Qualche tempo fa girava on line un modo nuovo/diverso per cuocere l'uovo: una volta montato l'albume si cuoce in padella, aggiugendo il tuorlo, come fosse un uovo normale.
Ecco il video del Cucchiaio d'Argento su FB.
In realtà è più facile cuocerlo in forno e aggiungere verso la fine il tuorlo in modo che non si solidifichi troppo.
INGREDIENTI
uova (albumi separati dai tuorli)
poco sale
contorni a piacere: pancetta, salmone affumicato, crostini di pane
PROCEDIMENTO
Portate il forno ventilat a 170°C.
Foderate una teglia di carta da forno.
Montate bene l'albume con poco sale.
Versate con un cucchiao l'albume sulla teglia poi con un cucchiaino formate un piccolo spazio per il tuorlo.
Mettete in forno e cuocete per 8 minuti.
Quando mancheranno 3-4 minuti alla conclusioene della cottura versate il tuorlo nella parte centrale dell'albume e concludete la cottura.
Servite subito salando e aggiungendo i contorni che più preferite.
CONSIDERAZIONI
Ho fatto una prova cuocendo un uovo con da subito il tuorlo mentre agli altri due l'ho aggiunto poi.
Naturalmente il primo uovo è risultato con il tuorlo più denso ma ancora con una parte liquida.
Se dovete fare più uova potete montare tutti gli albumi insieme poi ridividerli sulla teglia. Naturalmente dovrete fare attenzione a non rompere i tuorli che terrete da parte, insieme in una unica ciotola. Poi con un cucchiaino li metterete uno alla volta in ciascuna porzione.
Consistenze davvero particolari. Dovete provare per capire. Si rimane confusi in quanto i sapori sono di uovo fritto ma le consistenze, no. A noi sono piaciuti, davvero particolari.
Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.
Luisa
venerdì 13 febbraio 2015
Trofie, fusill, maccheroni o pasta la ferretto?
Oggi ho fatto il mio primo tentativo per fare le trofie, pasta ligure simile agli strozzapreti romagnoli. E' un impasto di farina 0 solamente oppure mista con integrale o farina di castagne, poco sale e acqua tiepida.
Il tutto è nato dal post (con tanto di filmato) dell'amica Barbara del blog La cuoca felice.
Nonostante il filmato alla fine non sono riuscita come avrei voluto e prendendo la scusa che le trofie più antiche erano fatte con l'aiuto di un ferretto... ho creato un mio formato utilizzando uno spiedino lungo di legno.
Da questo formato, partendo dallo stesso diametro dello strumento, anche se ho utilizzato uno spiedino di legno e non un ferretto, la pasta che potrò creare sarà davvero tanta e diversa.
Utilizzando la semola e spingendoci più a Sud li potrò chiamare FUSILLI, potranno variare anche nella lunghezza... se il tubetto di impasto di partenza, verrà arrotolato completamente, nasceranno dei MACCHERONI.
Date un'occhiata a questo filmato su You-tube.
INGREDIENTI TROFIE alla Luvi
4 persone
350g farina 0
170g acqua tiepida
un pizzico sale
PROCEDIMENTO
Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e sostenuto. Fatelo riposare per una quindicina di minuti coperto da una ciotola.
Non aggiungete altra farina nelle lavorazioni.
Prendete una piccola porzione di impasto e formate un lungo spaghetto del diametro di pochi millimetri. Tagliate delle porzioni della lunghezza di 5cm. Prendete uno spiedino lungo di legno e prendendo una estremità della pasta arrotolate facendo una leggera pressione.
Sfilate il fusillo/trofia e mettetelo su un vassoio di cartone leggermente infarinato.
Procedete in ugual modo per tutto l'impasto.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata a bollore per pochi minuti e servite con pesto alla genovese.
CONSIDERAZIONI
Tutti questi formati di pasta sia fatti con farina 0 sia con semola, se non sono essiccati a lungo, devono essere cotti per pochi minuti.
A breve riproverò a fare le trofie canoniche, almeno nella forma. Non mancherò anche di fare la variante di semola dei fusilli.
In ogni caso questo primo formato è davvero ottimo per il condimento con il pesto classico.
CONSIDERAZIONI 2
Ho riprovato ma per ora sono riuscita solo col metodo del pollice che trascina la porzione di impasto.
Riproverò con un coltello come insegnano in questo video americano. Non mi arrendo.
CONSIDERAZIONI 3
Non sono ancora trofie ma ci siamo quasi. Da piccoli tubetti di pasta ho schiacciato e rotolato con pollice per tre volte ottenendo un formato davvero piacevole al palato.
Ricordo che la semola è più adatta per fare la pasta mentre la semola rimacinata si usa per il pane. La semola è leggermente più grossolana, assorbe lo stesso quantitativo da'acqua ma la pasta si asciuga più velocemente e una volta cotta è leggermente più consistente.
La proporzione per la pasta è 100g semola + 50g acqua tiepida
Il tutto è nato dal post (con tanto di filmato) dell'amica Barbara del blog La cuoca felice.
Nonostante il filmato alla fine non sono riuscita come avrei voluto e prendendo la scusa che le trofie più antiche erano fatte con l'aiuto di un ferretto... ho creato un mio formato utilizzando uno spiedino lungo di legno.
Da questo formato, partendo dallo stesso diametro dello strumento, anche se ho utilizzato uno spiedino di legno e non un ferretto, la pasta che potrò creare sarà davvero tanta e diversa.
