Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.

Luisa

domenica 25 gennaio 2009

Capelli d'Angelo al nero di seppia con capesante e scalogno

Ecco una ricetta veloce, da golosi e di grande effetto e ... bontà paradisiaca.
La prova è che l'abbiamo fatta e mangiata e non ho neanche una foto da pubblicare.

INGREDIENTI
4 persone

3 uova medie
270 gr farina 00 Spadoni speciale per pasta fatta in casa
1 bustina di nero di seppia da 4 gr
potrebbe servire un po' di farina in aggiunta

12 capesante
1 scalogno grosso
poco vino secco
burro

PROCEDIMENTO

Impastare al pasta mescolando il nero di seppia con le uova prima di procedere. Lasciare riposare l'impasto lavorato per circa 10 minuti, in una scatola a chiusura ermetica a temperatura ambiente per circa 30 minuti.

Stendete le sfoglie con l'Imperia, fino alla tacca più sottile (ogni macchina ha i suoi spessori, quindi fate la prova con la vostra prima) e lasciatele asciugare su dei teli di stoffa, girandole ogni tanto in modo che anche la parte sotto si asciughi uniformemente. Non devono seccare troppo, però perchè altrimenti potrebbe essre difficile passarli alla trafila successiva per tagliarle.

Passate ciascuna sfoglia nella trafila per capelli d'angelo (quelli fini), appoggiateli delicatamente sulla spianatoia e spolverateli con poca farina smuvendoli. Posizonateli su dei vassoi di cartone infarinateli e continuate fino a conclusione.

Portate a ebollizione abbondate acqua salata, in una grande pentola.

Prendete una grande padella antiaderente e scaldate un bel pezzetto di burro a fiamma bassa.
Nel frattempo tagliate a fettine sottili uno scalogno. Prendete le capesante e separate la parte bianca dal corallo.

Salatate velocemente lo scalogno nel burro e appena si appassisce (non colora) aggiungete la parte bianca delle capesante. Saltate ancora qualche minuto facendo attenzione a non colorire troppo e infine aggiungete anche i coralli.
Un istante e sfumerete con un mezzo bicchiere scarso di vino bianco, secco, di ottima qualità.

Pochi attimi e evaporerà, spolverate di prezzemolo fresco triato e spengete la fiamma

Buttate i capelli d'angelo nell'acqua a bollore, smuoveteli delicatamente con una forchetta: in pochi minuti tornerà il bollore e la pasta verrà a galla: assaggiatela e pochi istanti sarà da scolare direttamente nella padella.

E' pronta!

CONSIDERAZIONI

E' velocissima da fare, di grande effetto scenico. Il retrogusto del nero di seppia si sposa e completa/esalta il sapore particolare delle capesante, nota eccelsa il profumo dello scalogno e del prezzemolo fresco, e il ricordo del buon vino sfumato.

Ile flotante con nocciole pralinate e maron glacè, decorate con giochi di caramello

Questa ricetta parte da quella vista a "Dolcemente" di Maurizo Santin sulla tv satellitare Rai Sat Gambero Rosso: parte delle dosi degli ingredienti non erano specificate.

INGREDIENTI
(4 persone)

CREMA INGLESE
(dal libro di Maurizio Santin)

2 tuorli
50 gr zucchero semolato
350 gr panna fresca
150 gr latte intero
1/2 bacca di vaniglia

°°°
4 marron glacè
20 nocciole pralinate*

* nocciole e zucchero semolato

zucchero a velo per decoro finale

°°°

ILE'

2 albumi
60 gr zucchero semolato
500 gr latte

°°°

CARAMELLO
(2 decori diversi)

100 gr zucchero
25 gr acqua
1/2 cucchiaio glucosio
1 foglio carta forno

PROCEDIMENTO

Preparate la crema inglese mettendo a scaldare il latte con la panna e la mezza bacca di vaniglia. Nel frattempo mescolate con una frusta, senza incorporare aria, i tuorli con lo zucchero. Non appena il latte con la panna arriva quasi a bollore versare filtrando attraverso un colino sui tuorli, mescolate e sempre filtrando attraverso il colino riversate nel pentolino caldo.
Mantenete la fiamma media e continuate a mescolare con una frusta, la crema non deve bollire ma quando spariranno le bollicine sulla superficie e inizierà a velare sarà pronta.
Versate la crema in un contenitore pulito e mescolate ancora un po' per fare abbassare la temperatura. Lasciate raffreddare completamente.

