Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale. Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.
Eccovi un mio nuovo esperimento. Ieri vicino al mio giardino ho raccolto del tarassaco (detta anche icoria selvatica o dente di leone) piccolo, non ancora arrivato al fiore. Sapevo che veniva usato in cucina nella tradizione contadina ma non l'avevo mai utilizzato.
Si utilizzava come tante erbe spontanee per insalate, come base verde per un pesto a freddo, sbollentato per i ripieni dei cassoni, della pasta all'uovo, nei risotti o in semplici frittate.
Se di grande dimensione potete sbollentare le foglie in acqua salata per pochi minuti.
Ho preparato un impasto di farina e acqua calda e un pizzico di sale. L'ho steso e tagliato a fettuccine. Passandole nelle mani, senza aggiunta di farina, ho creato gli strozzapreti romagnoli.
Ho saltato il tarassaco, precedentemente privato della radice e lavato, in olio con aglio, peperoncino secco, mandorle, origano e pomodorini secchi rinvenuti *.
*Per rinvenire i pomodori secchi portate a bollore 1/3 aceto+2/3 acqua. Mettete i pomodori per pochi minuti poi scolateli e conditeli con olio di oliva ed altri aromi a piacere.
Ho condito la pasta col sugo e spolverizzato con pecorino stagionato.
CONSIDERAZIONI
Sono piacevolmente rimasta colpita dal sapore del tarassaco, simile a quello di una cicoria ma molto più delicato. Abbinato, a contrasto, ai pomodori secchi , alla frutta secca e al pecorino crea una girandola di sapori davvero originale e ottima,
Eccovi un nuovo esperimento nell'utilizzo dello yogurt greco al posto della ricotta. Questa volta ho provato una pasta ripiena, sacra per noi romagnoli: i cappelletti.
Partendo dal presupposto che non sono quelli classici della tradizione della mia famiglia di Faenza, il risultato è stato davvero eccellente e inaspettato.
Per il ripieno ho utilizzato delle ortiche appena raccolte e solo sbollentate e del pecorino stagionato artigianale veneto.
Le dosi non sono precise anche perchè anche le uova (leggermente più piccole di quelle in commercio) erano un regalo e arrivavano da un'aia del Piemonte.
INGREDIENTI 166 pezzi
Per la sfoglia:
4 uova 320-400g di farina 0
Per il ripieno:
50g di cime di ortica già sbollentate, scolate e strizzate 170g di yogurt greco 1 uovo intero 150g di pecorino stagionato grattugiato sale noce moscata
PROCEDIMENTO
Impastate la sfoglia e fatela riposare sulla spianatoia coperta da una ciotola. Nel frattempo preparate il ripieno mescolando lo yogurt con un uovo, l'ortica lessata e tritata finemente a coltello, il pecorino, la noce moscata e il sale.
Una volta che il composto sarà uniforme assaggiatelo ed eventualmente aggiungete altro sale per equilibrare l'acidità data dallo yogurt e dale ortiche.
Ricordatevi che i sapori in cottura si attenueranno.
Stendete la sfoglia sottile ma non troppo e procedete a tagliare dei quadrati con il lato di 1/3 della dimensione della larghezza della sfoglia.
Con un cucchiaino mettete il ripieno e chiudeteli i quadrati in diagonale, a metà poi formate il cappelletto.
Mettete tutti i cappelletti su dei vassoi di cartone leggermente infarinati.
Una volta terminati portate a bollore dell'acqua salata e procedete con la sbianchitura, cioè con una veloce precottura che serve a sigillare e rendere meno fragile la pasta ripiena.
Mettete nell'acqua a bollore basso pochi pezzi alla volta e dopo meno di un minuto scolateli e tuffateli in una ciotola di acqua fredda.
Scolateli nuovamente e metteteli ad asciugare su un telo di stoffa.
Procedete fino a finire tutta la pasta ripiena.
Quando vorrete mangiare portate nuovamente dell'acqua salata a bollore e tuffate tutti i cappelletti. Cuoceteli brevemente, meno della pasta appena fatta e conditeli con semplice burro fuso ed eventualmente una spolverata di pecorino stagionato grattugiato.
