Ieri finalmente, dato che il pranzo non dipendeva dai miei giri per recuperare i figli da scuola, mi sono cimentata in un risotto.
Premetto che io adoro il riso originario ma voi potete usare quello che preferite.
INGREDIENTI
(4 persone)
240 gr riso originario
2 zucchine medie chiare
1 cipolla media fresca bianca
2 dita (in un bicchiere) vino bianco buono
burro
1 cucchiao abbondante robiola
3 cucchiai abbonanti pecorino stagionato di Brisighella
sale, pepe
brodo vegetale almeno 1/2 litro
basilico fresco al momento di servire
PROCEDIMENTO
Tritate finemente la cipolla.
Tagliate le zucchine a fettine sottili, poi a filini e successivamente a piccoli fiammiferi della lunghezza di circa 2 cm.
Scaldate 1/2 litro di brodo vegetale.
In una pentola a fondo grosso sciogliete il burro , versate la cipolla e a fuoco medio fatela diventare trasparente ma non coloritela.
Versate il riso e rosolate brevemente anch'esso finchè diventa traslucido.
Sfumate col vino bianco poi aggiugete le zucchine continuando a mescolare sempre con un cucchiaio di legno.
Versate poco brodo, il minimo perchè le zucchine inizino a cuocere.
Procedete aggiungendo poco brodo alla volta sempre mescolando senza che la minestra diventi acquosa ma aspettando che il riso in cottura assorbi i liquidi.
Salate e pepate.
Continuate fino a quando il riso sarà cotto ( nel mio caso circa 35 minuti) e il liquido sarà assorbito. Finito il brodo potrete aggiungere anche semplicemente acqua calda.
Pochi minuti prima della conclusione aggiungete la robiola. A cottura ultimata effettuate la mantecatura a fiamma spenta semplicemente mescolando velocemente il pecorino grattugiato.
Coprite e servite dopo 5 minuti.
Decorate con basilico fresco spezzettato al momento
CONSIDERAZIONI
L'uso di questo riso, (ma in generale succede anche se si vuole fare un qualunque buon risotto) obbliga a calcolare perfettamente i tempi: se lasciato troppo, prima di impiattarlo, dopo la mantecatura si sciupa.
Se vi capita cercate il pecorino stagionato di Brisighella, è davvero particolare.
Ho utilizzato Robiola fresca, cipolle novelle fresche bianche, un buon burro e un ottimo vino bianco chardonnay italiano.
Le zucchine chiare sono più dolci e delicate di altre. Tagliandole a mini fiammiferi ho giocato anche su forme e consistenze d'insieme del piatto.
A mio parere l'insieme delicato, profumato e saporito è perfetto.
Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.
Luisa
sabato 11 giugno 2011
Crostini con patè di fegato all'ebraica
Qualche giorno fa i miei genitori mi hanno regalato qualche pollo (già macellato) allevato da loro.
Con i polli ho ricevuto le relative interiore (complete di budelline) ben pulite. Ho quindi colto subito l'occasione di rifare questa ricetta che mi ha fatto conoscere JMC, di origine ebraica.
Vi copio la ricetta dal suo Blog Cucinare Lontano
margarina vegetale *
cipolle bianche ( 1/3 della dose dei fegatini)°°
fegatini di pollo
uova sode:
* tuorli sodi (1 tuorlo ogni etto di fegatini)
*albumi sodi tritati
sale, pepe
olio di semi
°° una volta tritata tenerne da parte 1/4
PROCEDIMENTO
Prima di tutto fare dorare molto bene (quasi caramellizzare) in margarina vegetale* una quantità di cipolle bianche sminuzzate uguale a 1/3 del peso dei fegatini di pollo.
Una volta caramellizzata la cipolla, levarla dalla padella e tenerla da parte.
Fare rosolare molto a lungo i fegatini in margarina anch'essi in padella.
Una volta rosolati molto bene e cotti i fegatini, aggiungere la cipolla caramellizzata, 1/4 della quantità di fegatini di cipolla bianca cruda sminuzzata, i tuorli cotti sodi di una quantità più o meno uguale a 1 uovo per etto di fegatini, sale e pepe abbondante, e ridurre il tutto a pâté preferibilmente con il coltello oppure con il pimer (frullatore ad immersione), aiutandosi con aggiunte progressive di olio di semi.
Il pâté non deve essere molto liscio ma nemmeno troppo grossolano. Una cosa media...Ecco...E deve rimanere abbastanza sodo quindi non mettere litri di olio.
Una volta fatto il pâté sminuzzate grossolanamente i bianchi delle uova sode e inseriteli nel pâté mescolando bene.
