Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.

Luisa

venerdì 28 gennaio 2011

Basbousa di semolino e mandorle


basbousa di semolino e mandorle, inserito originariamente da fugzu.
Anche questo dolce proviene dal libro di Claudia Roden " La Cucina del Medio Oriente e del Nord Africa" Ed. Ponte alle Grazie.

Ci sono moltissimi dolci diversi che vengono chiamati "Basbousa" le varianti possono essere con farina, semolino, sciroppi speziati, cocco.. possono essere cotti nel tegame o in forno... avere consistenza di budino o di dolce vero e proprio... possono essere consumati tiepidi o freddi.

Proprio per queste innumerevoli varianti il termine "basbousa" può essere sostituito con "helva" che significa "dolce".

Le dosi, spesso, in queste ricette sono non precise, ma a tazze cucchiai: ho cercato di dare un peso agli ingredienti usando tabelle che avevo.

Basbousa con mandorle

INGREDIENTI

1 tazza di semolino (125 gr)
2 tazze zucchero (200 gr)
3 tazze d'acqua ( 240 gr X 3 = 720 gr)
1 cucchiaino succo limone
1 tazza mandorle spellate (70 gr in scaglie)
180 gr burro fuso
mandorle spellate intere (decoro)
eishta* o mascarpone o panna montata fresca non dolce

eishta = è una panna densa mediorientale derivata dal latte di bufala.

PROCEDIMENTO

Portate a bollore in una casseruola, l'acqua con lo zucchero e il succo di limone, cuocete qualche minuti e togliete dal fuoco.
In una ampia padella antiaderente sciogliete il burro e aggiungete il semolino con le mandorle a scaglie tritate.
Cuocete il tutto a fiamma bassa per una decina di minuti finchè il composto sarà di un colore giallo oro.
Aggiungete quindi poco alla volta lo sciroppo caldo continuando a mescolare, cuocendo a fiamma bassa.

Dopo circa 15-20 minuti il composto sarà denso come una crema.
Togliete dalla fuoco e lasciate intiepidire , poi versate in stampini monoporzione e decorate ciascuno con una mandorla spellata.

Servite subito accompagnando con un po' di eishta.

CONSIDERAZIONI

E' un dolce davvero particolare, molto dolce. Tiepido è molto buono; se poi lo accompagnate con un po' di panna fresca, senza zucchero, appena montata, diventa speciale.

La dose indicata è per circa 22 mini monoporzioni.

CONSIDERAZIONI 2

L'amica turca Dilek mi ha detto che il mascarpone è più simile alla loro panna di bufala.

sabato 22 gennaio 2011

Halvà iraniano


halva iraniano, inserito originariamente da fugzu.
Per festeggiare la conclusione a tempo di record del libro di Chiara Riccarand "La cucina persiana" Ed. Ponte alle Grazie, mi sono cimentata in un HALVA' persiano.

L'halvà è un dolce dalle origini antiche, presente in numerosissime versioni, in tutta l'area mediorientale, al punto che il nome è diventato sinonimo di "dolce, tenero, malleabile".

Refrigerato o lasciandolo riposare qualche ora, questo dolce aumenta la sua consistenza.

INGREDIENTI
(90 palline- 6 persone)

480 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
360 gr burro
240 gr zucchero semolato
250 gr acqua (+ 60 gr)*
65 ml acqua di rose
1 cucchiaino di pistilli di zafferano polverizzati, sciolti in 60 ml di acqua calda*
2-3 semi di cardamomo pestati nel mortaio

PER GUARNIRE
cannella in polvere
cocco in polvere, pistacchi e mandorle tritati o tagliati a listarelle

PROCEDIMENTO

Tostate in una padella antiaderente, a fiamma bassissima, per circa 10 minuti, la farina.
Facendo passare la farina dal bianco a un colore ambrato.

Preparate un sciroppo portando a bollore l'acqua con lo zucchero e i semi di cardamomo pestati col mortaio e lo zafferano.
Aggiungete solo a fuoco spento l'acqua di rose.

Appena la farina sarà giallastra togliete la pentola dalla fiamma e aggiungete il burro, continuando a mescolare velocemente: il composto prenderà subito un colore scuro, brunito. staccandosi dalle pareti.
Aggiungete anche lo sciroppo continuando a mescolare. Otterrete quasi subito un composto lucido, scuro, plastico.
Se ce n'è bisogno rimettetelo sul fuoco a fiamma bassa. Quando il composto si stacca bene dai bordi dalla pentola ed è omogeneo: è pronto.