Preparate le nocciole pralinate.
Mettete le nocciole spellate in un piccolo pentolino con un po' di zucchero semolato, se mai ne aggiungerete altro man mano. Accendete a fiamma bassa e mescolate sempre con un cucchiaio di legno finchè lo zucchero inizierà a "sudare" e ad attaccarsi alle nocciole. Mescolate sempre finchè si formerà una crosticina irregolare appena colorata.
Versate le nocciole su un foglio di carta forno, ben distanziate una dall'altra e lasciatele raffreddare.

Preparate le iles.
Mettete a scaldare mezzo litro di latte e mantenetelo a bollore basso.
Preparate su un piano un telo dove appoggerete ad asciugare le "schiumette" man mano che saranno cotte.
Montate gli albumi con lo zucchero e con l'aiuto di un cucchiaio versate delicatamente un po' di preparato nel latte.
Dopo poco si gonfieranno, rigirate ciascun pezzo solo una volta e fate attenzione che sono delicati.

Cuocetele tutte e lasciatele sul telo ad asciugare.

Preparate 4 coppete o calici e sminuzzate sul fondo di ciascuna un marron glacè e 5 nocciole pralinate. Versate a coprire la crema inglese.

Preparate il caramello mettendo zucchero, acqua e glucosio in un pentolino su fiamma alta, senza mescolare.
Dopo breve il liquido diventerà caramello, toglietelo subito dalla fiamma e mescolatelo.
Parte del caramello servirà per fare delle "vele" rigide, l'altra parte verrà colato sulle iles.
Aiutandovi con un cucchiaio o una forchetta, scarabocchiate un foglio di carta forno col caramello. Lasciate poi raffreddare poi spezzatelo in modo irregolare e usate per decorare.

Per concludere...

mettete due o tre iles sopra la crema inglese in ciascuna ciotolina, aggiungete i pezzetti di "vela di caramello" lateralmente e colate pochi fili di caramello solo sugli albumi cotti.
Volendo potreste anche spolverare con poco zucchero a velo.

CONSIDERAZIONI

E' un dolce veloce ma la prima volta (come è successo a me) può non essere semplice coordinare le diverse operazioni (facili una alla volta).

Non avendo le dosi esatte per le spumette ho fatto una media di ricette trovate on line. La consistenza degli albumi, una volta montati, non era così rigida come nella trasmissione video. Essendo già un dolce molto.. dolce non ho voluto caricare ancora di più di zucchero.. ma forse la prossima volta proverò per capire se potrebbe incidere anche sulla consistenza una volta cotta.
Nel mio caso le spumette sono cresciute ma poi sono calate, in trasmissione rimanevano ferme e più grosse.

A noi sono piaciute molto, giusto equilibrio tra crema e spumette e tra liscio/morbido/leggero (crema e spumette) e croccante/consistente (zuccheri, nocciole e pezzetti di marron glacè).

Ricordatevi di preparare il caramello solo alla fine perchè in un attimo si solidifica e poi non lo potreste usare per nessuno dei due diversi decori.

CONSIDERAZIONI 2

Ho ricontrollato la dose dello zucchero da frullare con gli albumi, forse le uova che usato, pur essendo "medie" avevano molto albume, è stato un mio errore non pesare i due albumi. In ogni caso se provate a rifare questa ricetta prima di me, provate a mettere pari peso albumi/zucchero.

Coniglio in fricassea


coniglio in fricassea, inserito originariamente da fugzu.

