, mi ha regalato una grossissima melograna, matura.
Ho deciso così di provare a fare la gelatina di melograna.

INGREDIENTI

280 gr succo e polpa filtrata di melograna
280 gr zucchero semolato
buccia grattugiata fine di 1 arancio

PROCEDIMENTO

In una ampia ciotola sgranate la melagrana (tenendo anche il succo ottenuto ma togliete tutte le parti bianche) , passateli al mixer a lame a bassa velocità poi filtrate il tutto con un colino aiutandovi con un cucchiaio di legno.
Mettete in una casseruola il liquido ottenuto con pari peso di zucchero semolato e la scorza grattugiata fine di un arancio.
Bollite a fuoco medio/basso per un'ora mescolando di tanto in tanto fino ad ottenere uno sciroppo che velerà il cucchiaio.

Togliete la casseruola dal fuoco e riempite i vasetti, che prima avrete sterilizzato (anche i coperchi) in acqua a bollore per 20 minuti.
Avvitate subito i coperchi e capovolgete lasciando raffreddare i barattoli avvolti in un panno: dopo circa mezz'ora potrete ricapovolgere e facendo una piccola pressione nel centro del coperchio otterrete il sottovuoto.

CONSIDERAZIONI

Mentre sgranavo la melograna mi è venuto in mente che se farò altre grosse quantità userò il vecchio passapomodoro per velocizzare il lavoro di centrifuga e separazione semi.

Il sapore di questa gelatina è particolare, molto dipende dalla maturazione e sapore della materia prima. Nel mio caso è ottimo. Ho ottenuto solo due vasetti piccolini .

sabato 17 ottobre 2009

Gnocchi di ricotta e spinaci alle mandorle


gnocchi agli spinaci, inserito originariamente da fugzu.

Ho trovato questa ricetta sul Blog Fior di Frolla di Camomilla. Vi trascrivo le indicazioni poi aggiungo le mie.

Gnocchi di ricotta e spinaci alle mandorle
(tratto da "Gnocchi, crespelle e altri primi" a cura di Gambero Rosso - ed. Rcs)

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di spinaci freschi (500 gr surgelati)
300 g di ricotta asciutta
150 g circa di farina + quella per la spianatoia *
40 g di parmigiano grattugiato
3 uova
40 g di mandorle a scaglie
6 foglie di salvia
noce moscata
burro q.b.
sale

* la quantità di farina è assolutamente variabile perché dipende dal grado di umidità della ricotta e degli spinaci. Partite con una quantità iniziale di 150 g di farina e aggiungetene un cucchiaio alla volta regolandovi in base alla consistenza che otterrete a mano a mano che lavorate l’impasto.

Procedimento:
Mondate gli spinaci, lavateli accuratamente sotto l’acqua corrente. Sbollentateli per pochi minuti in una capiente casseruola contenente acqua salata, quindi scolateli con un mestolo forato e fateli intiepidire. Strizzateli meglio che potete per fare uscire quanta più acqua possibile e tritateli su di un tagliere in maniera grossolana.

In una ciotola capiente sgusciate le uova, unite la ricotta, una presa di sale, la noce moscata (a piacere), la farina, il parmigiano grattugiato e gli spinaci. Impastate il composto con le mani fino ad ottenere una massa ben amalgamata e non troppo appiccicosa.

Spolverizzate la spianatoia con un po’ di farina e prendete delle porzioni di impasto, con le quali formerete dei lunghi cilindretti. Con un coltello affilato tagliateli in tocchetti di 2 cm circa che disporrete su vassoi abbondantemente infarinati e lasciateli riposare per almeno 20 minuti.

In una capiente padella fate soffriggere le foglie di salvia nel burro ed unite le mandorle a lamelle mescolando con un cucchiaio di legno fino a quando saranno dorate. Lessate gli gnocchi in una grande casseruola contenente acqua bollente salata e scolateli con un mestolo forato quando saranno venuti completamente a galla. Disponeteli nella padella con il condimento e fateli insaporire mescolando delicatamente. Trasferite nei piatti da portata e servite con abbondante parmigiano grattugiato.