Versatelo su un piatto per raffreddarlo leggermente e poi poterlo porzionare a palline oppure versatelo su un piatto da portata e con un cucchiaino formate sulla superficie dei decori.

Mettete in una ciotolina un po' di cocco e passate le palline man mano che le farete.
Disponete su un piatto spolverando con un po' di cannella in polvere e pistacchio o mandorle tritati.


CONSIDERAZIONI

Io ho provato usando un terzo della dose indicata e non ho aggiunto lo zafferano perchè non ne avevo in casa.
Ho ottenuto 30 palline.

160 gr farina
120 burro
80 zucchero
83 gr acqua (+20g)
21 gr acqua di rose
1 seme di cardamomo

DECORO
cannella in polvere, mandorle in scaglie

Per tostare la farina ho utilizzato un pentolino a fondo spesso e un cucchiaio di legno, mantenendo la fiamma molto bassa. All'inizio sembrava non succedesse nulla ma ho mescolato costantemente, poi è iniziato il profumo della farina e impercettibilmente è ingiallita. Dopo 12 minuti dall'accensione della fiamma, ho tolto dal fuoco e aggiunto il burro, mescolando il composto è diventato subito scuro, pur mantenendosi uniforme e non bruciato.
Aggiungendo lo sciroppo, continuando sempre a mescolare, magicamente senza fatica il composto si è asciugato, senza tornare sulla fiamma, probabilmente grazie al calore ceduto dalla pentola.

La consistenza quando l'halvà è, appena fatto, è unica!
una specie di plastilina.

Non l'avevo mai mangiato e vi posso dire che ricorda la crema di castagne, profumata.

Ho lasciato le palline su un piatto per un paio di ore e il composto si è rassodato, assumendo una consistenza leggermente sabbiosa, ma davvero buona.

Dovrò assolutamente provarlo anche con lo zafferano!

venerdì 21 gennaio 2011

Fagottini di pasta fillo farciti con formaggio labna aromatizzato con timo, erba cipollina e cerfoglio

Continua la mia sperimentazioni sulle sfoglie sottilissime.

La pasta filo, o fila è una pasta sottilissima di cui si fa gran uso in tutto il Medio Oriente (Phyllo per i Greci, Yufka per i Turchi).
La preparazione in sè è semplice: si tratta di un impasto di farina e acqua ben lavorato fino ad ottenere una massa setosa ed elastica. E' più difficile ridurlo in sfoglia dopo un riposo di almeno 30 minuti.

Una volta stesa aiutandovi con poca farina va mantenuta sempre umida anche coprendola con un panno umido.

Si può, ad esempio, utilizzare per torte salate o per piccoli antipastini a forma triangolare o di sigaro lungo e sottile o a spirale.
Ogni strato va spennellato abbondantemente con burro fuso.

Altre info su queste preparazioni sul libro di Claudia Roden "La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa , Ed. Ponte alle Grazie.

INGREDIENTI

pasta fillo*
burro fuso
formaggio labna**
erbe aromatiche fresche: erba cipollina, timo, cerfoglio
semi sesamo
semi papavero

*PASTA FILLO
250 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
150 gr acqua temperatura ambiente
3 gr sale

**FORMAGGIO LABNA
1 yogurt greco grande (240 gr)
1 cucchiaino raso di sale

PROCEDIMENTO

Il giorno precedente alla preparazione dei fagottini preparate il formaggio labna, mescolando lo yogurt greco con il sale e mettendolo a scolare in frigorifero dentro a uno straccio (sospeso) strizzato per almeno 18 ore.
Il giorno successivo impastate gli ingredienti per la pasta fillo fino a d ottenere un impasto morbido, setoso. Mettetelo a riposare in una scatola a chiusura ermetica per almeno 30 minuti.

Tritate finemente le erbe aromatiche e mescolatele con il labna.
Portate il forno a 160°C ventilato.
Foderate le teglie con carta forno e fondete del burro.

Dividete l'impasto riposato in otto porzioni e fate delle palline.
Prendete la prima e aiutandovi con poca farina e il matterello iniziate a stenderla girando di 90° a ogni passaggio.
Quando non riuscirete più col matterello prendete la sfoglia già molto sottile con le mani e con delicatezza continuate ad allungarla ( più possibile) in ogni direzione.

