Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.

Luisa

martedì 17 novembre 2009

Crema Gianduia



Ecco al prima ricetta imparata al Corso alla Scuola di Cucina di CasArtusi a Forlimpopoli IRIS il sapore di Firenze, Barbara Golini

CREMA GIANDUIA

INGREDIENTI

500 gr cioccolato fondente o al latte
500 gr zucchero a velo
500 gr nocciole e mandorle tostate
50 gr burro

PROCEDIMENTO

Ridurre in polvere le nocciole/mandorle. Fondere il cioccolato poi aggiungere il burro. Incorporate quindi gli altri ingredienti uno alla volta: prima lo zucchero a velo, poi la farina di nocciole/mandorle.
Amalgamando il tutto molto bene: otterrete una crema densa che potrete splamare o usare come ripieno per i vostri cioccolatini o ingrediente per preparazioni quali ad esempio la Torta Cecco.

CONSIDERAZIONI

Ho preparato una dose leggermente inferiore, utilizzando cioccolato fondente al 70% e solo nocciole tostate.
La mia farina di nocciole non era perfetta e quindi la crema finale non è "liscia" completamente. Ero di corsa, la prossima volta proverò a mettere la frutta secca prima in congelatore, in modo da riuscire a polverizzarla meglio, limitando la fuoriuscita di grassi mentre le lame del mixer lavorano.

Il sapore.. beh che dire, è da golosoni, è densa...una parente della mitica Nutella.. ma forse migliore. Poi vi racconterò com'è se fatta con farina mista anche più fine.

CONSIDERAZIONI 2

Oggi ho provato a fare dei mini tartufini con questa crema che ho conservato a temperatura ambiente in un vaso di vetro chiuso.
La pasta di gianduia è consistente ma davvero duttile. Ho formato le palline velocemente senza sporcarmi, poi le ho tuffate in una ciotola dove c'era lo zucchero a velo.
Lo zucchero ha ben aderito. Ora li ho messi in frigorifero per testare sapore e consistenza se tenuti al freddo.

CONSIDERAZIONI 3

Con l'ultimo fondo di vasetto di questa crema ho fatto una prova consistenza mettendola in frigorifero, lavorandola brevemente a "mattoncino". L'ho poi tagliato a fettine. Ottimo davvero friabile ma duro. Una base perfetta per fare anche cioccolatini coperti, senza stampo, semplicemente bagnandoli in cioccolato fuso temperato, raffreddati a temperatura ambiente.

Ricordate il cioccolato è nemico del frigorifero perchè è nemico dell'umidità.

CONSIDERAZIONI 4

Ho rifatto la ricetta, partendo sempre da

200 gr cioccolato fondente al 50%
200 gr zucchero a velo
200 gr nocciole tostate
20 gr burro

A questo giro ho usato un mixer grosso a lame e ho frullato ad alta velocità le nocciole con lo zucchero a velo per diversi minuti, ho poi sciolto bene a microonde il cioccolato a cui ho aggiunto il pochissimo burro.
Ho quindi colato il cioccolato fuso caldo con il burro nel mixer e ho riavviato. Ho frullato ad alta velocità per diversi minuti finchè la crema è diventata lucida e fluida.
Perfetta consistenza da spalmare. A seconda dell'uso e del desiderio le prossime volte sceglierò se più o meno granulosa.



Corso dimostrativo sulla lavorazione del CIOCCOLATO alla Scuola di Cucina di CasArtusi: IRIS il sapore di Firenze, Barbara Golini

Domenica scorsa, viziandomi, mi sono regalato l'ennesimo Corso alla Scuola di Cucina di CasArtusi a Forlimpopoli.

Iris, il sapore di Firenze: un Corso dimostrativo sulla lavorazione del cioccolato tenuto dalla toscana Barbara Golini.
Persona interessantissima e di vasta cultura. Ci ha insegnato tecniche di base per la lavorazione con temperaggio, realizzazione di cioccolatini in forma, ripieni e non, foglie e frutti con il cioccolato, guarnizioni per torte e gelati, scrittura con il cioccolato.

L'incontro con persone preparate e appassionate di cucina (è sempre un piacere incontrare anche le persone che reggono le redini della Scuola di CasArtusi) per me, è mille volte meglio di un ottimo libro; la mattinata è volata e soprattutto penso di aver superato il timore reverenziale nei confronti della lavorazione del cioccolato.