CONSIDERAZIONI
Tempo fa avevo fatto della pasta ripiena con la classica ricotta e parmigiano aggiungendo l'ortica ma posso assicurarvi che l'uso dello yogurt e del solo pecorino esaltano maggiormente tutti i sapori di questa nuova combinazione. Preferisco questo ripieno!
Una volta ben asciutti i cappelletti sbianchiti possono essere messi in sacchetti di plastica ben chiusi e trasferiti in congelatore. Quando li vorrete mangiare basterà tuffarli in acqua salata a bollore ancora congelati e concludere la cottura.
Questa ricetta nasce da una mia personale idea e sperimentazione. In alcune mie ricette dolci tipo quella della cheese calke cotta la ricotta può essere sostituita da yogurt greco.. mi è venuta in mente allora la ricetta degli gnocchetti di ricotta e dopo poco l'idea di fare una sostituzione qunche in questa ricetta salata.
Il risultato è stato molto buono ma perfezionabile a seconda del gusto personale.
INGREDIENTI 3 persone
170g di yogurt greco 200g di farina 0* 1 uovo pecorino grattigiato sale
PROCEDIMENTO
Grattugiate un po' di pecorino poi mescolate tutti gli ingredienti aggiungendo la farina poca alla volta fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Ricpordate che la conistenza non dovrà essere nè troppo molle e appiccicosa nè troppo dura ma simile a quella degli gnocci di patate.
Prendete delle porzioni di impasto aiutandovi col minimo di farina necessaria formate dei cilindri lunghi che taglierete a pezzetti piccoli e passerete sul riga gnocchi o sul dietro dei rebbi di una forchetta.
Mettete gli gnocchetti su un vassoio di cartone e cuocete in abbondate acqua salata. Scolate con una schiumarola e condite con un sugo a vostro piacere.
CONSIDERAZIONI
*La dose di farina che ho indicato potrà variare anche perchè la dimesione dell'uovo varia come il grado di assorbimento dell'impasto.
Io ho ottenuto degli gnocchi abbastanza sostenuti che anche una volta cotti non sono risultati troppo molli. La prossima volta proverò a diminuire la dose di farina per capire le differenze di conistenze. In ogni caso mi sono piaciuti molto e li ho conditi con un sugo veloce fatto saltando in olio un po' di scalogno, prezzemolo fresco, peperoncino e gamberetti. Arricchendo poi al momento del servizio con una generosa spolverata di bottarga.
Qualche giorno fa ho ripreso in mano il ricettario del mio forno elettrico con vapore Miele.
Mi ha colpito la ricetta di alcuni biscottini dalla forma leggermente piegata.
Ho seguito alla lettera la ricetta ma ho riscontrato alcune difficoltà. Non era indicato esattamente il tipo di zucchero da utilizzare una volta cotti ed era sbagliata l'indicazione di mettere lo zucchero appena sfornati.
Il risultato è stato che ho rotto una piccola parte dei biscottini perchè erano molto fargili appena sfornati e non ho messo lo zucchero al momento giusto.
Eccovi la ricetta con le giuste indicazioni. I biscotti sono buonissimi e una volta pubblicati su FB ho scoperto che sono una variante senza uova dei Chifeletti, biscotti tradizionali triestini che probabilmente derivano da altri simili di origine turca; sono conosciuti anche col nome greco di Kurabièdes e forse sono imparentati anche coi mediorientali Corna di gazzella che hanno gli stessi ingredienti non impastati tutti insieme ma divisi in ripieno ed esterno. I biscotti triestini a base di frutta secca a volte prevedono nell'impasto patate lessate e uova.
In fondo alla ricetta, nelle considerazioni inserirò le altre variazioni di ricetta.
INGREDIENTI 2 teglie, 56 pezzi
280 g di farina 210 g di burro 70 g di zucchero 100 g di mandorle grattugiate
Per spolverizzare una volta cotti ca. 70 g di zucchero a velo vanigliato
PREPARAZIONE
Lavorare (a lungo) la farina con il burro, le mandorle e lo zucchero fino a ottenere un impasto liscio e lasciarlo raffreddare in frigorifero, avvolto nella pellicola, per ca. 30 minuti. Tagliare una porzione della pasta, tagliarlo a pezzi, fare un rotolino lungo 4/5cm e formare con ogni pezzo un cornetto.