Questo è uno dei piatti preferiti da mio marito.
Come sempre ma ancora di più qui dove sono pochi, ingredienti buoni, ottimi, fanno la differenza.
La ricetta proviene dal Libro "Il Cucchiaio d'Argento.

INGREDIENTI
(4 persone ... golose)

1 coniglio tagliato a pezzi
un po' di olio
un po' di burro
farina per panatura
sale, pepe
un mestolo di acqua o brodo

2 tuorli d'uovo
succo di 1 limone
prezzemolo fresco (ho aggiunto io)

PROCEDIMENTO

Passate velocemente nella farina tutti i pezzetti del coniglio. Scaldate in una grande pentola (a fondo grosso) un po' di olio e di burro tanto da coprire il fondo.
Aggiungete la carne e farla rosolare girandola spesso con un cucchiaio di legno..
Una volta che ha preso un po' di colore salate e pepate e aggiungete un mestolo d'acqua (o di brodo), abbassate la fiamma al minimo e chiudete col coperchio.
Lasciate cuocere così per circa 1 ora mezza, controllando ogni tanto, rigirando i pezzetti e aggiungendo se necessita un altrò po' di liquidi.

Poco prima di servire mescolate i due tuorli con il succo di un limone e versateli sul coniglio caldo (fornello appena spento), mescolate un attimo e servite profumando con poco prezzemolo fresco tritato.

CONSIDERAZIONI

E' un piatto veloce e semplice che si può preparare anche in due momenti: prima si cuoce il coniglio e poi anche dopo un po' si può riscaldare ben bene e aggiungere la fricassea.
Il buono di questo piatto è dato anche dalla cottura lenta ma lunga della carne che alla fine si stacca quasi dalle ossa.
Ieri sera ho aggiunto un semplice contorno di patate lessate: si sposano molto bene col sapore e esaltano ancora di più il buonissimo sughetto.

La fricassea (tuorli e limone) è ottima anche per condire fagiolini verdi lessati.

martedì 20 gennaio 2009

Carciofi alla greca


Carciofi alla greca, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene dal libro "Il Cucchiaio d'Argento".

INGREDIENTI
(4 persone)

8 carciofi e relativi gambi
1/2 cipolla rossa
1 foglia di alloro
2 rametti di timo
una manciata di grani di pepe
sale qb
2/3 acqua
1/3 olio extravergine di oliva
una manciata di olive nere greche

PROCEDIMENTO

Pulite velocemente i carciofi, togliendo le foglie dure e tagliando 1/3 circa di punta. Lasciateli interi.
Sbucciate anche i gambi.

In una pentola capiente versatela parte liquida che dovrà essere 2/3 di acqua e 1/3 di olio: ad esempio 800 gr acqua e 400 gr olio.
I carciofi con i gambi dovranno essere coperti dal liquido.
Aggiungete un po' di sale (grosso) e qualche grano intero di pepe nero, mezza cipolla rossa tagliata a fettine, una foglia di alloro e i due rametti di timo.

Bollite a fuoco vivo, senza coperchio per 40 minuti facendo attenzione man mano che il liquido diminuisce.
Se, come è successo a me, a fine cottura il liquido non è del tutto assorbito (perchè avevo un po' abbondato) scolate i carciofi e relativi gambi.

Servire tiepidi o freddi guarnendo con olive nere greche.

CONSIDERAZIONI

Davvero ottimi, veloci e originali. A noi sono piaciuti davvero.

lunedì 19 gennaio 2009

Brioches Cafiero


Brioches Cafiero, inserito originariamente da fugzu.

Ho trovato questa ricetta sul web molte volte e dopo l'ennesima apparizione, trovandola sul forum della rivista La Cucina Italiana, mi sono decisa a provare anche io.