Chissà, presto proverò a fare i miei primi cioccolatini.

Nel frattempo ho provato già a fare la mia prima Crema Gianduia e a breve farò la Torta di Cecco, una specie di panforte, molto più semplice e buono.

venerdì 6 novembre 2009

Vellutata di gambi di carciofo


Qualche giorno fa, cercando altro, mi sono imbattuta in questa ricetta, sull'Enciclopedia della Cucina Italiana, Vol. 4, Minestre, Gnocchi e Polenta.

INGREDIENTI
(4 porzioni non abbondanti)

8 gambi di carciofo*
5 dl brodo vegetale
30 gr burro
1 cucchiaio raso di farina
40 gr parmigiano
1 dl latte intero
crostini pane tostato
timo

* se i gambi sono lunghi

PROCEDIMENTO

Spelate e tagliate a rondelle i gambi di carciofo, io ne ho utlizzati 10 perchè erano corti.
Metteteli a bollire per 30 minuti in acqua poi scolateli.
Tenetene da parte una manciata.
Il resto frullateli col mixer.

Sciogliete in una casseruola il burro, aggiungete il cucchiaio di farina e mescolate velocemente, poi aggiungete il brodod caldo e quando sale il bollore unite la crema di carciofi. Cuocete e addensate solo 10 minuti poi aggiungete il latte, il parmigiano e le rondelline lessate di gambi di carciofo, ancora due minuti e la vellutata è pronta.

Servite con una spolverata di timo e decorate con qualche cubetto di pane casalingo grigliato.

CONSIDERAZIONI

Ottima Ottima Ottima !

Dovete farla e assaggiarla! La consistenza è delicata, il "ruvido" del carciofo non prevale. Sono quasi stata aggredita perchè ce ne era un solo piatto a testa.

Nella ricetta aggiungono che volendo rendere la vellutata più ricca si può aggiungere a cottura ultimata, fuori dal fuoco, un tuorlo leggermente sbattuto col parmigiano. Per me è perfetta così.

CONSIDERAZIONI 2

Ecco anche una versione simile dove potrete ottenere la stessa dose ma utilizzando metà dose di gambi di carciofo, una patata e una cipolla. Giudicate voi quale è la migliore.

Quiche di cavolo (nero)


Quiche di cavolo (nero), inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene dal Volume "Cucinare Meglio Verdure", Ed. Mondadori. In particolare la ricetta "Cabbage quiche" è di George Seddon e Helena Radecka dal libro "Your Kitcken Garden".

Ho dimezzato il quantitativo di cavolo (non era indicato il tipo) e usato solo panna. Ho cotto direttamente la pasta sfoglia avendo precotto il cavolo prima nella pentola a pressione.

INGREDIENTI

1 disco pasta sfoglia
250 gr cavolo nero privato delle coste
125 gr burro
3 uova
3 dl panna
4 cucchiai da tavola di gruyere
3 cucchiai da tavola di parmigiano
sale, pepe
noce moscata


PROCEDIMENTO

Accendete il forno ventilato a 210°C.
Tagliate a striscioline il cavolo e cuocetelo per 20 minuti nella pentola a pressione, poi scolatelo e tenetelo da parte.
Mescolate le uova, la panna con i formaggi grattugiati e la noce moscata.

Saltate a fiamma viva il cavolo con il burro fino ad assorbirlo. Lasciate raffreddare leggermente poi versate in una ampia ciotola con tutti gli altri ingredienti.

Foderate un ampio stampo da crostata con un foglio di carta forno, stendete il disco di pasta sfoglia e versate tutto il composto. Infornate a 210°C per 40 minuti.

Una volta sfornato aspettate un quarto d'ora per sformare e servire.


CONSIDERAZIONI

La ricetta prevedeva l'uso di cavolo (generico) solo sbollentato con acqua bollente, la cottura in bianco della base in pasta sfoglia e l'uso di un misto di panna e latte non definito nelle proporzioni.

Io ho preferito seguire le mie modalità solite per torte salate e il risultato secondo me è stato ottimo. La precottura del cavolo e poi saltarlo in abbondante burro l'ha reso morbido e gonfio, delicato, fatto davvero unico per la rusticità del cavolo nero.

La panna che uso io ha una parte più solida e una liquida, ho quindi pensato di utilizzare solo panna, all'estero penso la panna sia venduta di consistenza maggiore della nostra. La cottura in bianco per me era inutile avendo già precotto il cavolo.