Si può mangiare subito appena raffreddato del tutto, spalmato su pane di segale o altro, o si può mettere in forma, lasciare rapprendere in frigo per alcune ore e consumarlo a fette...
Mi raccomando i cetrioloni malossol sotto salamoia...
*Margarina vegetale: la Kasheruth ebraica proibisce di usare insieme carne e latticini, quindi niente burro...
Con i polli ho ricevuto le relative interiore (complete di budelline) ben pulite. Ho quindi colto subito l'occasione di rifare questa ricetta che mi ha fatto conoscere JMC, di origine ebraica.
Vi copio la ricetta dal suo Blog Cucinare Lontano
Gehakteleiber
INGREDIENTImargarina vegetale *
cipolle bianche ( 1/3 della dose dei fegatini)°°
fegatini di pollo
uova sode:
* tuorli sodi (1 tuorlo ogni etto di fegatini)
*albumi sodi tritati
sale, pepe
olio di semi
°° una volta tritata tenerne da parte 1/4
PROCEDIMENTO
Prima di tutto fare dorare molto bene (quasi caramellizzare) in margarina vegetale* una quantità di cipolle bianche sminuzzate uguale a 1/3 del peso dei fegatini di pollo.
Una volta caramellizzata la cipolla, levarla dalla padella e tenerla da parte.
Fare rosolare molto a lungo i fegatini in margarina anch'essi in padella.
Una volta rosolati molto bene e cotti i fegatini, aggiungere la cipolla caramellizzata, 1/4 della quantità di fegatini di cipolla bianca cruda sminuzzata, i tuorli cotti sodi di una quantità più o meno uguale a 1 uovo per etto di fegatini, sale e pepe abbondante, e ridurre il tutto a pâté preferibilmente con il coltello oppure con il pimer (frullatore ad immersione), aiutandosi con aggiunte progressive di olio di semi.
Il pâté non deve essere molto liscio ma nemmeno troppo grossolano. Una cosa media...Ecco...E deve rimanere abbastanza sodo quindi non mettere litri di olio.
Una volta fatto il pâté sminuzzate grossolanamente i bianchi delle uova sode e inseriteli nel pâté mescolando bene.
Si può mangiare subito appena raffreddato del tutto, spalmato su pane di segale o altro, o si può mettere in forma, lasciare rapprendere in frigo per alcune ore e consumarlo a fette...
Mi raccomando i cetrioloni malossol sotto salamoia...
*Margarina vegetale: la Kasheruth ebraica proibisce di usare insieme carne e latticini, quindi niente burro...
CONSIDERAZIONI
Mi scuso fin da subito ma non ce l'ho fatta a comperare e usare la margarina... lo ammetto, ho usato il burro.
Ho seguito alla lettera la ricetta e non ho dovuto aggiungere olio per montare la salsa perchè in cottura i fegatini si sono mantenuti umidi.
Partendo da una ottima materia prima il risulato è stao davvero buono e delicato.
Abbiamo consumato il patè a temperatura ambiente spalmato su fettine di mie baguettes.
sabato 4 giugno 2011
Torta allo yogurt
torta allo yogurt, a photo by fugzu on Flickr.
Qualche giorno fa la mia amica Barbara del Blog "La cuoca Felice" ha pubblicato questa ricetta. Mi sono ripromessa di rifarla prima possibile ma naturalmente quando ho iniziato a farla mi sono accorta che avevo solo una parte degli ingredienti.
L'ho fatta ugualmente ma ho modificato qualche cosa. Non avendo abbastanza yogurt ho aggiunto della ricotta. Essendo lo yogurt greco, non zuccherato ho aumentato la dose di zucchero. Ho usato biscotti digestive e grancereali.
Ho utilizzato uno stampo a cerniera foderato di cartaforno di diametro 28 ottenendo una torta alta circa 4 cm.
Per finire non avendo frutti di bosco ho decorato, al momento di servire, con una salsa di cioccolato.
Vi trascrivo la ricetta di Barbara poi nelle considerazioni aggiungo la mia modificata.
INGREDIENTI per una torta da 20-22 cm:
230 gr di biscotti frollini (quelli con lo zucchero sopra)
120 gr di burro
500 gr di yogurt bianco intero (di tipo dolce)
250 ml di panna fresca
150 gr di frutti di bosco (vanno bene anche quelli surgelati)
50 ml di acqua
50 gr di zucchero
10 gr di colla di pesce (8+2)
PREPARAZIONE:
Mettete i biscotti nel mixer con le lame e riduceteli in polvere. Sciogliete il burro nel microonde e versatelo sopra ai biscotti sbriciolati. Amalgamate il tutto con una spatola.