Sistemare i cornetti sulle teglie foderate di carta da forno e inforna‐ re in forno ventilato a 150°C per 30 minuti. Una volta sfornati fate molta attenzione perchè sono estremamente fragili. Quando saranno ben freddi spolverizzate con zucchero a velo.
CONSIDERAZIONI
Dovrete fare attenzione a non lavorare troppo i pezzetti di impasto e formare velocemente la forma a mini banana. In cottura cresceranno leggermente. Una volta cotti, freddi e spolverizzati con lo zucchero lasciateli all'aria per un giorno prima di metterli nel portabiscotti. Saranno ancora più buoni, leggeri e friabili.
°°°
Biscotti di Marco Cansado
300g di farina 250g di burro 125g di zucchero 125g di farina di noci o nocciole 3 tuorli vaniglia o acqua di rose o di fiori di arancio
zucchero a velo
Impastare il tutto e tenere in frigorifero per almeno un'ora. dividere l'impasto in 64 pezzetti e formarli a lunetta. Cuocere in forno a 160 gradi senza che colorino. Aspettare che raffreddino prima di maneggiarli. Migliorano col tempo.
Les ingrédient dont vous aurez besoin pour les cornes de gazelle:
Pour la pâte 500 g de farine 125 g de beurre 1 pincée de sel 1 oeuf 100 g de sucre glace 3 cas d’eau de fleurs d’oranger 5 cas d’eau
Pour la pâte d’amande 125 g de beurre 500 g de poudre d’amande 1 pincée de sel 190 g de sucre 1 cac de poudre de cannelle 1 cas d’eau de fleurs d’oranger Quelques gouttes d’arôme d’amande amère
Comment allez-vous procéder pour réaliser les cornes de gazelle:
Dans un récipient, versez la farine, le sucre glace, le sel, le beurre mou, l’œuf, l’eau de fleur d’oranger et l’eau. Mélangez et ramassez la pâte. (surtout, ne pétrissez pas.) Formez une boule puis divisez-la en quatre, Formez quatre petites boules et filmez chaque boule. Laissez reposer pendant 1 h. Dans un récipient, versez la poudre d’amande, le sucre, la cannelle, le sel, le beurre, quelques gouttes d’arôme d’amande amère et une cuillère à soupe d’eau de fleur d’oranger. Mélangez avec votre main jusqu’à obtenir une pâte qui se tienne. Avec la totalité de votre pâte d’amande, réalisez des petits boudins de 7 g puis laissez de côté. Reprenez votre première pâte : Farinez votre plan de travail et étalez votre pâte très finement, vous devez voir à travers la pâte. Découpez votre pâte à l’aide d’un emporte-pièce en forme de cercle. Assemblement: Déposez sur chaque cercle un boudin de pâte d’amandes. Refermez le cercle sur le boudin de pâte d’amandes, pincez très fort sur les extrémités pour lier la pâte. Arrangez l’aspect de votre corne de gazelle. Avec un cure-dent, perforez votre corne de gazelle et enfourné à 170° pendant 10 à 12 minutes. Le glaçage : Faites frémir pendant 10 minutes dans une casserole, l’eau, le sucre et le 1/2 bâton de cannelle. Retirez la casserole du feu puis versez le jus de citron et l’eau de fleur d’oranger. Ensuite laissez refroidir complètement.
Qualche tempo fa ho sperimentato un formato di pasta fatta in casa in cui tagliavo la sfoglia con un piccolo coppa biscotti dentellato di 3,5cm di diametro per poi creare delle piccole sorpresine. Quello era un piccolo formato industriale che si usava come pasta in brodo. Mentre facevo ricerca circa vecchi formati di pasta mi sono imbattuta anche in mini farfalline smerlate anch'esse da consumare in brodo.
Eccomi quindi a sperimentare quest'ultimo formato ma che consumerò asciutto.