Utilizzando la semola e spingendoci più a Sud li potrò chiamare FUSILLI, potranno variare anche nella lunghezza... se il tubetto di impasto di partenza, verrà arrotolato completamente, nasceranno dei MACCHERONI.
Date un'occhiata a questo filmato su You-tube.
4 persone
350g farina 0
170g acqua tiepida
un pizzico sale
PROCEDIMENTO
Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e sostenuto. Fatelo riposare per una quindicina di minuti coperto da una ciotola.
Non aggiungete altra farina nelle lavorazioni.
Prendete una piccola porzione di impasto e formate un lungo spaghetto del diametro di pochi millimetri. Tagliate delle porzioni della lunghezza di 5cm. Prendete uno spiedino lungo di legno e prendendo una estremità della pasta arrotolate facendo una leggera pressione.
Sfilate il fusillo/trofia e mettetelo su un vassoio di cartone leggermente infarinato.
Procedete in ugual modo per tutto l'impasto.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata a bollore per pochi minuti e servite con pesto alla genovese.
CONSIDERAZIONI
Tutti questi formati di pasta sia fatti con farina 0 sia con semola, se non sono essiccati a lungo, devono essere cotti per pochi minuti.
A breve riproverò a fare le trofie canoniche, almeno nella forma. Non mancherò anche di fare la variante di semola dei fusilli.
In ogni caso questo primo formato è davvero ottimo per il condimento con il pesto classico.
CONSIDERAZIONI 2
Ho riprovato ma per ora sono riuscita solo col metodo del pollice che trascina la porzione di impasto.
Riproverò con un coltello come insegnano in questo video americano. Non mi arrendo.
CONSIDERAZIONI 3
Non sono ancora trofie ma ci siamo quasi. Da piccoli tubetti di pasta ho schiacciato e rotolato con pollice per tre volte ottenendo un formato davvero piacevole al palato.
Ricordo che la semola è più adatta per fare la pasta mentre la semola rimacinata si usa per il pane. La semola è leggermente più grossolana, assorbe lo stesso quantitativo da'acqua ma la pasta si asciuga più velocemente e una volta cotta è leggermente più consistente.
La proporzione per la pasta è 100g semola + 50g acqua tiepida
domenica 8 febbraio 2015
Strascinati di semola con cime di rape e pecorino
Qualche giorno fa ho rifatto un formato di pasta del Sud, gli strascinati o strascicati o cavatelli. L'impasto e il procedimento è molto simile a quello delle orecchiette ma la dimensione può variare molto sia per la lughezza sia per la diemnsione del rotolino di partenza.
Li avevo già fatti piccolini, a questo giro erano più grandi, formati a tre dita ma la prossima volta vorrei partire da un rotolino di imapsto ancor più fine.
Il sugo è quello tipico della tradzione pugliese con le cime di rapa, aglio, pecorino e un po' di acciuga per salare.
INGREDIENTI
(3-4 persone)
IMPASTO
300g semola senatore cappelli
150g acqua tiepida
poco sale
SUGO
cime di rapa
2 spicchi aglio
una acciuga
olio evo
pecorino grattugiato
peperoncino
PROCEDIMENTO
Impastate la semola con acqua e sale fino ad ottenre un panetto consistente ma liscio. Lasciate riposare una ventina di minuti coperto da una ciotola di vetro.
Prendete delle porzioni di impasto e formate dei rotolini lunghi e del diametro di mezzo cm. Tagliate dei pezzetti di 3/4cm . Fate pressione con la punta di tre dita e rotolateli in modo che si scavino.
Procedete con tutto l'impasto mettendo la pasta su vassoi spolverizzati con un po' di semola.
Preparate il sugo cuocendo in acqua salata a bollore le cime di rapa (spezzettate). Non buttate l'acqua di cottura perchè servirà poi per cuocere la pasta.
Scolatele e mettetele in acqua fredda. Scolatele nuovamente e saltatele in una ampia padella con i due pezzi d'aglio interi (che poi toglierete prima di servire), l'olio extravergine di oliva e l'acciuga.
Cuocete la pasta, scolatela e finitela di mantecare nella padella con un po' di pecorino grattugiato. Aggiungete peperoncino a piacere.
CONSIDERAZIONI
La pasta di semola preparata fresca ha tempi di cottura molto più brevi di quella acquistata secca. Proprio per questo ho cotto prima le cime di rapa, nel caso usiate pasta secca potete cuocere insieme, in acqua salata a bollore le cime di rapa e la pasta.
Buoinissima sia la pasta, sia il formato e perfetto lo sposalizio con il sugo. Magari con un pizzico di 'ndujia....
La prossima volta utilzzando un formato più lungo e sottile nasceranno i mie primi... cavatelli.
Li avevo già fatti piccolini, a questo giro erano più grandi, formati a tre dita ma la prossima volta vorrei partire da un rotolino di imapsto ancor più fine.
Il sugo è quello tipico della tradzione pugliese con le cime di rapa, aglio, pecorino e un po' di acciuga per salare.
(3-4 persone)
IMPASTO
300g semola senatore cappelli
150g acqua tiepida
poco sale
SUGO
cime di rapa
2 spicchi aglio
una acciuga
olio evo
pecorino grattugiato
peperoncino
PROCEDIMENTO
Impastate la semola con acqua e sale fino ad ottenre un panetto consistente ma liscio. Lasciate riposare una ventina di minuti coperto da una ciotola di vetro.