Prendete un cerchio da pasticceria con un diametro di 20 o 22 cm ed un'altezza di almeno 4,5 cm e poggiatelo su un piatto da portata o un cartoncino rigido (base per torte). All'interno versate il composto di biscotti e burro e schiacciate uniformemente (potete aiutarvi con un batticarne per livellare).
Ora avete la base della torta, mettetela in frigo per almeno mezz'ora.
Mettete ora la colla di pesce in acqua fredda (se sono fogli da 2 gr l'uno sarete facilitati nel dividerli dopo, altrimenti mettete 8 gr da una parte e 2 in un'altra) e lasciatela per qualche minuto. Prendete la panna, toglietene 4-5 cucchiai e metteteli in un pentolino a scaldare, quando sarà calda togliete la panna dal fuoco ed aggiungete gli 8 gr di colla di pesce ammorbiditi e sgocciolati. Lasciare raffreddare.
Nel frattempo montate la panna rimanente.
Aggiungete la colla di pesce sciolta allo yogurt e mescolate energicamente con una frusta.
Ora potete aggiungere la panna montata con movimenti delicati dal basso verso l'alto.
Riprendete la base che avevate messo in frigo ed aggiungete il composto di panna e yogurt. Livellate e rimettete in frigo per almeno 2 ore.
Quando la torta è ben fredda prendete i frutti di bosco e divideteli in due parti uguali.
Mettetene una parte in un pentolino ed aggiungete l'acqua e lo zucchero. Portate ad ebollizione mescolando. Spegnete il fuoco e aggiunge la colla di pesce rimanente (2 gr).
Mettete il tutto nel mixer e azionate le lame ad alta velocità. Raffinate al passino, buttando i semini.
Quando il composto è a temperatura ambiente potete colarlo sulla torta e rimetterla nuovamente in frigo a solidificare.
Al momento di servire togliete il cerchio di metallo scaldandolo lungo tutta la circonferenza Aggiungete sopra l'altra metà dei frutti di bosco che avevate messo da parte e decorate con foglioline di menta.
CONSIDERAZIONI
INGREDIENTI per una torta da 28 cm alta 4 cm
230 gr di biscotti digestive e grancereali
120 gr di burro
340 gr di yogurt greco
160 gr ricotta
250 ml di panna fresca
salsa cioccolato*
50 ml di acqua
150 gr di zucchero
8 gr di colla di pesce
* SALSA CIOCCOLATO
per 160 g di salsa:
50 ml di acqua
50 ml di acqua
50 ml di latte fresco intero
60 g di zucchero semolato
14 g di cacao amaro in polvere
30 g di cioccolato fondente al 54%
2 g di maizena
PROCEDIMENTO SALSA
1) Portate a bollore tutti gli ingredienti (meno il cioccolato e la maizena) in una pentola.
2) Sciogliete quest'ultima in un cucchiaio d'acqua fredda e unitela al composto non appena questo avrà raggiunto l'ebollizione; cuocete per 1' mescolando.
3) Unite il cioccolato e fatelo sciogliere. Allontanate la salsa dal fuoco e fatela raffreddare.
La salsa si può servire sia calda sia fredda. Si conserva anche 15gg in frigo.
60 g di zucchero semolato
14 g di cacao amaro in polvere
30 g di cioccolato fondente al 54%
2 g di maizena
PROCEDIMENTO SALSA
1) Portate a bollore tutti gli ingredienti (meno il cioccolato e la maizena) in una pentola.
2) Sciogliete quest'ultima in un cucchiaio d'acqua fredda e unitela al composto non appena questo avrà raggiunto l'ebollizione; cuocete per 1' mescolando.
3) Unite il cioccolato e fatelo sciogliere. Allontanate la salsa dal fuoco e fatela raffreddare.
La salsa si può servire sia calda sia fredda. Si conserva anche 15gg in frigo.
CONSIDERAZIONI 2
Il dolce è davvero facile e veloce. Ottima la consistenza cremosa/gelatosa e il fatto che si mantiene in frigorifero.
Mi toccherà rifarlo usando le dosi di Barbara per capire quale è la versione migliore.
CONSIDERAZIONI 3
Oggi a pranzo ho finito l'ultima fetta di dolce: nonostante fosse fatto e in frigorifero da venerdì sera( oggi è domenica) la consistenza cremosa è rimasta immutata, identica a quella del primo giorno.
Unica cosa a cui fare attenzione è quando si unisce la gelatina sciolta nella panna allo yogurt, usando la frusta e sbattendo bene per evitare eventuali grumetti.
CONSIDERAZIONI 4
Ricordate che a parità di peso le gelatine professionali gelitificano in modo diverso.