INGREDIENTI
Per 3 persone
100g farina 0
100g semola rimacinata senatore cappelli
1 uovo intero +50g di albume*
Paprika dolce in polvere
PROCEDIMENTO
Impastate tutti gli ingredienti ed eventualmente aggiungete dell'albume in più fino ad ottenere la classica consistenza della pasta all'uovo. Fate riposare l'impasto per un quarto d'ora coperto da una ciotola poi stendete la sfoglia sottile e tagliate i dischetti. Formate le farfalline avvicinando le estremità del disco e premendo bene con un pizzicotto.
Mettete le farfalline su un vassoio di cartone.
Mettete i ritagli nella sfoglia successiva e procedete fino a terminare tutta la lavorazione.
CONSIDERAZIONI
Questo formato è al limite della lavorazione agevole ma è più grande di quello in vendita per il brodo.
Sono lieta di annunciarvi la nascita di un mio nuovo libro
PANIFICAZIONE DOMESTICA Il mio percorso personale, le mie ricette del cuore. Lievitati e non
solo, salati e dolci ma anche alcune preparazioni fuori categoria, per
me, speciali.
Autopubblicato con Amazon è dedicato alla panificazione. Mia figlia Clara Mati con ClArt ha curato la parte grafica.
Sono 178 pagine di consigli, trucchi spiegazioni e ricette legate alla panificazione casalinga e non solo. Sono presenti alcune mie ricette classiche e altre mai pubblicate. Tutte le ricette sono state rielaborate in occasione di questa nuova pubblicazione. Il libro è in vendita solo su Amazon.
Ecco il link diretto alla pagina di vendita su Amazon.
a tutti coloro che hanno acquistato il mio libro entro il 14 marzo 2023
PANIFICAZIONE DOMESTICA Mi sono accorta che sono saltate 3 pagine nella stampa del capitolo introduttivo e ci sono un paio di errori/omissioni nelle ricette. A seguire eccovi il materiale corretto da aggiungere ai primi libri già venduti.
Ho provveduto a sostituire e modificare la stampa dal 15 marzo 2023 acquisterete la nuova versione completa e corretta.
Grazie.
ATTENZIONE 2
a tutti coloro che hanno acquistato il mio libro dal 14 marzo 2023 al 25 marzo
REFUSI e CORREZIONI della prima e seconda edizione
Ricetta n.26 Crackers al rosmarino
aggiungere: 30g olio extravergine + 120g acqua
°°°
ATTENZIONE 3
a tutti coloro che hanno acquistato il mio libro dal 25 marzo 2023 al 22 gennaio 2024
REFUSI e CORREZIONI della terza edizione
Ricetta n.3 Pane Toscano
aggiugere negli ingredienti dell'impasto finale 30g di lievito di birra
°°°°
ATTENZIONE 4
a tutti coloro che hanno acquistato il mio libro fino al 15 aprile 2024
REFUSI e CORREZIONI della prima e seconda edizione
Ricetta n.26 Crackers al rosmarino
aggiungere: 6g sale
Ricetta n.26 Schiacciata
aggiungere: 1 litro di acqua oppure 750g di acqua + 250g di latte
Per qualuque dubbio sulle ricette pubblicate nel libro potete andare a verificarlenel mio Blog Il Mondo di Luvi
Segnalatemi eventuali errori scrivendomi a info@basenji.it. Provvederò subito alle modifiche.
Ecco un nuovo formato di pasta all'uovo. L'ho scoperto o meglio riscoperto attraverso Federica e le pagine del suo blog Federica in cucina. Lei li ha chiamati ventaglietti ma in realtà è un formato industriale di piccola pasta all'uovo che mangiavo da piccola.
Se li fate a mano le varianti di molteplici come anche la dimensione del dischetto di partenza. Io li ho fatti piccoli e sono partita da 3,5cm di diametro, tagliando con un coppa biscotti a margherita.
INGREDIENTI
Per 2 persone:
2 uova
200g farina 0
PROCEDIMENTO
Impastate farina e uova e fate riposare per un quarto d'ora sulla spianatoia coprendo con una ciotola. Stendete sottile una sfoglia alla volta poi tagliate i dischetti.
Prendete i ritagli e metteteli con il resto dell'impasto che manterrete sempre coperto dalla ciotola.
Mantenendo il dischetto sul tagliere, prendete il dischetto e piegatelo a metà facendo una piccola pressione nella parte centrale piegata, prendete le due estremità e unitele.