CONSIDERAZIONI

Ho aggiunta molta farina, la ricotta e gli spinaci freschi lessati influiscono parecchio nelle dosi.. poi anche la dimensione delle uova.
Ho fatto e surgelato su vassoi gli gnocchi, abbastanza grandini seguendo le indicazioni.
Li ho cotti ancora surgelati e appena tornati a galla col bollore li ho scaldati appena nel burro aromatizzato con salvia e mandorle in scaglie.

Delicatissimi e profumati. La prossima volta penso li farò un po' più piccoletti, aggiungendo farina la dose finale è diventata abbondante per 4 persone.
Ottimo davvero l'accostamento (sapori e consistenze) burro, salvia, mandorle in scaglie e.. parmigiano grattugiato a spolvero.

Budino al cioccolato fondente


budino al cioccolato fondente, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene dal libro :"Le ricette de La vecchia Scuola Bolognese" Autore: Alessandra Spisni; Ed.Minerva.

INGREDIENTI

100 gr cioccolato (fondente al 70%)
1 litro latte intero
250 gr zucchero semolato
6 uova
90 gr farina 00
1 pizzico sale
100 gr zucchero semolato per il caramello

PROCEDIMENTO

Accendete il forno ventilato con una teglia dentro, in basso, a 170°C.
Caramellate 100 gr di zucchero semolato in uno stampo di alluminio "col buco".

Sciogliete nel latte la cioccolata fondente, poi aggiungete setacciandoli, lo zucchero e la farina con il pizzico di sale.
Mescolate con una spatola e cuocete,brevemente, fino ad ottenere una crema.
Sbattete leggermente le uova ed aggiungetele al composto aiutandovi con una frusta.
Versate il tutto nello stampo e mettete in forno a cuocere a bagnomaria per circa 30/40 minuti, finchè la superficie si alza e/o forando con uno stuzzicadenti, questo ne fuoriesce asciutto.

Sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente poi conservate in frigorifero e sformate solo poco prima di servire.

CONSIDERAZIONI

La dose è grande, il dolce è per amanti del cioccolato. E' delicato ma uniforme nel sapore.

Veloce e semplice può essere arricchito/completato servendo una fetta adagiata su un cucchiaio di marmellata di fragola, con qualche castagna arrostita e alcuni fili di scorza di limone candita.

venerdì 16 ottobre 2009

Zuppa di farro della garfagnana


Zuppa di farro della garfagnana, inserito originariamente da fugzu.

La ricetta proviene dal libro :"La Cucina Toscana" Autore Giovanni righi Parenti, ED: Newton & Compton.

INGREDIENTI
(6 persone)

250 gr farro
400 gr fagioli borlotti lessati (io ne avevo 290 gr di Lamon)
1 carota
1/2 cipolla rossa
un mazzetto prezzemolo
2 spicchi aglio
50 gr pancetta stagionata
4 cucchiai di passata di pomodoro
olio
1 litro brodo vegetale o acqua

pecorino grattugiato

PROCEDIMENTO

Fare un trito con carota, cipolla, prezzemolo, pancetta e soffriggerlo con un po' di olio in una ampia pentola col fondo spesso..
Una volta che la pancetta ha tirato fuori un po' di liquido aggiungere i fagioli passati ( io ho usato il mixer a lama), poi un po' del liquido alla volta ( acqua leggermente salata o brodo vegetale leggero).
Appena torna il bollore aggiungere la passata di pomodoro e il farro precedentemente lavato.
Cuocere a fuoco medio/basso per circa 40 minuti, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Servire con un filo di olio e una spolverata di pecorino grattugiato.

CONSIDERAZIONI

Non era indicata la dose di liquido da utilizzare e avevo solo 290 gr di fagioli lessati Lamon, tipici del Veneto.
A mio parere la zuppa finale era della giusta consistenza e equilibrata. Probabilmente cambiando dose e tipo di fagiolo il liquido varierà.

Ho usato naturalmente farro della Garfagnana: ce ne sono anche altri tipi, diversi e di diversa provenienza.

Questa zuppa è davvero particolare, si sente il retrogusto e la consistenza dei fagioli lessati e passati, poi la consistenza del farro e il tocco del pecorino grattugiato e dell'olio a crudo a fine è davvero piacevole.