Parlando con Barbara, siamo anche arrivate alla conclusione che il mio uso di yogurt greco e ricotta al posto dello yogurt bianco dolce ha creato una consistenza della mia torta diversa, più cremosa. CONSIDERAZIONI 5
L'ho rifatta e ho "aggiustato il tiro" cercando di capire eventuali errori (un po' grumosa) la prima edizione e confermando le mie dosi di yogurt greco e ricotta.
Ho rifatto la base in biscotti grancereali frantumati e burro sciolto e l'ho lasciata in frigorifero una mezz'ora sul fondo del solito stampo ma cerniera foderato di cartaforno.
Dopo 30 minuti ho messo a bagno la gelatina (8 gr) in acqua fredda. Ho messo versato 5 cucchiai dei 250 gr di panna in un pentolino e li ho scaldati.
Ho aggiunto la gelatina ammorbidita e asciugata e ho ottenuto una cremina.
Ho montato la restate panna con lo zucchero mentre con una frusta ho mescolato bene lo yogurt.
Ho aggiunto subito la crema calda di panna e gelatina continuando a mescolare con la frusta energicamente.
Non si sono formati grumi.
Ho mescolato e reso cremosa la ricotta e sempre con al frusta l'ho aggiunta al composto yogurt, gelatina poca panna che si è quindi mantenuto liscio.
Per ultimo ho aggiunto con la spatola la panna montata zuccherata.
Il composto è risultato liscio e perfetto, leggermente più consistente della prima volta ma sempre cremoso e non troppo rigido.
L'ho versato nello stampo livellandolo e l'ho messo come al solito in frigorifero.
Ho consumato il dolce il giorno dopo versando la solita salsa al cioccolato solo sulle fette appena tagliate.
Vi posso dire che è perfetto. Diventerà uno dei nostri dolci tormentoni. Devo fare solo altre due prove:
-la prima provando a fare una base biscotto/burro senza sciogliere il burro ma mescolandolo solo ad alta velocità come faccio per la mia torta di ricotta cotta in forno. In questo modo dovrei ottenere una base meno compatta e più leggera.
-La seconda provando la variante allo yogurt con il cacao e il cioccolato fondente: giusto per accontentare i più golosi.
venerdì 3 giugno 2011
Marmellata di ciliegie
Qualche giorno fa sono stata dai miei genitori e da mia nonna a Faenza: come sempre non sono tornata a mani vuote e tra le altre cose avevo un po' di ciliegie durone appena raccolte da mio padre.
Non amo le marmellate, ma in generale mi piacciono quelle in cui non si sentono i pezzetti dentro.
Questa ricetta proviene dal libro: " La conservazione casalinga sotto vuoto" Autori : Lucia Candiago, Nunzia Monanni; Ed. Giunti Martello.
INGREDIENTI
1 kg polpa ciliegie
650 gr zucchero semolato
50 gr succo limone
PROCEDIMENTO
Ho lavato e snocciolato le ciliegie ad una ad una poi le ho versate con lo zucchero e il succo di limone in una ampia pentola e, mescolando di tanto in tanto, le ho cotte a fiamma bassa per 10 minuti.
Ho frullato il tutto con un mixer ad immersione e ho continuato al cottura per altri 50 minuti.
Ho lavato i vasi e i relativi tappi e li ho lasciti immersi in acqua bollente.
A fine cottura ho versato la marmellata nei vasetti lasciando un centimetro libero. Ho chiuso senza strizzare troppo i tappi e ho capovolto su un telo di stoffa,coprendo poi completamente i vasetti.
Dopo 30 minuti ho rigirato i vasi e lasciato raffreddare completamente.
Ho quindi controllato facendo una piccola pressione nel centro del tappo se la marmellata era andata sotto vuoto.
Ricordatevi che le ciliegie macchiano/tingono, anche le mani... eventualmente usate i guanti in lattice quando le snocciolate.
La marmellata calda sarà più liquida di quando si raffredderà nei vasetti e sarà migliore se la consumerete un paio di mesi dopo averla fatta.
Non amo le marmellate, ma in generale mi piacciono quelle in cui non si sentono i pezzetti dentro.
Questa ricetta proviene dal libro: " La conservazione casalinga sotto vuoto" Autori : Lucia Candiago, Nunzia Monanni; Ed. Giunti Martello.
INGREDIENTI
1 kg polpa ciliegie
650 gr zucchero semolato
50 gr succo limone
PROCEDIMENTO
Ho lavato e snocciolato le ciliegie ad una ad una poi le ho versate con lo zucchero e il succo di limone in una ampia pentola e, mescolando di tanto in tanto, le ho cotte a fiamma bassa per 10 minuti.