Passiamo ai sapori e alle consistenze! Una rivelazione: la dose è abbondante e pensavo che ne avremmo mangiato meno della metà, noi quattro invece, fetta dopo fetta, l'abbiamo divorato quasi tutto.

La cosa davvero interessante è che pur essendo il cavolo l'ingrediente dominante in realtà non lo è e si sposa perfettamente con gli altri piccoli sapori, facendoti apprezzare l'insieme e non stancandoti ma deliziandoti.

Nella ricetta originaria segnalano anche che lo stesso composto, cotto al forno a bagnomaria, senza sfoglia, è un ottimo contorno da servire con piatti di carne.

martedì 3 novembre 2009

Farinata di cavolo nero


farinata di cavolo nero, inserito originariamente da fugzu.
La foto è stata scattata quando ancora la cottura non era completa, i tempi di cottura del cavolo si erano allungati mostruosamente ed era ora di pranzo, dopo un'altra ora la metà (avanzata e cotta ulteriormente) della farinata non era ancora cremosa al punto giusto.
Sono venti anni che abito a Pistoia ma ho assaggiato per la prima volta questa farinata solo un anno fa.
Pochi giorni fa, avendo un grosso quantitativo di cavolo nero da utilizzare, mi sono imbattuta in rete in questa ricetta, scoprendo anche che è tipica di Pistoia.
Come tutte le ricette popolari tempi e quantitativi sono molto relativi. Appena cucinata questa versione ho capito come migliorarla soprattutto per i tempi.

INGREDIENTI
(8 persone)

2 mazzi cavolo nero (acquistato dopo la prima gelata)
100 gr fagioli borlotti lessati
acqua di cottura dei fagioli
acqua o brodo (facoltativo)
cipolla
2 agli
farina fioretto di mais
qualche cucchiaio di passata di pomodoro (facoltativo)

PROCEDIMENTO

Fate un trito fine di cipolla, svestite gli agli e schiacciateli leggermente..
Passate i fagioli lessati (in abbondante acqua) aggiungendone una parte e tenendone da parte il restante.

In un ampio tegame versate un po' di olio extravergine di oliva e soffriggetevi cipolla e aglio, aggiungete i fagioli passati e il loro liquido avanzato. Fate tornare il bollore e togliete la pentola dal fuoco.
Versate la farina di mais mescolando fino ad ottenere una polentina morbida.
Aggiungete le foglie di cavolo nero precedentemente private della costola centrale e tagliate fini.
Mescolate bene e fate cuocere a fiamma bassa, col coperchio fino ad ottenere la consistenza di una pappa, fino a quasi non si disfi.
Al bisogno aggiungete altro liquido.Verso fine cottura aggiustate di sale e pepe.

Servite caldissima con poco olio crudo e una spolverata di pepe.

CONSIDERAZIONI

Nelle indicazioni della ricetta originaria veniva detto che dopo 40 minuti al zuppa era pronta, in realtà la mia ha cotto più di due ore. A dire il vero aggiungeva che per ottenere una zuppa di più veloce cottura, ma di sicur minor pregio, si può cuocere prima il cavolo.

Raccontando a una amica pistoiese di questa ricetta anche lei mi ha confermato la precottura del cavolo a parte e l'aggiunta di un po' di passata di pomodoro.

Mi toccherà riprovare questa variante, poi vi racconterò.
Vi posso comunque dire che sapori e consistenze sono unici, forse una "sorella" povera della pappa al pomodoro?

CONSIDERAZIONI 2

Sono riuscita a "domare" il cavolo nero, con la mia pentola a pressione, cuocendolo già a striscioline, 20 minuti, si può partire poi rilassati con qualunque preparazione!


CONSIDERAZIONI 3


Ho trovato una ricetta molto preciusa e l'ho provata e qui pubblicata: FARINATA CON LE LEGHE: perfetta!

Carciofi fritti o marinati ?


E' il periodo dei carciofi e in casa ne siamo ghiotti.
Quando non ho molto tempo li faccio crudi, marinati altrimenti fritti. Le ricette dei carciofi fritti provengono dal Nuovissimo Cucchiaio d'Argento.