Prendete delle porzioni di impasto e formate dei rotolini lunghi e del diametro di mezzo cm. Tagliate dei pezzetti di 3/4cm . Fate pressione con la punta di tre dita e rotolateli in modo che si scavino.
Preparate il sugo cuocendo in acqua salata a bollore le cime di rapa (spezzettate). Non buttate l'acqua di cottura perchè servirà poi per cuocere la pasta.
Scolatele e mettetele in acqua fredda. Scolatele nuovamente e saltatele in una ampia padella con i due pezzi d'aglio interi (che poi toglierete prima di servire), l'olio extravergine di oliva e l'acciuga.
Cuocete la pasta, scolatela e finitela di mantecare nella padella con un po' di pecorino grattugiato. Aggiungete peperoncino a piacere.
CONSIDERAZIONI
La pasta di semola preparata fresca ha tempi di cottura molto più brevi di quella acquistata secca. Proprio per questo ho cotto prima le cime di rapa, nel caso usiate pasta secca potete cuocere insieme, in acqua salata a bollore le cime di rapa e la pasta.
Buoinissima sia la pasta, sia il formato e perfetto lo sposalizio con il sugo. Magari con un pizzico di 'ndujia....
La prossima volta utilzzando un formato più lungo e sottile nasceranno i mie primi... cavatelli.
domenica 1 febbraio 2015
Gnocchi di zucca e patate ai funghi pioppini
Questa ricetta proviene dal numero di Gennaio 2013 della rivista A Tavola.
INGREDIENTI
(4 persone)
GNOCCHI
300g polpa di zucca da cuocere (meglio Mantovana)
400g patate d lessare
200g farina (anche di più)
1 uovo intero
sale, pepe
CONDIMENTO
700g funghi pioppini
2 spicchi aglio
3 cucchiai olio extravergine di oliva
150ml vino bianco secco
sale
prezzemolo fresco
burro a piacere
PROCEDIMENTO
Cuocete, in forno ventilato a 180°C, per una ventina di minuti le fette di zucca decorticate, su una teglia foderata di carta da forno senza aggiugere null'altro.
Lessate le patate con la buccia in acqua salata poi spellatele e schiacciatele con la zucca fino ad ottenere una purea uniforme.
Lasciate raffreddare il tutto poi in una ciotola aggiungete la purea di patate e zucca, un uovo, sale, pepe e la farina.
Trasferite il tutto su un piano in legno. Lavorate poco ed aggiungete eventualmente un altro po' di farina in modo da ottenere un impasto morbido ma non colloso.
Prendete delle porzioni, infarinate il piano e formate dei rotolini lunghi, di circa 2cm di diametro, tagliate piccole porzioni formando così gli gnocchetti.
Metteteli su vassoi di cartone leggermente infarinati.
Preparate il sugo saltando semplicemente, in una ampia padella antiaderente, i funghi pioppini con gli spicchi d'aglio sbucciati e lasciati interi con 3 cucchiate di olio. Sfumate col vino e cuocete ancora per una quindicina di minuti, eventualmente coprendo col coperchio. Salate e aggiungete prezzemolo fresco e un goccio di burro a fine cottura.
Cuocete gli gnocchi in abbondate acqua salata, scolateli con un ramaiolo una volta che torna il bollore e vengono a galla. Spadellateli velocemente col sugo e servite subito spolverizzando con un po' di parmigiano se vi piace.
CONSIDERAZIONI
L'impasto degli gnocchi sarà sicuramente da aggiustare con la farina ma non eccedete. Il tipo di patate e di zucca inciderà sull'umidità dell'impasto. Vi consiglio di utilizzare la zucca mantovana: è più saporita e meno acquosa. Purtroppo io on l'avevo perchè a Pistoia si trova difficilmente.
Il risultato finale è stato comunque ottimo: l'equilibrio tra patata e zucca è perfetto e quest'ultima non prevale. I funghi pioppini si sposano perfettamente mantenendo profumi e delicatezze d'insieme.
INGREDIENTI
(4 persone)
GNOCCHI
300g polpa di zucca da cuocere (meglio Mantovana)
400g patate d lessare
200g farina (anche di più)
1 uovo intero
sale, pepe
CONDIMENTO
700g funghi pioppini
2 spicchi aglio
3 cucchiai olio extravergine di oliva
150ml vino bianco secco
sale
prezzemolo fresco
burro a piacere
PROCEDIMENTO
Cuocete, in forno ventilato a 180°C, per una ventina di minuti le fette di zucca decorticate, su una teglia foderata di carta da forno senza aggiugere null'altro.
Lessate le patate con la buccia in acqua salata poi spellatele e schiacciatele con la zucca fino ad ottenere una purea uniforme.
Lasciate raffreddare il tutto poi in una ciotola aggiungete la purea di patate e zucca, un uovo, sale, pepe e la farina.
Trasferite il tutto su un piano in legno. Lavorate poco ed aggiungete eventualmente un altro po' di farina in modo da ottenere un impasto morbido ma non colloso.
Metteteli su vassoi di cartone leggermente infarinati.
Cuocete gli gnocchi in abbondate acqua salata, scolateli con un ramaiolo una volta che torna il bollore e vengono a galla. Spadellateli velocemente col sugo e servite subito spolverizzando con un po' di parmigiano se vi piace.
CONSIDERAZIONI
L'impasto degli gnocchi sarà sicuramente da aggiustare con la farina ma non eccedete. Il tipo di patate e di zucca inciderà sull'umidità dell'impasto. Vi consiglio di utilizzare la zucca mantovana: è più saporita e meno acquosa. Purtroppo io on l'avevo perchè a Pistoia si trova difficilmente.