Ho frullato il tutto con un mixer ad immersione e ho continuato al cottura per altri 50 minuti.
A fine cottura ho versato la marmellata nei vasetti lasciando un centimetro libero. Ho chiuso senza strizzare troppo i tappi e ho capovolto su un telo di stoffa,coprendo poi completamente i vasetti.
Dopo 30 minuti ho rigirato i vasi e lasciato raffreddare completamente.
Ho quindi controllato facendo una piccola pressione nel centro del tappo se la marmellata era andata sotto vuoto.
CONSIDERAZIONI
Nella ricetta originaria consigliavano, per velocizzare i tempi di aggiungere del succo di ribes (ricco di pectina) nella proporzione:
1 kg polpa ciliegie
2 dl succo ribes.
Io ho preferito le dosi classiche ma frullare la polpa.
INGREDIENTI
(8 vasetti)
1,600 kg polpa ciliegie
1,040 kg zucchero semolato
80 gr succo limone (1 limone grosso)
La marmellata calda sarà più liquida di quando si raffredderà nei vasetti e sarà migliore se la consumerete un paio di mesi dopo averla fatta.
sabato 21 maggio 2011
Rose di pasta
Qualche giorno fa sfogliavo il nuovo numero della rivista della Spisni e questa pasta mi ha catturato.
Avevo già deciso di farla sabato mattina quando Alessandra l'ha anche presentata venerdì alla Prova del Cuoco.
Vi trascrivo la ricetta come è pubblicata sul sito della sua Scuola.
Rosette di maggio: sfoglia gialla e farcia alla lattuga
INGREDIENTI
3 uova
300 gr di farina per sfoglia
250 gr di prosciutto cotto affettato non troppo sottile (di più)
100 gr di parmigiano reggiano grattugiato
50 gr di parmigiano grattugiato per la gratinatura
300 gr di lattuga romana
1 litro di latte fresco intero
90 gr di burro
60 gr di farina
PROCEDIMENTO
Impastare e tirare la sfoglia,portare a bollore una pentola con abbondante acqua salata.
Pulire e lavare la lattuga dopo aver separato ogni foglia dal caspo tuffare le foglie di lattuga nell’acqua e cuocerle per 3 minuti dal momento che tocca l’acqua, scolare, conservando l’acqua di cottura, aggiungere eventualmente acqua alla pentola, se ci fosse necessità.
In quest’ acqua lessare la sfoglia tagliata in due metà.
Raffreddare la pasta, passandola in una terrina con acqua fredda insaporita con sale fino.
Stendere la sfoglia su un piano e farcirla, spolverare con parmigiano reggiano.
Stendere le foglie di lattuga in maniera uniforme cercando di sovrapporle meno possibile.
Tagliare le rosette alte due dita abbondanti, imburrare leggermente il fondo e i bordi di una teglia da forno.
Disporre le rosette in teglia, facendo attenzione che non siano troppo strette, ma anche che non rimangano buchi vuoti.
Distribuire la besciamella (che rimarrà un po' fluida).
CONSIDERAZIONI 2
Ieri sera finalmente ho mangiato queste rose. Le ho scaldate coperte da carta stagnola in forno.
Sono davvero bune: la sfoglia è morbida nelle parti interne e croccante sulle estremità.
La besciamella non è invadente nè nel sapore nè nella quantità.
Il formato è perfetto per poterne mangiare un po' alla volta ma anche in grande quantità.
Per concludere il sapore d'insieme è buonissimo: il prosciutto cotto lascia delicata la pasta e la foglia di lattuga romana oltre a "spezzare con il colore, interrompe con un piacevole sapore e consistenza.
Le rifarò sicuramente.
Avevo già deciso di farla sabato mattina quando Alessandra l'ha anche presentata venerdì alla Prova del Cuoco.
Vi trascrivo la ricetta come è pubblicata sul sito della sua Scuola.
Rosette di maggio: sfoglia gialla e farcia alla lattuga
INGREDIENTI
3 uova
300 gr di farina per sfoglia
250 gr di prosciutto cotto affettato non troppo sottile (di più)
100 gr di parmigiano reggiano grattugiato
50 gr di parmigiano grattugiato per la gratinatura
300 gr di lattuga romana
1 litro di latte fresco intero
90 gr di burro
60 gr di farina
PROCEDIMENTO
Impastare e tirare la sfoglia,portare a bollore una pentola con abbondante acqua salata.
Pulire e lavare la lattuga dopo aver separato ogni foglia dal caspo tuffare le foglie di lattuga nell’acqua e cuocerle per 3 minuti dal momento che tocca l’acqua, scolare, conservando l’acqua di cottura, aggiungere eventualmente acqua alla pentola, se ci fosse necessità.