CARCIOFI IN INSALATA

INGREDIENTI

carciofi non troppo grossi freschi
limone
olio extravergine di oliva
sale
pepe

PROCEDIMENTO

Pulisco i carciofi dalle foglie grosse e taglio 1/3 della punta e i gambi. Usando sempre un coltello molto affilato taglio a fetine sottilissime i carciofi e le condisco con una emulsione di succo di limone e olio extravergine di oliva, poco sale e pepe.

CONSIDERAZIONI

Sono buoni consumati subito o ottimi dopo una mezz'ora.


CARCIOFI FRITTI (1) toscani

INGREDIENTI

carciofi
farina
uova
sale
olio extravergine di oliva per friggere

PROCEDIMENTO

Tagliate i carciofi puliti in spicchi piuttosto piccoli e metteteli in acqua acidulata con succo di limone. Sgocciolateli e passateli nella farina, poi nell'uovo sbattuto e salato.
Friggeteli in abbondante olio a media temperatura perchè possano cuocere e rimanere morbidi internamente. Sgocciolateli, salateli e servite.

CARCIOFI FRITTI (2) con la pastella

INGREDIENTI

carciofi
limone
olio per friggere

per la pastella (nella proporzione)
1 uovo
3 cucchiai rasi di farina
3 cucchiai di olio
sale e pepe

PROCEDIMENTO

Preparate la pastella un'ora prima dell'uso.

Mescolate gli ingredienti in modo da ottenere una pastella liscia ma non troppo liquida. Lasciatela riposare in frigorifero per circa un'ora.

Pulite i carciofi come al solito e tagliateli a spicchietti non troppo grandi ( 6 o 8 a carciofo), metteteli in acqua acidulata con succo di limone. Scaldate bene l'olio. Sgocciolateli e asciugateli poi pasateli nella pastella e metteteli a friggere a media temperatura nell'olio perchè possano cuocere e rimanere morbidi internamente. Sgocciolateli, salateli e servite.

CONSIDERAZIONI

Noi adoriamo i carciofi fritti nella pastella, mi è capitato di mangiarli anche freddi e sono ancora buoni!

sabato 31 ottobre 2009

Dolce di semola e cocco


dolce con farina di semola e cocco, inserito originariamente da fugzu.
Questa ricetta della Giordania proviene da un inserto di cucina del quotidiano "Repubblica".

INGREDIENTI

250 gr farina di semola
50 gr farina 00
200g zucchero semolato
50 gr burro
1 vasetto yogurt greco (170gr)
3 uova
1/2 bicchiere latte (120 gr )
100 gr cocco grattugiato (50gr dolce + 50gr decoro)
50 gr pistacchi (decoro)
scorza grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO

Sciogliete leggermente il burro e mescolatelo con lo yogurt e il latte.
Montate, gli albumi e i tuorli, in due contenitori diversi in cui avrete versato metà dello zucchero ciascuno.

Versate nella ciotola dove avrete montato i tuorli, finchè avete ottenuto un composto chiaro e schiumoso, la scorza di limone grattugiata, il pizzico di sale.
Poi la parte liquida di burro, latte e yogurt.
Quindi la semola, la farina e 50 gr di cocco. Inglobate un ingrediente per volta e aiutatevi con una spatola.

Per ultimo aggiungete gli albumi montati con l'altra metà di zucchero.

Versate il tutto in uno stampo a cerniera, foderato di carta forno e cuocete in forno ventilato a 170°C per 45 minuti.

Sforate e lasciate raffreddare prima di sformate. Decorate con i restanti 50 gr di cocco e i pistacchi tritati grossolanamente.
CONSIDERAZIONI

Dolce per gli amanti dei sapori greci/mediorientali. La quantità di latte non era indicata e penso che la prossima volta la aumenterò leggermente. Vorrei provare ad aumentare appena la leggerezza di questo ottimo dolce: il cocco e la farina di semola (a secondo del prodotto) possono avere un assorbimento, di liquidi, diverso.

Il giorno dopo a me è sembrato ancora migliore.

Tortelloni di castagne con sugo di zucca e rosmarino


Qualche giorno fa, gironzolando tra i programmi tv, mi sono imbattuta in Alessandra Spisni che cucinava delle "mezzelune di castagne con zucca e rosmarino". L'uso della farina di castagne, della zucca.. nella pasta mia ha "obbligato" a provarla prima possibile.