Il risultato finale è stato comunque ottimo: l'equilibrio tra patata e zucca è perfetto e quest'ultima non prevale. I funghi pioppini si sposano perfettamente mantenendo profumi e delicatezze d'insieme.
sabato 24 gennaio 2015
Gamberi con finocchi e patate
Anche questa ricetta proviene dal numero di Gennaio 2015 della rivista italiana di cucina di Jamie Oliver.
Purtroppo ho un appunto negativo sulla ricetta pubblicata sotto il titolo di "Gamberi con finocchio e insalata di patate": titolo, foto e ingredienti non erano precisi. Seguendo al ricetta la dose degli ingredienti sarebbero stati eccessivi (4 finocchi e 6 porri?!).
Forse anche la dose dei liquidi era errata? Nel caso fosse una vera insalata di gamberi, finocchi e patate allora provate a leggere le mie CONSIDERAZIONI 2.
Il risultato è una crema di verdure non una insalata (come scritto nel titolo e visibile sulla foto). Detto questo l'idea era ottima e ho così modificato leggermente le dosi e gli ingredienti ed il risultato è stato ottimo.
CREMA DI VERDURE E GAMBERI
INGREDIENTI
(4 persone)
800g brodo di vegetale (brodo di pesce)
100g vino bianco secco
2 patate medie
1 finocchio
1 porro medio
1 carota
200g panna fesca
1/2 cucchiaino curcuma (zafferano)
600g code di gamberi crudi (da pulire)
barbe del finocchio (erba cipollina)
pepe rosso e 4 spicchi di limone (per decorare)
PROCEDIMENTO
In una pentola portate a bollore il brodo con il vino bianco.
Pulite e tagliate a cubetti le patate e il finocchio, tagliate a rondelle il porro (anche una parte del verde). Versate il tutto nella pentola.
Cuocete per 12 minuti. Frullate con un mixer a immersione.
(*)Sbucciate e tagliate a cubettini piccoli la carota.
Pulite i gamberi togliendo la parte esterna, tagliando sulla schiena solo per estrarre il filino nero.
Versate nella crema di patate e finocchio la panna e mezzo cucchiaino di curcuma.
Sobbollite per 5 minuti poi aggiungete le code di gambero continuando la cottura, a fiamma bassissima, per altri 5 minuti.
Servite subito decorando con la barba del finocchio a pezzetti,qualche grano di pepe rosso e una fettina di limone (che spremerete al momento a vostro piacimento).
CONSIDERAZIONI
crema di verdure e gamberi
Come anticipato la foto della rivista mostrava una zuppa di verdura densa e a pezzettoni guarnita col finocchietto mentre la ricetta (che ho seguito alla lettera) descriveva una crema di verdure.
Ho utlizzato brodo di verdure e non di pesce: nel caso avessi avuto il secondo il piatto finale sarebbe stato leggermente più ricco nel sapore. Per lo stesso motivo ho sostituito lo zafferano con della curcuma.
Il mio risultato è stato ottimo e giusto nelle cosistenze: cremosità della base, croccantezza dei pezzettini di carote e dei grani di pepe rosso (che ho aggiunto io), morbidezza delle code di gambero appena scottate.
zuppa di verdure e gamberi
Penso sia ottima anche una alternativa dove il mixer a lame triti più grossolanamente le verdure nel liquido. Ricordate che la dose è abbondate per 4 persone.
CONSIDERAZIONI 2
Nel caso voleste provare a fare una insalata di gamberi, patate, finocchi e porri diminuite drasticamente la parte liquida mantenendo la proporzione tra brodo e vino bianco.
Tagliate a cubettini simili le tre verdure e procedete alla cottura in padella seguendo i soliti tempi indicati.
Non usate il mixer ad immersione.
Procedete poi come nella ricetta principaledal punto (*) considerando la dadolata come fosse la crema.
Ora dovrò riprovare anche io.
Purtroppo ho un appunto negativo sulla ricetta pubblicata sotto il titolo di "Gamberi con finocchio e insalata di patate": titolo, foto e ingredienti non erano precisi. Seguendo al ricetta la dose degli ingredienti sarebbero stati eccessivi (4 finocchi e 6 porri?!).
Forse anche la dose dei liquidi era errata? Nel caso fosse una vera insalata di gamberi, finocchi e patate allora provate a leggere le mie CONSIDERAZIONI 2.
Il risultato è una crema di verdure non una insalata (come scritto nel titolo e visibile sulla foto). Detto questo l'idea era ottima e ho così modificato leggermente le dosi e gli ingredienti ed il risultato è stato ottimo.
INGREDIENTI
(4 persone)
800g brodo di vegetale (brodo di pesce)
100g vino bianco secco
2 patate medie
1 finocchio
1 porro medio
1 carota
200g panna fesca
1/2 cucchiaino curcuma (zafferano)
600g code di gamberi crudi (da pulire)
barbe del finocchio (erba cipollina)
pepe rosso e 4 spicchi di limone (per decorare)
PROCEDIMENTO
In una pentola portate a bollore il brodo con il vino bianco.
Pulite e tagliate a cubetti le patate e il finocchio, tagliate a rondelle il porro (anche una parte del verde). Versate il tutto nella pentola.
Cuocete per 12 minuti. Frullate con un mixer a immersione.
(*)Sbucciate e tagliate a cubettini piccoli la carota.