Con un coltello molto affilato tagliate delle strisce di circa 8 cm e spennellatele con abbondante burro.
Per ottenere un triangolino avrete bisogno di un rettangolo di sfoglia di 8 cm X 16 cm e farete 4 piegature.
Mettete un cucchiaino di ripieno di labna aromatizzato nel centro del triangolo immaginario formato dalla diagonale del primo quadrato di pasta.
Ripiegate sull'altra parte e spennellate con burro, ripiegate ancora e ancora e ogni volta spennellate: dovrete sempre avere tutte le superfici unte e umide di burro.


Disponete i triangolini su una teglia foderata di carta forno e eventualmente decorate con semi di sesamo o di papavero.
Infornate a 160°C per 20 minuti. Sfornate e servite caldi, tiepidi o freddi.



Sono ottimi sempre !

CONSIDERAZIONI

Una volta ben lavorato, questo impasto è facile da lavorare se non ci si spaventa subito. A differenza dell'uso tradizionale io ho preferito stendere diverse sfogli non di grande dimensione: per me era più facile e alla fine ho anche utilizzato anche parte dei ritagli.

Provate!

Ricordate che potrete fare anche una versione dolce farcendoli semplicemente solo con labna e una volta cotti, ancora caldi, colando sopra uno sciroppo dolce freddo.

CONSIDERAZIONI 2

L'amica Dilek mi ha suggerito di provare a farcirli con patata lessata e feta e friggerli. Proverò al più presto.

mercoledì 19 gennaio 2011

Melanzane alla Mirza Qasemi


Melanzane alla Mirza Qashemi, inserito originariamente da fugzu.
Non ho resistito e ho comprato l'ennesimo libro della collana Il lettore goloso edita da Ponte alle Grazie.
Il nuovo volume si intitola "La Cucina Persiana", autore Chiara Riccarand.

L'ho appena iniziato ma ecco una ricetta, per un antipasto a base di melanzane.

INGREDIENTI
(6 persone)


6-7 melanzane medie
6 spicchi aglio
150 g olio
3-4 uova
1-2 pomodori maturi
sale, pepe

PROCEDIMENTO

Arrostite sulla fiamma (oppure nel forno) le melanzane intere finchè saranno completamente cotte.

Sbollentate i pomodori, spellateli e togliete i semi.
Togliete la polpa dalle melanzane, lasciate scolare e intiepidire.
Tritate finemente a coltello.

Sbucciate e pestate l'aglio e rosolatelo lievemente con l'olio in padella.
aggiungete le melanzane, poi i pomodori a cubettini.
Asciugate il composto sulla fiamma.

Sbattete in una ciotola le uova e versatele sul composto di melanzane mescolando sempre perchè si cuocia rapprendendosi.

Servite caldo o a freddo su un vassoio decorato con fette di pomodori. Ottimo come spuntino o antipasto servito con pane caldo.

CONSIDERAZIONI

Io ho fatto una piccola dose, usando una melanzana grande, 1 spicchio d'aglio e 1 uovo. Non avevo pomodori maturi saporiti e li ho quindi sostituiti con un po' di concentrato di pomodoro.

Ho cotto la melanzana in forno e abbiamo consumato questo antipasto freddo.

Davvero ottimo, originali sapori i delicati e le consistenze. Chissà che bontà seguendo le indicazioni alla lettera e avendo ingredienti saporiti e di stagione!

martedì 18 gennaio 2011

Cappone semidisossato ripieno


Cappone semidisossato ripieno, inserito originariamente da fugzu.
Per Natale mio padre mi ha regalato due dei suoi capponi: sono piccoletti, buoni e tenerissimi, cresciuti allo stato brado, ruspanti. Ecco come ho cucinato l'ultimo.

INGREDIENTI

1 cappone
olio extravergine di oliva
burro
sale, pepe
2 uova
6 fette grandi di prosciutto dolce
4 cubetti di spinaci surgelati
1/2 porro tagliato finemente
2 fette di salame
1 patata media

filofort bianco con ago
spago

PROCEDIMENTO

Accendete il forno e portatelo a temperatura: 190°C ventilato.

Disossate parzialmente il cappone lasciando ali e cosce.
Partite incidendo con un coltello affilato il petto, a metà e fate scorrere la lama seguendo la carcassa fino alla schiena, prima da un lato poi dall'altro facendo attenzione a non tagliare la pelle sulla schiena nel momento in cui toglierete completamente la carcassa.
Stendete il cappone e aprite leggermente il petto o altre fasce di carne in modo da coprire di uno strato uniforme di carne tutto l'interno. Eliminate la stizza.