Tutto il procedimento sarà più veloce e uniforme se terrete il dischetto sulla spianatoia.
Procedete a formare tutti i pezzi e metteteli su un vassoio di cartone.
Ecco i anche un filmato per aiutarvi ulteriormente in un altro blog.
CONSIDERAZIONI
Ricordate di utilizzare sempre tutti i ritagli nella sfoglia che stenderete successivamente in modo che non si asciughino troppo e diventino inutilizzabili.
Come scritto è un formato in origine adatto al brodo ma io lo condirò con un semplice sugo salsiccia e pomodoro.
CONSIDERAZIONI 2
Ho riprovate a rifarle tagliando dischetti lisci di 3cm di diametro e un impasto di farina, albume e curcuma. La forma non è delle migliori ma la consistenza è ottima.
Solito rapporto di 80g farina (parte solida) con 40g di albume (parte liquida).
Non è facile fare delle patate al forno davvero croccanti partendo dal presupposto di non poter scegliere la qualità delle patate.
Ieri ho sperimentato un nuovo accorgimento. L'uso di un po' di bicarbonato nell'acqua della prima cottura.
Solitamente se ho tempo faccio una pre cottura delle patate tagliate a spicchi in acqua salata, poi le scolo e condisco con pangrattato aromatizzato.
Successivamente le cuocio, con poco olio extravergine di oliva, in forno ventilato con grill a 200 gradi fino a doratura.
Ho provato ad aggiungere quindi un cucchiaio scarso di bicarbonato in una pentola di acqua salata a bollore.
Ho lessato le patate 9 minuti poi le ho scolate e condite con panko, prezzemolo, aglio e paprika dolce.
Infornate con la solita metodologia le ho girate, una volta abbrustolite su un lato, una volta sola.
Risultato finale perfetto, anche una volta a temperatura ambiente le patate erano croccanti. La cottura e colorazione in forno è stata più veloce del solito.
Qualche giorno fa ci hanno regalato una grossa quantità di radicchio tardivo. Non aveva radici quindi non volevo che col tempo si sciupasse.
Se avesse avuto le radici potevo mantenerlo a bagno al fresco.
Adoro qualunque tipo di radicchio ma mi sono messa alla ricerca di ricette e modi alternativi per conservarlo.
Metodo 1
Il modo più semplice è pulirli e tagliarli in quarti e sbollentarli per 2 minuti in acqua acidulata con il succo di 1 limone.
Puntate il timer e tuffate un radicchio alla volta, scaduto il tempo estraete i 4 spicchi e metteteli a scolare nello scolapasta.
Una volta asciutti potrete metterli sottovuoto e mantenerli in frigorifero o surgelarlo. Potete poi utilizzarli per qualunque preparazione ricordandovi che avranno bisogno di una cottura leggermente inferiore ma non avranno sapori diversi.
Metodo 2
Pulite e tagliate in quarti ciascun radicchio. Portate a bollore:
1 litro di acqua
1 litro di aceto di mele
100g di zucchero
30g di sale
Inserite 1 radicchio alla volta, tagliato in quarti e sbollentate per 2 minuti (col timer). Scolate e mettete in una ciotola condendo con olio ed eventuali aromi.
Se volete potete, appena scolati, mettere in vasetti di vetro a chiusura ermetica condendo con aromi e coprendo con olio.
CONSIDERAZIONI
Metodo 1: ho fatto diversi sacchetti sottovuoto e ho messo in freezer.
Ho utilizzato una pentola d'acqua con il succo di un limone. L'acqua era abbondante ma ho sbollentato un radicchio alla volta per praticità e velocità.
Eccoci una originale ricetta per utilizzare questi radicchi.
Metodo 2: ho fatto solo un sacchetto sottovuoto e l'ho messo in frigorifero. Il restante radicchio mantenuto un purezza solo con olio extravergine di oliva lo stiamo consumando in velocità tenendolo in una ciotola di vetro con chiusura ermetica.
Ho utilizzato mezza dose della ricetta e sbollentato un radicchio alla volta.
Adoriamo consistenze e sapori di questa secondo metodo!