Pulite i gamberi togliendo la parte esterna, tagliando sulla schiena solo per estrarre il filino nero.
Versate nella crema di patate e finocchio la panna e mezzo cucchiaino di curcuma.
Sobbollite per 5 minuti poi aggiungete le code di gambero continuando la cottura, a fiamma bassissima, per altri 5 minuti.
Servite subito decorando con la barba del finocchio a pezzetti,qualche grano di pepe rosso e una fettina di limone (che spremerete al momento a vostro piacimento).
CONSIDERAZIONI
crema di verdure e gamberi
Come anticipato la foto della rivista mostrava una zuppa di verdura densa e a pezzettoni guarnita col finocchietto mentre la ricetta (che ho seguito alla lettera) descriveva una crema di verdure.
Ho utlizzato brodo di verdure e non di pesce: nel caso avessi avuto il secondo il piatto finale sarebbe stato leggermente più ricco nel sapore. Per lo stesso motivo ho sostituito lo zafferano con della curcuma.
Il mio risultato è stato ottimo e giusto nelle cosistenze: cremosità della base, croccantezza dei pezzettini di carote e dei grani di pepe rosso (che ho aggiunto io), morbidezza delle code di gambero appena scottate.
zuppa di verdure e gamberi
Penso sia ottima anche una alternativa dove il mixer a lame triti più grossolanamente le verdure nel liquido. Ricordate che la dose è abbondate per 4 persone.
CONSIDERAZIONI 2
Nel caso voleste provare a fare una insalata di gamberi, patate, finocchi e porri diminuite drasticamente la parte liquida mantenendo la proporzione tra brodo e vino bianco.
Tagliate a cubettini simili le tre verdure e procedete alla cottura in padella seguendo i soliti tempi indicati.
Non usate il mixer ad immersione.
Procedete poi come nella ricetta principaledal punto (*) considerando la dadolata come fosse la crema.
Ora dovrò riprovare anche io.
venerdì 23 gennaio 2015
Riso cremoso con mandorle e ciliegie
Questa ricetta proviene dalla rivista italiana di cucina di Jamie Oliver, numero di Gennaio 2015.
Questo è un dolce tradizionale danese, che viene servito la vigilia di Natale, prima di riunirsi sotto l'albero per aprire i reagli: nella preparazione solitamente viene nascosta una mandorla intera. Chi la troverà avrà un regalo in più.
Vi trascrivo la ricetta completa e a seguire la mia, in mezza dose decorata con semplici Amarene Fabbri.
INGREDIENTI
(8 persone)
1 litro latte
1 bacca vaniglia
125g riso
75g zucchero di canna
1/2 litro panna montata
125 g mandorle tostate
CILIEGIE SCIROPPATE
440g ciliegie in scatola senza noccioloe sgocciolate
150g zucchero
15g amido di mais
1 spruzzata Kirsh (facoltativo)
°°°°°
INGREDIENTI di LUVI
(4 persone abbondanti)
1/2 litro latte
1/2 bacca vaniglia
62g riso originario
37g zucchero di canna
250g panna fresca da montare
62 g mandorle in scaglie tostate
DECORO
Amarene Fabbri
PROCEDIMENTO
Cuocete a fuoco moderato, in un pentolino, il latte con la bacca di vaniglia e i suoi semini, il riso lavato in precedenza.
Dopo 30 minuti il riso sarà morbido, e cotto e il latte completamente assorbito.
Togliete la bacca di vaniglia.
Versate in una ciotola, aggiungete lo zucchero poi raffreddate a bagnomaria.
Tostate leggermente le mandorle in una padella antiaderente senza aggiugere altro.
Montate la panna fresca.
Unite al composto di riso le mandorle e la panna montata.
Servite decorando con le amarene e il loro sughetto.
Se volete seguire la ricetta di Jamie preparate le ciliegie sciroppate mettendo in un pentolinolo zucchero e l'amido mescolati, le ciliegie con 150g di acqua.
Riscaldate a fuoco moderato mescolando costantemente per 5 minuti finchè la frutta si sarà ammorbidita. Aggiungete solo alla fine il kirsh, se volete.
CONSIDERAZIONI
Semplice e buono ma anche goloso.
La base di riso cremoso non è molto dolce (la panna montata è senza zucchero) quindi ricordatevi che dovrete completare questo dolce con una salsa di carattere.
Le Amarene Fabbri con il loro sughetto sono ottime, perfette le ciliegie sciroppate (alcoliche o no) della ricetta, ma anche le Ciliegie sotto spirito (che vendeva la Fabbri quando ero piccola) ma perfetta anche una buona e abbondante salsa al cioccolato.
Questo è un dolce tradizionale danese, che viene servito la vigilia di Natale, prima di riunirsi sotto l'albero per aprire i reagli: nella preparazione solitamente viene nascosta una mandorla intera. Chi la troverà avrà un regalo in più.
INGREDIENTI
(8 persone)
1 litro latte
1 bacca vaniglia
125g riso
75g zucchero di canna
1/2 litro panna montata
125 g mandorle tostate
CILIEGIE SCIROPPATE
440g ciliegie in scatola senza noccioloe sgocciolate
150g zucchero
15g amido di mais
1 spruzzata Kirsh (facoltativo)
°°°°°
INGREDIENTI di LUVI
(4 persone abbondanti)
1/2 litro latte
1/2 bacca vaniglia
62g riso originario
37g zucchero di canna
250g panna fresca da montare
62 g mandorle in scaglie tostate
DECORO
Amarene Fabbri
PROCEDIMENTO
Cuocete a fuoco moderato, in un pentolino, il latte con la bacca di vaniglia e i suoi semini, il riso lavato in precedenza.