RIPIENO

Fate un a piccola frittata con 2 uova e poco sale: lasciatela intiepidire.
Saltate gli spinaci scongelati con poco burro, salateli poi frullateli leggermente col mixer a lame.

Saltate brevemente la patata sbucciata e grattugiata con poco olio e il porro tagliato a rondelle finissime. Togliete dalla fiamma e aggiungete le fette di salame tagliate a filini sottili.

Fasciate l'interno del cappone con le fette di prosciutto, leggermente sovrapposte e debordanti.
Stendete la frittatina, poi distribuite gli spinaci e per finire il porro con patate e salame.

Passate alla cucitura- legatura.
Con ago e filo ricucite il cappone con piccoli punti e poi legate con lo spago da cucina in modo da perfezionare la forma e evitare che si deformi o rompa in cottura.

Mettete in una pirofila, salate e pepate e ungete con olio extravergine di oliva.


Cuocete, anche senza rigirare, per un'ora e mezzo a 190°C forno ventilato.

Una volta tolto dal forno è consigliabile lasciare riposare per una decina di minuti prima di tagliare per evitare che il ripieno si frantumi completamente.

CONSIDERAZIONI

Noi naturalmente non abbiamo avuto pazienza e abbiamo tagliato subito!



I sapori e le consistenze sono fantastiche: è davvero importante partire da una ottima materia prima.
Non è un ripieno usuale ma a noi è piaciuto tantissimo: rimane umido e i diversi strati si contaminano e completano.
Se vi trovate in difficoltà con la cucitura fate una legatura provvisoria con lo spago, cucite poi toglietela e fate la legatura vera a spago.
Disossare lasciando cosce e ali rende più veloce e facile la cottura e mantiene la possibilità di mangiare le parti più buone per l'arrosto, intatte e farcendolo senza ossa nobiltà e arricchisce anche l'interno.

giovedì 13 gennaio 2011

Torta di riso


torta di riso, inserito originariamente da fugzu.
Spesso mi capita di essere interessata a una ricetta ma poi aspetto che sia il momento, che arrivi l'ispirazione e la voglia giusta.

E' capitato anche per questa torta di riso: la ricetta proviene dal libro di Alessandra Spisni "Le ricette de la vecchia scuola bolognese" ed è stata anche trasmessa alla Prova del cuoco.

Ho apportato qualche piccolo cambiamento nella tempistica e non ho usato il liquore (non avendolo e sapendo che sarebbe stata mangiata anche da bambini)

INGREDIENTI
(tortiera diametro 28, apribile)

1 litro latte intero
100 gr riso originario biologico
300 gr zucchero semolato
1 scorza di limone grattugiata
10o gr mandorle spelate e tritate
100 gr cedro candito tagliato a coltello
50 gr amaretti sbriciolati
1/2 bicchiere liquore mandorla amara *
5 uova

PROCEDIMENTO

Ho lavato velocemente il riso con dell'acqua fredda; l'ho versato con 1 litro di latte intero in una casseruola a fondo spesso, e ho fatto cuocere con la scorza di limone, a fiamma bassa per un'ora.
Ho rimescolato ogni tanto e mantenuto un bollore lieve.

Dieci minuti prima del termine della cottura ho aggiunto lo zucchero e finito la cottura.
Una volta tolto dalla fiamma ho aggiunto il cedro candito tritato finemente a coltello, le mandorle tritate e per ultimo gli amaretti frantumati.

Ho mescolato il tutto e versato in un'altra ciotola per velocizzare il raffreddamento del composto.

Una volta raggiunta la temperatura ambiente ho aggiunto le uova precedentemente ben sbattute con una frusta.

Ho foderato uno stampo a cerniera, con carta forno, vi ho versato il composto e ho cotto per un'ora a 160 °C forno ventilato.

Prima di sfornare ho fatto la prova stecchino, per controllare che l'interno non fosse umido.

Secondo la ricetta appena sfornato avrei dovuto bagnare con il liquore e lasciare quindi raffreddare completamente.
In seguito il dolce andrebbe messo in frigorifero e consumato freddo, tagliando la torta a losanghe.

Io ho semplicemente sformato al torta e sono riuscita solo a portarla a temperatura ambiente... perchè poi è stata divorata per metà (l'altra metà è in frigorifero che cerca di arrivare a domani a colazione).

CONSIDERAZIONI

Una volta intiepidita ho sformato al torta e non sono riuscita a metterla a raffreddare in frigorifero, sono però riuscita a tagliarla a piccole losanghe...