In quest’ acqua lessare la sfoglia tagliata in due metà.
Raffreddare la pasta, passandola in una terrina con acqua fredda insaporita con sale fino.
Stendere la sfoglia su un piano e farcirla, spolverare con parmigiano reggiano.
Sul parmigiano disporre il prosciutto cotto in maniera uniforme, sul prosciutto distribuire, ancora un velo di parmigiano.
Stendere le foglie di lattuga in maniera uniforme cercando di sovrapporle meno possibile.
Arrotolare non strettissima la sfoglia su sé stessa, fino a formare un rotolone.
Tagliare le rosette alte due dita abbondanti, imburrare leggermente il fondo e i bordi di una teglia da forno.
Disporre le rosette in teglia, facendo attenzione che non siano troppo strette, ma anche che non rimangano buchi vuoti.
Con il burro, il latte e la farina, sale e noce moscata fare la besciamella.
Distribuire la besciamella (che rimarrà un po' fluida).
Cospargere con il rimanente Parmigiano, cuocere in forno a 180°, fino a rosolatura avvenuta circa 20 minuti.
CONSIDERAZIONI
Come sempre ricetta perfetta. Ho solo apportato qualche piccola modifica.
Ho steso la sfoglia con l'Imperia e ho quindi ottenuto diversi rotoli che poi ho tagliato nello spessore indicato.
In questo modo è stata più facile la gestione nella precottura delle sfoglie ma ho ottenuto "rose" di diametro inferiore.
Ho usato qualche fetta di prosciutto cotto in più e "sporcato" la teglia con un po' di besciamella "lenta" invece di utilizzare il burro... ma per il resto ho seguito alla lettera la ricetta.
L'aspetto è fantastico, le ho preparate in anticipo: domani sera vi saprò dire come sono.CONSIDERAZIONI 2
Ieri sera finalmente ho mangiato queste rose. Le ho scaldate coperte da carta stagnola in forno.
Sono davvero bune: la sfoglia è morbida nelle parti interne e croccante sulle estremità.
La besciamella non è invadente nè nel sapore nè nella quantità.
Il formato è perfetto per poterne mangiare un po' alla volta ma anche in grande quantità.
Per concludere il sapore d'insieme è buonissimo: il prosciutto cotto lascia delicata la pasta e la foglia di lattuga romana oltre a "spezzare con il colore, interrompe con un piacevole sapore e consistenza.
Le rifarò sicuramente.
venerdì 20 maggio 2011
Polpette... a finire
Queste polpette nascono proprio per... finire una serie di ingredienti che avevo e per provare a sperimentare nuovi e vecchi abbinamenti e consistenze.
Proprio per questo le dosi sono approssimative.
INGREDIENTI
2 pugni macinato vitello
1 uovo
2 cucchiai abbondati fiocchi di patate
2 cucchiai abbondati pangrattato
2 cucchiai abbondati besciamella fredda*
sale, pepe
*BESCIAMELLA
1 cucchiaio farina
1 cucchiaio burro
latte qb
sale, pepe
noce moscata
PROCEDIMENTO
Preparate in un pentolino una mini besciamella sciogliendo il burro, versando la farina tutta insieme e mescolando.
Aggiungete il latte freddo un po' per volta fino ad ottenere una crema abbastanza consistente, cuocendo per qualche minuto.
Salate, pepate e aggiungete un po' di noce moscata.
Togliete dalla fiamma e mescolate ogni tanto in modo da portare a besciamella velocemente a temperatura ambiente, sena che si formi una crosta.
In una ciotola mescolate, con le mani, il macinato con i fiocchi di patate, il pangrattato, l'uovo intero, sale e pepe.
Per ultimo aggiungete la besciamella.
Lavorate ancora un po' poi lasciate riposare una decina di minuti.
Formate velocemente delle palline piccole come una noce, senza aggiugere altro, ne infarinarle.
Scaldate in una padella un po' di strutto e friggete le polpettine un po' per volta per pochi minuti.
Man mano mettetele su un piatto foderato di carta forno.
CONSIDERAZIONI
Potete mangiarle subito dopo averle fritte, ma sono buone anche a temperatura ambiente.... penso sarebbero deliziose ripassate in padella con un sugo "lento" di pomodoro. Fatto semplicemente allungando con acqua un po' di concentrato di pomodoro, come era d'usanza a casa mia per le polpette.
Purtroppo non ho potuto provare perchè sono finite subito: perfetta la dimensione per una cottura veloce e per mantenere crosta sottile e consistenza morbida e leggera all'interno.