Dopo 30 minuti il riso sarà morbido, e cotto e il latte completamente assorbito.
Togliete la bacca di vaniglia.
Versate in una ciotola, aggiungete lo zucchero poi raffreddate a bagnomaria.
Tostate leggermente le mandorle in una padella antiaderente senza aggiugere altro.
Montate la panna fresca.
Unite al composto di riso le mandorle e la panna montata.
Servite decorando con le amarene e il loro sughetto.
Se volete seguire la ricetta di Jamie preparate le ciliegie sciroppate mettendo in un pentolinolo zucchero e l'amido mescolati, le ciliegie con 150g di acqua.
Riscaldate a fuoco moderato mescolando costantemente per 5 minuti finchè la frutta si sarà ammorbidita. Aggiungete solo alla fine il kirsh, se volete.
Semplice e buono ma anche goloso.
La base di riso cremoso non è molto dolce (la panna montata è senza zucchero) quindi ricordatevi che dovrete completare questo dolce con una salsa di carattere.
Le Amarene Fabbri con il loro sughetto sono ottime, perfette le ciliegie sciroppate (alcoliche o no) della ricetta, ma anche le Ciliegie sotto spirito (che vendeva la Fabbri quando ero piccola) ma perfetta anche una buona e abbondante salsa al cioccolato.
mercoledì 21 gennaio 2015
LAILAC Quarta lezione di Cucina casalinga Giapponese di Terzo livello: Firenze 20 gennaio 2015
foto di LAILAC
Spiedini di Pollo (petto, sovraccoscia, fegatini e cuori): YAKITORI
Salsa Tare
Spiedini di cipolla bianca e di peperone verde
Riso con i piselli: MAME GOHAN
Cavolo cinese in salamoia
Te verde
lunedì 19 gennaio 2015
Ricotta all'arancia, al forno
Questa ricetta arriva dal portale del Cucchiaio d'argento. Dalla ricetta non si capisce chiaramente se è un dolce da servire caldo o freddo. Nel dubbio io l'ho servito freddo ma penso sia ottimo anche caldo e che cambi leggermente anche la consistenza ma non la bontà.
INGREDIENTI
(4 monoporzione ceramica diametro 8cm)
250g ricotta
2 uova
50 zucchero di canna
1 arancia non trattata (succo + zeste)
PER GLI STAMPI
burro
zucchero
PER LO SCIROPPO
1 arancia non trattata (succo + zeste)
5 cucchiai zucchero di canna
1/2 stecca cannella
PER IL DECORO
1 cucchiaio mandorle (in scaglie o tritate grossolanamente)
cioccolato fondente al 70% tritato grossolanamente
PROCEDIMENTO
Accendete il forno inserendo una tegalia sul fondo e portatelo a 180°C ventilato.
Montate gli albumi con metà dello zuccchero poi aggiugete i tuorili con lo zucchero restante. In una ciotola ampia mescolate la ricotta con le zeste di arancia. Incorportae con delicatezza le uova montate con lo zucchero e per ultimo aggiugete il succo di una arancia.
Spennellate col burro morbido l'interno degli stampini in ceramica poi verste all'interno lo zucchero ruotandoli e facendo cadere quello in eccesso.
Versate la crema di ricotta in ogni stampo fino all'orlo.
Infornate a bagnomaria, abbassando il forno a 160°C e cuocete per 40 minuti.
Nel frattempo preparate lo sciroppo sciogliendo e facendo addensare il succo di una arancia con le sue zeste, una mezza stecca di cannela e 5 cucchiai rasi di zucchero di canna.
Sfornate e lasciate intiepidire o raffreddare prima di sfomare e servire decorando con lo sciroppo, con mandorle e cioccolata tritata a coltello grossolanamente.
CONSIDERAZIONI
Nella ricetta originaria hanno scritto di riempire gli stampi fino a un cm dal bordo: facendo così ho utlizzato anche altri due mini stampi.
In realtà col senno di poi vi consiglio di usare solo 4 stampi da 8cm (misurati sul fondo) e riepirli fino all'orlo.
In cottura questo dolce si alza leggermente per poi riabbassarsi una volta freddo.
Se lo servirete freddo come ho fatto io per aiutarvi nel toglirlo dagli stampini in ceramica, passate un coltello a punta giro giro sull'esterno del dolce poi mettete un minuto a bagno in acqua bollente il sedere dello stampino.
Capovolgete su un piattino dando un colpo sul dietro. Si staccherà.
Se invece lo volete servire caldo avrà l'aspetto e la consistenza, più ariosa della versione fredda, ma lo stesso sapore delicato e profumato, molto simile a un soufflé. Dovrebbe sformarsi una volta tiepido, non subito. Oppure servitelo subito versando lo sciroppo freddo e decorando con mandorle e cioccolato, senza toglierlo dagli stampini.
Se volete fare assorbire lo sciroppo ricordatevi che la temperatura del dolce dovra essere in contrsto con quella dello sciroppo: dolce caldo, sciroppo freddo o viceversa.
I tempi dello sciroppo non sono indicati in questa ricetta, come non è indicato quanto pesi il succo di una arancia. E' a vostro gusto cuocere più o meno lo sciroppo per renderlo più o meno denso: Io l'ho tenuto sulla fiamma una decina di minuti e ho tolto la cannella solo poco prima di usarlo, freddo.