La densità, prima di metterla in frigorifero, è particolare: umida ma consistente. Ricorda i sapori dei dolci di una volta fatti con il latte bollito e ristretto.
I chicchi di riso e i canditi si confondono, i bricioli di mandorle rendono il boccone leggermente ruvido ma si calibrano perfettamente con la crema di latte e il ricordo lontano degli amaretti ormai con una persa consistenza.

E' ottima così ma forse bagnata come da ricetta e fredda diventerà spettacolare.

Vi posso solo aggiungere che mio figlio odia i canditi e gli amaretti e non ha fatto una piega quando al sesto pezzetto la sorella (un po' a dispetto) gli ha detto gli ingredienti. 
Ha risposto: " Non mi importa, se è buono è buono!"

Sono talmente entusiasta da pensare a una mia versione "mediorientale"... poi vi racconterò.

CONSIDERAZIONI 2

L'abbiamo mangiata anche dopo che era stata in frigorifero: cambia completamente le consistenze, diventa più umida e budinosa... è diversa e buonissima.

mercoledì 12 gennaio 2011

Pizza... fine fine


pizza fine fine, inserito originariamente da fugzu.
In questo periodo sto sperimentando impasti e sfoglie sottili sottili.

Dopo l'impasto all'uovo per la sfoglia dello strudel, in attesa di quello per la pizza turca (Yufka) ecco una variante di quello che uso per la focaccia di Recco (con olio) e per i Patties Giamaicani (con burro e curcuma).
Questo impasto è con una percentuale di strutto.

INGREDIENTI
(18 pizze medie)

500 gr di farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
250 g di acqua a temperatura ambiente
50 gr di strutto
6 gr di sale

PROCEDIMENTO


Ho impastato con il Kenwood a velocità moderata tutti gli ingredienti per circa 10 minuti fino ad ottenere un impasto elastico, morbido, chiaro.

L'ho messo a riposare in una scatola a chiusura ermetica per 30 minuti poi ho diviso in pezzetti da 40 gr e ho formato delle palline che ho posto nuovamente nella scatola a chiusura ermetica.

Con l'aiuto di un paiano di legno e un matterello lungo ho steso le sfoglie come se fosse pasta all'uovo spolverando lievemente solo al bisogno.
Ho ottenuto delle sfoglie quasi trasparenti, le ho infarinate leggermente e prima d cuocerle le ho tirate ancora un po' con le mani per renderle ancora più sottili.
Ho scaldato ben bene una padella antiaderente e ho cotto velocemente le pizze, girandole solo una volta e impilandole, una volta cotte, una sull'altra e coprendole con un canovaccio.

CONSIDERAZIONI

Sono davvero ottime e veloci.
Sono facili da stendere: se le lasciate scoperte, una volta cotte tenderanno a diventare croccanti mentre se le coprite potete averle morbide e facili da arrotolare e farcire come più vi piace.
Leggere come nuvole, saporite e friabili.
Provatele!

YUFKA: pizza turca


YUFKA: pizza turca, inserito originariamente da fugzu.
Il Yufka è un tipo di pane turco. Venne cucinato per la prima volta durante l'Impero Ottomano, diventando poi così una specie di pane nazionale.

L'impasto viene disteso usando il matterello e viene cotto su una gigante lastra di metallo riscaldata finché non diventa piuttosto croccante.

La caratteristica principale di questo tipo di pane è la lunga durata di conservazione. Nella cultura turca si prepara aiutandosi a vicenda e con i propri vicini. Quando si prepara ne si fanno in grande quantità. Viene conservato in picchi di diversi Yufka e quando si mangia lo si fa rammollire un po' alla aperto. Il Yufka può essere mangiato così come è, come anche accompagnato con altri ingredienti quali formaggio, carne o verdura.

INGREDIENTI
(18 pizze piccole)

250 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
150 gr acqua tiepida
3 gr sale

PROCEDIMENTO

Mescolate gli ingredienti e impastate per circa 10 minuti fino ad ottenere un impasto liscio e setoso, duttile.

Mettetelo a riposare in un contenitore a chiusura ermetica per circa 30 minuti.
Dividetelo in tante piccole porzioni da 24 gr circa e formate delle piccole palline che metterete nuovamente nel contenitore a chiusura ermetica.