Possono sembrare crocchette di patate, ma poi, se riesci a mangiarle in due morsi, ritornano polpette di carne.
Sono croccanti ma non unte.
Proprio per questo le dosi sono approssimative.
INGREDIENTI
2 pugni macinato vitello
1 uovo
2 cucchiai abbondati fiocchi di patate
2 cucchiai abbondati pangrattato
2 cucchiai abbondati besciamella fredda*
sale, pepe
*BESCIAMELLA
1 cucchiaio farina
1 cucchiaio burro
latte qb
sale, pepe
noce moscata
PROCEDIMENTO
Preparate in un pentolino una mini besciamella sciogliendo il burro, versando la farina tutta insieme e mescolando.
Aggiungete il latte freddo un po' per volta fino ad ottenere una crema abbastanza consistente, cuocendo per qualche minuto.
Salate, pepate e aggiungete un po' di noce moscata.
Togliete dalla fiamma e mescolate ogni tanto in modo da portare a besciamella velocemente a temperatura ambiente, sena che si formi una crosta.
In una ciotola mescolate, con le mani, il macinato con i fiocchi di patate, il pangrattato, l'uovo intero, sale e pepe.
Per ultimo aggiungete la besciamella.
Lavorate ancora un po' poi lasciate riposare una decina di minuti.
Formate velocemente delle palline piccole come una noce, senza aggiugere altro, ne infarinarle.
Scaldate in una padella un po' di strutto e friggete le polpettine un po' per volta per pochi minuti.
Man mano mettetele su un piatto foderato di carta forno.
CONSIDERAZIONI
Potete mangiarle subito dopo averle fritte, ma sono buone anche a temperatura ambiente.... penso sarebbero deliziose ripassate in padella con un sugo "lento" di pomodoro. Fatto semplicemente allungando con acqua un po' di concentrato di pomodoro, come era d'usanza a casa mia per le polpette.
Purtroppo non ho potuto provare perchè sono finite subito: perfetta la dimensione per una cottura veloce e per mantenere crosta sottile e consistenza morbida e leggera all'interno.
Possono sembrare crocchette di patate, ma poi, se riesci a mangiarle in due morsi, ritornano polpette di carne.
Sono croccanti ma non unte.
mercoledì 18 maggio 2011
Faraona nel tegame al limone
Ecco una ricetta davvero semplice e veloce, è tratta dalla rivista di luglio/agosto di Alessandra Spisni.
INGREDIENTI
1 faraona
poco burro e olio
il succo di 2 limoni
trito di aglio, salvia, rosmarino
sale,pepe
PROCEDIMENTO
Fiammeggiate la faraona per eliminare eventuali piumette avanzate.
Tagliatela a pezzetti non grandi.
Scaldate poco olio e burro in un ampio tegame a fondo grosso.
Adagiate i pezzetti sul fondo posizionando quelli con eventuali porzioni di pelle, girati verso il fondo.
Abbrustolite bene i pezzi, a fiamma viva, avendo cura di rigirarli.
Cuocete per una decina di minuti poi aggiungere il trito e mettere la fiamma a media intesità avendo cura di rigirare i pezzetti e continuando la cottura.
Salate e pepate.
Versate il succo di due limoni e continuate coprendo col coperchio e abbassando ancora un po' la fiamma arrivare a fine cottura.
CONSIDERAZIONI
Semplice e azzeccata. Il limone si sente ma esalta il sapore della carne di faraona.
Aggiungendo il trito solo una volta che la carne a pezzetti è ben abbrustolita, con poco olio e burro, si evita di sprecarlo o dare una nota bruciata/cattiva.
La gestione dei pezzetti piccoli rende veloce e facile la cottura.
Che dire, provate: è buonissima!
INGREDIENTI
1 faraona
poco burro e olio
il succo di 2 limoni
trito di aglio, salvia, rosmarino
sale,pepe
PROCEDIMENTO
Fiammeggiate la faraona per eliminare eventuali piumette avanzate.
Tagliatela a pezzetti non grandi.
Scaldate poco olio e burro in un ampio tegame a fondo grosso.
Adagiate i pezzetti sul fondo posizionando quelli con eventuali porzioni di pelle, girati verso il fondo.
Abbrustolite bene i pezzi, a fiamma viva, avendo cura di rigirarli.
Cuocete per una decina di minuti poi aggiungere il trito e mettere la fiamma a media intesità avendo cura di rigirare i pezzetti e continuando la cottura.
Salate e pepate.
Versate il succo di due limoni e continuate coprendo col coperchio e abbassando ancora un po' la fiamma arrivare a fine cottura.