INGREDIENTI
(8 persone: circa 90 pezzi)


per la sfoglia di castagne
350 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
150 gr farina di castagne (marroni toscani)
5 uova


per il ripieno
150 gr ricotta romana
150 gr mortadella tritata
100 gr polpa pollo tritata
100 gr parmigiano grattugiato
1 uovo
sale qb
noce moscata qb

per la salsa di zucca
1 spicchio di aglio
4 cucchiai olio extravergine di oliva
500 gr zucca gialla
1 rametto di rosmarino
sale
pepe

PROCEDIMENTO

Mescolate le farine, formate il cratere e impastate con le uova. Lasciate riposare l'impasto, a temperatura ambiente, per circa mezz'ora coperto da una ciotola.
Nel frattempo preparate il ripieno mescolando con el amni tutti gli ingredienti.

Tirate la sfoglia a mano o con l'Imperia come ho fatto io.
Tirate ciascuna sfoglia fino all'ultima tacca del sottile o alla penultima: io ho fatto due prove perchè questo impasto è più morbido di quello semplice all'uovo.

Formate tanti quadrati, tagliando prima a metà la sfoglia per il lungo poi verticalmente della stessa misura.
Farcite aiutandovi con un cucchiaino e chiudete formando i triangoli di pasta, unite le estremità e formate i tortelloni.
Posizionateli su vassoi di cartone spolverati di farina.

CONSIDERAZIONI

Ho usato zucca che avevo grigliato tempo fa e poi messo in congelatore ma se partite da zucca fresca se mai cuocetela il giorno prima se volete velocizzare la preparazione. Ricordate che da un peso di zucca cruda ne otterrete la metà una volta cotta.
Io solitamente cuocio a fette disposte su carta forno, senza condimenti a temperatura alta finchè i bordi si scuriscono.
Lascio raffreddare capovolgendo le fette in modo che facciano meno acqua possibile.

Nella ricetta originaria la pasta aveva un'altra forma, quella di mezzelune o orecchioni, ma volevo velocizzare l'operazione e non avere scarti così ho scelto i tortelloni.

Aver cambiato il formato non ha inciso sul sapore d'insieme della preparazione finale in quanto una volta cotta la sfoglia con percentuale di farina di castagne non è tenace ed è delicata ma non si rompe.

Per tritare velocemente mortadella e pollo ho usato il tritacarne.

Ho condito saltando uno spicchio di aglio tagliato a metà in un po' di olio extravergine di oliva in una ampia padella antiaderente.
A fiamma viva ho saltato brevemente la zucca scongelata tagliata a cubetti e poco prima di spegnere ho spolverato con rosmarino fresco tritato fine e tolto i pezzetti di aglio.
Ho versato i tortelloni appena scolati e aggiunto qualche pezzetto di burro e servito subito.

Una vera rivelazioni di consistenze e sapori.

Questa sfoglia è particolare, tirandola molto sottile è morbida e pensavo che in cottura si rompesse invece ha retto benissimo pur cuocendosi velocemente e non indurendo sui "nodi".
Il rosmarino e l'aglio si sposano ottimamente con il sapore della castagna ma la cosa davvero interessante è come poi si abbinano e completa con il dolce e morbido filamentoso della zucca.
Vi aggiungo solamente che in casa alcuni non amano il dolce della zucca ma a questo giro hanno fatto il bis. Buonissimi anche con un po' di peperoncino piccante fresco.

Ho ancora un sacchetto surgelato di tortelloni fatti con sfoglia leggermente più spessa, appena li cuocio vi dico quali preferisco.

martedì 27 ottobre 2009

Crostata di mele e mandorle di ADRIANO


crostata di mele e mandorle di Adriano, inserito originariamente da fugzu.

Ho fatto questa crostata, ideata e pubblicata da Adriano (persona conosciuta per le sue capacità e qualità culinarie e di vita) qualche anno fa sul suo Blog Profumo di Lievito, qualche anno fa, in segno di solidarietà.

Vi rimando direttamente al suo Blog per capire meglio e rendere al meglio il passaparola.

Per me è fondamentale citare sempre le fonti, sono qualità, garanzia e un modo di ringraziare chi generosamente regala le sue capacità alla comunità.

COPIO e INCOLLO la ricetta dalle pagine del Blog Profumo di Lievito, di Adriano, poi vi dirò le mie piccole modifiche e considerazioni.

Grazie ADRIANO.