Prendete la prima pallina e aiutandovi con pochissima farina, un piano di lavoro di legno e un matterello lungo, stendete la pasta come fosse sfoglia all'uovo ma procedete finchè sarà dello spessore di un velo.
Ammucchiate una sull'altro le pizze ricordandovi di infarinarle prima di sovrapporle.
Scaldate bene una padella antiaderente e mettete per pochissimo la pizza a cuocere.
In un attimo diventerà quasi trasparente e si formeranno delle piccole bolle.
Giratela e cuocete l'altra parte schiacciando leggermente le bolle ( più grandi) che si formeranno.

Man mano che saranno cotte accatastatele su un piatto e eventualmente copritele con un panno.

CONSIDERAZIONI

Cercate di stenderle più sottili possibili e avrete un ottimo risultato. Vi assicuro che una tira l'altra!

PIDE: pizza turca


PIDE: pizza turca, inserito originariamente da fugzu.
In occasione della Lezione- Cena del 31 Gennaio, che si terrà a Firenze presso La Buona Tavola, ho sperimentato un paio di pani turchi.

PIDE è la versione "bianca" della pizza turca ma può essere anche condita (lahmacun) con polpa di agnello macinato, e servita con insalata, pomodori e cipolla cruda da mettere sopra alla pizza a piacere.
Prende la forma tipica a "barchetta" quando è farcita al formaggio.
Questa ricetta proviene dal Blog di Francesca Spalluto.

Ecco su Wikipedia un po' di informazioni generali sulla cucina turca.

PIDE
(1 pizza)

INGREDIENTI

LIEVITINO
5 gr lievito birra
un pizzico zucchero
30 gr farina
60 gr acqua

IMPASTO
210 gr farina
1 cucchiaino sale
2 cucchiai olio
125 gr acqua
1 uovo sbattuto per spennellare
sesamo

PROCEDIMENTO

In una tazza mescolare gli ingredienti del lievitino, coprite con un piattino e lasciate riposare,in un luogo riparato, per circa 30 minuti.
Dopo questo tempo il lievitino sarà gonfiato e raddoppiato.
Impastate il lievitino con tutti gli altri ingredienti (escluso l'uovo che userete per la lucidatura prima di infornare e il sesamo.

Dopo circa dieci minuti otterrete un impasto idratato simile a quello della ciabatta toscana.
Spostatelo a lievitare direttamente su una teglia foderata di carta forno, coprendolo con un foglio di nylon.

Sbattete l'uovo e aiutandovi con le mani stendetene un po' sopra la pizza. Ricoprite con il nylon.
Ripetete questa operazione finchè la pizza sarà della dimensione circa di un piatto da pizza.
Lasciatela levitare un'ora poi cospargete abbondantemente di semi di sesamo.

Poco prima di infornare aiutandovi con un piatto messo in verticale fate i segni verticali sulla superficie della pide.

Infornate a forno ventilato a 210°C per 15 minuti.

CONSIDERAZIONI

Veloce da fare e davvero leggera e originale nei sapori e consistenza. Provatela!

CONSIDERAZIONI 2


Ho trovato un'altra ricetta simile, nel Blog di Cindystar, ma con una variazione nell'idratazione e con l'aggiunta di yogurt.
Ve la trascrivo  aggiungendo qualche piccola modifica.

Ho seguito una procedura simile all'altra.

INGREDIENTI
PIDE 2

7 gr di lievito secco (1 bustina) = 25 gr LB ( bastano 20 gr LB)
1/2 cucchiaino di zucchero
250 ml di acqua tiepida
450 g di farina 0
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di yogurt naturale, meglio se greco (40 gr)


1 uovo leggermente sbattuto ( + poca acqua)
semi di sesamo



PROCEDIMENTO

Preparate, in una tazza, il lievitino con lo zucchero, il lievito di birra e 2 cucchiai di acqua tiepida ( presi dal totale di acqua).

Dopo circa 20-30 minuti sarà gonfiato e schiumoso, mescolatelo con gli altri ingredienti e impastate , con il kenwood, per circa 10 minuti.

Mettete a riposare in una scatola di plastica coperta dal nylon e dal coperchio per circa 25 minuti poi dividete l'impasto in due parti e posizionate ciascuna su una teglia foderata di carta forno.


Fate lievitare ancora per circa 1,30 h inumidendo, slisciando e stendendo gli impasti con l'uovo sbattuto con poca acqua.


Poco prima di infornare spolverate con i semi di sesamo e "rigate" con il piatto".


Infornate a 220°C forno ventilato per 5 minuti poi abbassate a 210°C e continuate la cottura per 10 -15 minuti.


CONSIDERAZIONI 3


Le differenze tra i due impasti sono minime. A me piace più il secondo. Il primo è davvero leggero.