Usandolo freddo con i dolci freddi lo sciroppo è rimasto a specchio sulla superficie.
Ricetta davvero semplice e di grande soddisfazione: a breve dovrò riprovarla nella versione calda, poi vi racconterò.
(4 monoporzione ceramica diametro 8cm)
250g ricotta
2 uova
50 zucchero di canna
1 arancia non trattata (succo + zeste)
PER GLI STAMPI
burro
zucchero
PER LO SCIROPPO
1 arancia non trattata (succo + zeste)
5 cucchiai zucchero di canna
1/2 stecca cannella
PER IL DECORO
1 cucchiaio mandorle (in scaglie o tritate grossolanamente)
cioccolato fondente al 70% tritato grossolanamente
PROCEDIMENTO
Accendete il forno inserendo una tegalia sul fondo e portatelo a 180°C ventilato.
Montate gli albumi con metà dello zuccchero poi aggiugete i tuorili con lo zucchero restante. In una ciotola ampia mescolate la ricotta con le zeste di arancia. Incorportae con delicatezza le uova montate con lo zucchero e per ultimo aggiugete il succo di una arancia.
Spennellate col burro morbido l'interno degli stampini in ceramica poi verste all'interno lo zucchero ruotandoli e facendo cadere quello in eccesso.
Versate la crema di ricotta in ogni stampo fino all'orlo.
Infornate a bagnomaria, abbassando il forno a 160°C e cuocete per 40 minuti.
CONSIDERAZIONI
Nella ricetta originaria hanno scritto di riempire gli stampi fino a un cm dal bordo: facendo così ho utlizzato anche altri due mini stampi.
In realtà col senno di poi vi consiglio di usare solo 4 stampi da 8cm (misurati sul fondo) e riepirli fino all'orlo.
In cottura questo dolce si alza leggermente per poi riabbassarsi una volta freddo.
Se lo servirete freddo come ho fatto io per aiutarvi nel toglirlo dagli stampini in ceramica, passate un coltello a punta giro giro sull'esterno del dolce poi mettete un minuto a bagno in acqua bollente il sedere dello stampino.
Capovolgete su un piattino dando un colpo sul dietro. Si staccherà.
Se invece lo volete servire caldo avrà l'aspetto e la consistenza, più ariosa della versione fredda, ma lo stesso sapore delicato e profumato, molto simile a un soufflé. Dovrebbe sformarsi una volta tiepido, non subito. Oppure servitelo subito versando lo sciroppo freddo e decorando con mandorle e cioccolato, senza toglierlo dagli stampini.
Se volete fare assorbire lo sciroppo ricordatevi che la temperatura del dolce dovra essere in contrsto con quella dello sciroppo: dolce caldo, sciroppo freddo o viceversa.
I tempi dello sciroppo non sono indicati in questa ricetta, come non è indicato quanto pesi il succo di una arancia. E' a vostro gusto cuocere più o meno lo sciroppo per renderlo più o meno denso: Io l'ho tenuto sulla fiamma una decina di minuti e ho tolto la cannella solo poco prima di usarlo, freddo.
Usandolo freddo con i dolci freddi lo sciroppo è rimasto a specchio sulla superficie.
Ricetta davvero semplice e di grande soddisfazione: a breve dovrò riprovarla nella versione calda, poi vi racconterò.
giovedì 15 gennaio 2015
Galette des Rois
Un paio di giorni fa ho fatto per la prima volta una Galette des Rois: è un dolce tradizionale francese che viene fatto il giorno dell'Epifania. All'interno del ripieno andrebbe nascosto un premio: una fava, una moneta o una piccola sorpresa, portrà fortuna a chi la troverà.
Le varianti di qesta torta sono diverse: si possono trovare farciture al cioccolato (aggiungendo cioccolato fuso) oppure farcite alla crema.
Da wikipedia: info su Galette des Rois (in italiano) Galette des Rois (più ampio, in francese) e Pithiviers (in francese).
La ricetta proveine dal numero di gennaio 2015 della rivista italiana di Jeamie Oliver. Vi trascrivo la dose della sua ricetta per una torta di 20cm di diametro, a seguire la mia, raddoppiata, per un disco di pasta sfoglia di 30cm di diametro (quelli in vendita già pronti).
Le varianti di qesta torta sono diverse: si possono trovare farciture al cioccolato (aggiungendo cioccolato fuso) oppure farcite alla crema.
Da wikipedia: info su Galette des Rois (in italiano) Galette des Rois (più ampio, in francese) e Pithiviers (in francese).
La ricetta proveine dal numero di gennaio 2015 della rivista italiana di Jeamie Oliver. Vi trascrivo la dose della sua ricetta per una torta di 20cm di diametro, a seguire la mia, raddoppiata, per un disco di pasta sfoglia di 30cm di diametro (quelli in vendita già pronti).
(20cm diametro)
500g pasta sfoglia (da dividere in 2 dischi da 20cm diametro)
1 uovo + poco sale (lucidatura)
farina per infarinare
zucchero a velo per decorare
CREMA ALLE MANDORLE
125g burro
125g zucchero di canna chiaro
125g farina di mandorle
25g farina
1 uovo e 1/2
1 cucchiaino Rum
INGREDIENTI di Galette des Rois LUVI
(28cm diametro stampo in ceramica)
2 dischi da 230g ciascuno di pasta sfoglia (2 dischi da 30cm diametro)
1 uovo + poco sale (lucidatura)
farina per infarinare
zucchero a velo per decorare
CREMA ALLE MANDORLE
250g burro
250g zucchero semolato
250g farina di mandorle
50g farina 0
3 uova
2 cucchiaini Cognac (o Rum)
PROCEDIMENTO
Preparate la crema di mandorle mescolando con la frusta elettrica, nell'impastatrice, il burro con lo zucchero finchè sarà chiaro, montato. Unite le uova, il liquore e poi la farina continuando a mescolare energicamente con la frusta.