INGREDIENTI

400gr pasta frolla
4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti) (io 3 grandi Granny Smith)
80gr di zucchero
4 cucchiai di amaretto di Saronno (4 di Marsala + 9 amaretti sbriciolati)
succo di mezzo limone
poca cannella in polvere.

MASSA DI MANDORLE
120gr uova intere (circa 3)
60gr zucchero
50gr farina di mandorle
15gr farina di mais fioretto
15gr fecola
un pizzico di sale
estratto di mandorle (non l'avevo)

una manciata di mandorle a lamelle
sciroppo di zucchero
marmellata di albicocche (2 cucchiai di mia marmellata di pesche)


PROCEDIMENTO

Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.

Foderare uno stampo da 26cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso)

Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.

Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.
In forno a 170° per ca. 20 minuti.
All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.

*Per lo sciroppo (30° be): versa 100gr di acqua in un pentolino, aggiungi 135gr di zucchero semolato, porta ad ebollizione, poi lascia raffreddare.

*dividi per 4 o 5
1000gr farina 0 biscotto (in alternativa 900gr 00 e 100gr fecola di patate), 500gr burro appena morbido, 250gr zucchero a velo (200 se utilizziamo il miele), 200gr uova intere (oppure 150gr uova e 50gr di miele d’acacia se vogliamo una frolla morbida), 6gr di sale sciolto in 20gr di succo di limone, 6gr di lievito istantaneo (se utilizziamo farina normale), zeste grattugiate di un limone, 1 cucchiaino di essenza di vaniglia.

dose intera e congelo in pezzi da 400gr, sufficienti per uno stampo da 28 - 30cm.

CONSIDERAZIONI

E' stato un vero piacere seguire alla lettera le indicazioni di Adriano, come sempre... una delle nostre crostate preferite è la sua Tarte al Limone.

Ho quindi preparato una mezza dose della sua frolla:

450 gr farina 00 Spadoni e 50gr fecola di patate
250 gr burro appena morbido,
125 gr ) zucchero a velo
100 gr uova intere (2 circa),
2,5 gr di sale sciolto in 10gr di succo di limone,
3gr di lievito istantaneo (se utilizziamo farina normale),
zeste grattugiate di un limone,


Ho lasciato riposare la frolla un'ora in frigorifero e nel frattempo ho preparato lo sciroppo e le mele cotte.

Non avevo l'Amaretto di Saranno e mi sono permessa di sostituirlo con lo stesso quantitativo di Marsala e 9 Amaretti sbriciolati finemente.
Le mie mele Granny Smith erano davvero grosse e quindi 3 sono bastate per superare leggermente i 600 gr.

Ho usato uno stampo da crostata con fondo ammovibile e cotto a forno statico, sopra e sotto sempre a 180°C.

Una volta stesa la frolla e messa nello stampo l'ho messa nuovamente a riposare in frigorifero una mezz'ora.

La prima cottura in bianco con foglio di carta forno e ceci poi sempre con i tempi indicati, vuota.
Ho montato tuorli e albumi delle uova per la parte superficiale tutti insieme con zucchero e pizzico di sale e poi ho aggiunto le farine aiutandomi con una spatola.

Ho usato un paio di cucchiai di mia marmellata di pesche per impermeabilizzare il fondo della frolla a mezza cottura, versato le mele aromatizzate e poi la parte gonfia all'uovo.
Ho spolverato con lamelle di mandorle e infornato per il tempo indicato ma sempre a forno statico, sopra e sotto a 180°C.

Pur essendo, alla fine, la tortiera molto piena , i vari impasti non si sono "mossi" in cottura.

Appena terminato la cottura ho spennellato con delicatezza con lo sciroppo freddo e ho ottenuto una superficie leggera, che sembrava vetrificata.

Ho sformato solo una volta che la crostata è stata completamente fredda.

... e ora passiamo a raccontarvi il sapore e le consistenze... una emozione.. frolla friabile, ferma, chiara, profumata.

Interno morbido e "meloso" ma con impercettibile sapore di marmellata, cannella, limone, amaretto...
ma la sorpresa è la consistenza, il sapore, il profumo della superficie... una specie di schiuma solida, dolce, ma non eccessiva, appena granulosa con improvvise fini solidità date dalle lamelle di mandorla appena dorate.

Beh, forse avete quasi intuito... ma dovete farla e assaggiarla... e raccontare.