CONSIDERAZIONI
Semplice e azzeccata. Il limone si sente ma esalta il sapore della carne di faraona.
Aggiungendo il trito solo una volta che la carne a pezzetti è ben abbrustolita, con poco olio e burro, si evita di sprecarlo o dare una nota bruciata/cattiva.
La gestione dei pezzetti piccoli rende veloce e facile la cottura.
Che dire, provate: è buonissima!
sabato 14 maggio 2011
CUCINA DEL MEDITERRANEO E VICINO ORIENTE viaggio alla scoperta dei sapori di queste Terre così vicine ma così sconosciute: TERZA SERATA: 13 maggio 2011
Ed ecco anche la terza serata dedicata al Medioriente: Scuola di Cucina Gustar, a Pistoia. Lezione e cena condotta dallo Chef Jean Michel Carasso e con la mia collaborazione.
Entrèe
Falafel (polpettine di ceci)
Tahina (salsa di sesamo)
Piatto principale
Kibbeh sanyeh (sformato di grano e carne)
Salsa allo yogurt
Insalatina orientale
Ecco il filmato di Luciana Milani, tratto dal suo Blog Milù di tutto di più. Grazie!
Tenete d'occhio il sito della Scuola per tutti i Corsi e NOI ci vediamo a settembre per repliche e novità.
Antipasto misto
Tabbuleh (insalata di grano)
Muhmmàra (crema di peperoni e noci piccante)
Hommos (crema di ceci e sesamo)
Tabbuleh (insalata di grano)
Muhmmàra (crema di peperoni e noci piccante)
Hommos (crema di ceci e sesamo)
Entrèe
Falafel (polpettine di ceci)
Tahina (salsa di sesamo)
Piatto principale
Kibbeh sanyeh (sformato di grano e carne)
Salsa allo yogurt
Insalatina orientale
Ecco alcune foto
tutto è pronto, si va a tavola!
il piatto con un po' di tutto
Lo Chef Jean Michel Carasso mentre firma gli attestati di partecipazione al Corso e li consegna agli allievi.
Altre foto di Eleonora Pellegrino
stampo per falafel
JMC, io e Massimo Pegoraro
Gastone Pegoraro mentre prepara dei biscottini al cocco
preparando i piatti...
biscottini al cocco creati da Gastone Pegoraro
JMC firma gli attestati a fine serata
Ecco il filmato di Luciana Milani, tratto dal suo Blog Milù di tutto di più. Grazie!
Tenete d'occhio il sito della Scuola per tutti i Corsi e NOI ci vediamo a settembre per repliche e novità.
GUSTAR
Centro di formazione delle arti bianche a Pistoia, in via Fonda di S.Agostino, 4.
Tel: +39 0573 532353
Fax: +39 0573 533055
info@dmpweb.it
"La Pasta di una Volta" mani in pasta tra Toscana & Romagna: TERZA LEZIONE: 12 maggio 2011
Eccovi qualche foto dell'ultima serata del Corso dedicata alla pasta fatta in casa che io e lo Chef Jean Michel Carasso abbiamo tenuto alla Scuola di Cucina Gustar di Pistoia.
Ringrazio di cuore tutti i partecipanti, il direttore della Scuola Bedu David, Gastone e Massimo Pegoraro per la disponibilità e per la fiducia.
Tenete d'occhio il sito della Scuola per tutti i Corsi e NOI ci vediamo a settembre per repliche e novità.
Ciascuna con la propria macchinetta stende la sfoglia "verde" agli spinaci
con la sfoglia "gialla" solo uova e farina diversi formati. Cappelletti e ravioli ripieni di ricotta e parmigiano e orecchioni ripeini di ricotta, parmigiano e spinaci
provano i diversi formati di pasta ripiena
pasta ripiena dei diversi formati condita con burro & salvia
cappelletti, orecchioni e ravioli con ripieni di ricotta e parmigiano e ricotta, parmigiano e spinaci;
lasagne verdi al ragù e besciamella,
lasagne verdi al ragù e besciamella,
panna rappresa al limone con fragole fresche e menta
Come sempre la serata è volata. Si è conclusa piacevolmente con la cena e la distribuzione degli attestati di frequenza del Corso, ai partecipanti.
Ringrazio di cuore tutti i partecipanti, il direttore della Scuola Bedu David, Gastone e Massimo Pegoraro per la disponibilità e per la fiducia.
Tenete d'occhio il sito della Scuola per tutti i Corsi e NOI ci vediamo a settembre per repliche e novità.
GUSTAR
Centro di formazione delle arti bianche a Pistoia, in via Fonda di S.Agostino, 4.
Tel: +39 0573 532353
Fax: +39 0573 533055
info@dmpweb.it
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