Accendete il forno e portate a 200°C ventilato. Poco prima di infornare stendete il primo disco di pasta sfoglia con la sua carta da forno su una teglia.
Sbattete un uovo con poco sale e spennellate una cornice estrena di circa 2cm.
Bucherellate la superfice con una forchetta.
Spalmate il ripieno lasciando libera questa cornice esterna.
Spennellate nuovamente la cornice esterna. Mettete sopra il secondo disco di pasta sfoglia e fatelo aderire bene facendo attenzione a non lasciare aria interna e prememdo bene i bordi come fosse un grande raviolo.
Fate i decori.
Con due dita e il dietro di un cucchiaio di legno create il bordo "smerlato" spingendo il bordo leggermente verso l'interno.
Con una lametta o un coltello molto tagliente disgnate il decoro. I tagli dovranno incidere ma non tagliare completamente la superficie del disco superiore.
Spennellate due volte tutta la superficie del dolce e infornate abbassando la temperatura a 180°C ventilato non appena la superfice del dolce inizierà a colorirsi.
Cuocete per circa 25 minuti poi estraete il dolce e spolverizzatelo con un po' di zucchero a velo. Infornate nuovamente e cuocete per altri 5 minuti o fino a quando lo zucchero a velo si scioglierà e la superficie si luciderà.
Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di mangiarlo.
CONSIDERAZIONI
Lo abbiamo assaggiato ancora leggermente tiepido ed era molto buono ma il giorno dopo era fantastico.
Gli ingredienti del dolce si erano uniformati e la crostina superficiale di pasta sfoglia caramellata regalava una consistenza speciale.
Ottimo. A breve farò una prova farcendolo con della crema all'uovo e poi la volta dopo aggiungerò al frangipane classico un po' di cioccolata fondente fusa. Poi vi racconterò.
CONSIDERAZIONI 2
Ecco vi alcune foto che ho trovato on line che potranno essere d'aiuto per altri decori. Poi una variante cucinata da Artemisia e pubblicata sul suo Blog Accademia degli affamati affannati.
Se volete provare una farcitura alla crema eccovi dosi e ricetta giuste: è la farcitura della mia Torta della nonna/del nonno.
CREMA
3 tuorli
80 gr zucchero semolato
50 gr farina 00
semi di 1 bacca vaniglia (facoltativo)
1/2 litro latte intero
poco sale
CREMA
3 tuorli
80 gr zucchero semolato
50 gr farina 00
semi di 1 bacca vaniglia (facoltativo)
1/2 litro latte intero
poco sale
CREMA AL CACAO
3 tuorli
80 gr zucchero semolato
50 gr farina 00
semi di 1 bacca vaniglia (facoltativo)
1/2 litro latte intero
poco sale
3 tuorli
80 gr zucchero semolato
50 gr farina 00
semi di 1 bacca vaniglia (facoltativo)
1/2 litro latte intero
poco sale
2 cucchiai rasi di cacao amaro da aggiungere quando la crema sarà cotta
CREMA FRANGIPANE al CIOCCOLATO
250g burro
250g zucchero semolato
250g farina di mandorle
50g farina 0
3 uova
2 cucchiaini Cognac
cioccolato fondente fuso
CONSIDERAZIONI 4
L'ho rifatta utilizzando la prima ricetta e uno stampo in ceramica. A mio parere la cottura è stata migliore.
250g zucchero semolato
250g farina di mandorle
50g farina 0
3 uova
2 cucchiaini Cognac
cioccolato fondente fuso
CONSIDERAZIONI 4
L'ho rifatta utilizzando la prima ricetta e uno stampo in ceramica. A mio parere la cottura è stata migliore.
CONSIDERAZIONI 5
Dopo diverso tempo l'ho rifatta con solo:
1 sfoglia rettangolare
1 uovo e poco sale per spennellare
1 uovo e poco sale per spennellare
e ripieno di:
170g farina di mandorle
170g di burro
170g zucchero
28g farina 0
2 uova
2 cucchiaini di Rum
170g di burro
170g zucchero
28g farina 0
2 uova
2 cucchiaini di Rum
CONSIDERAZIONI 6
Dopo tanto l'ho rifatta e ho seguito una piccola accortezza per evitare che il ripieno strappi il guscio di pasta sfoglia.
Ho preparato la crema di frangipane e l'ho messa in uno stampo a cerniera, foderato di carta da forno poi l'ho livellata e surgelata per qualche ora.
Ho poi preso il primo disco di pasta sfoglia, spennellato con l' uovo sbattuto, inserito il disco congelato e richiuso con il secondo disco di pasta sfoglia. Ho sigillato bene i bordi e spennellato la superficie, fatto i tagli e cotto in forno ventilato a 200 gradi per un totale di 40 minuti. Dopo 25 ho controllato il colore e ruotato la teglia , poi ho spolverizzato con zucchero a velo.
Il risultato è stato perfetto.
Ho seguito le dosi della ricetta di Luvi.
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