INGREDIENTI

250 gr farina manitoba (farina 0 forte per biga)
250 gr farina 00 (farina 0 media)
20 gr lievito di birra
5 gr sale
75 gr zucchero
1/2 cucchiaio miele
3 uova
100 ml latte (intero)
100 gr burro
25 gr acqua (per sciogliere lievito)
1 bustina vanillina (semini di mezzo baccello di vaniglia) la scorza grattugiata di 1 arancia

LUCIDATURA
(prima di infornare)
1 uovo
10 gr latte

SCIROPPO (fatto raffreddare) (appena sfornate)
40 gr acqua
40 gr zucchero semolato

DECORO
zucchero in granella


PROCEDIMENTO

Per una migliore lievitazione mi è stato consigliato (dopo che le ho fatte) di NON mettere il sale nel PRIMO impasto ma di aggiungerlo al SECONDO IMPASTO.

Ho impastato con il kenwood e il gancio, a velocità minima, 250 gr farina 0 forte con 2 uova e i 20 gr di lievito di birra sciolto nei 25 gr di acqua a temperatura ambiente. Una volta impastati ho aggiunto prima i 5 gr di sale e una volta che è stato assorbito ho aggiunto i 75 gr di zucchero.

Ho lasciato nella ciotola e chiuso con un foglio di pellicola e ho lasciato lievitare al raddoppio per 30 minuti, nel forno chiuso e spento ma scaldato preventivamente a 30°C una decina di minuti.

Ho ripreso la ciotola con l'impasto e aggiunto 250 gr di farina 0 (media), 1 uovo, il latte, il mezzo cucchiaio di miele, la buccia grattugiata dell'arancio e i semini della vaniglia.
Ho impastato sempre col gancio a velocità minima e quando tutti gli ingredienti si sono amalgamati ho aggiunto il burro a pezzetti.

Ho proseguito e lasciato impastare per ancora 15 minuti, sempre a velocità minima finchè l'impasto, abbastanza molle, si è incordato completamente e ha assunto un colore leggermente più chiaro.

Ho preso nuovamente la ciotola e l'ho coperta con un foglio di pellicola e l'ho rimessa in forno spento (tenuto ancora una decina di minuti preventivamente a 30°C) per 3 ore.

Trascorso questo tempo ho rovesciato l'impasto ormai triplicato su un piano di plastica infarinato e l'ho schiacciato leggermente.
L'ho piegato in prendendone 1/3 alla volta verso l'inetrno e l'ho coperto con un foglio di plastica lasciandolo riposare ancora 25 minuti.

Ho preparato 2 teglie foderate di carta forno.

Ho preso l'impasto e l'ho diviso in porzioni da 80 gr ciascuna: ne ho ottenuto 12 e una leggermente più piccola.
Ho formato a pallina, con delicatezza ciascuna porzione poi ripartendo dalla prima lavorata ho dato le forme definitive alle mie "Brioches".

Ho preso una pallina e l'ho rotolata sul piano appena infarinato fino ad ottenere un lungo bastoncino.

Per fare le trecce ho tagliato il bastoncino in due porzioni (1/3+2/3) ho piegato al più lunga e messo nel centro il bastoncino più piccolo. Ho intrecciato e chiuso sul fondo.

Per fare i torciglioni ho semplicemente piegato a metà il bastoncino e attorcigliato i due capi e chiuso in fondo.

Con la porzione più piccola ho fatto un nodo: da un bastoncino più corto e l'ho semplicemente chiuso annodandolo.

Se volete fare le brioches prendete una piccola porzione dalla pallina e formate una seconda pallina più piccola che applicatela sopra a quella più grande.

Ho disposto i pezzi lavorati ben distanziati sulle due teglie e li ho spennellati abbondantemente con un uovo e 10 gr latte. Ho coperto tutto con un foglio di nylon e lasciato lievitare ancora 1 ora.

Ho preparato uno sciroppo con 40 gr di zucchero semolato e 40 gr di acqua. L'ho lasciato raffreddare.

Ho portato il forno ventilato a 180°C e una volta finita questa ultima lievitazione , dopo aver nuovamente spennellato con uovo e latte e decorato con zucchero in granella ho infornato, una teglia alla volta per 15 minuti.

Una volta sfornato ho spennellato con lo sciroppo freddo e lasciato raffreddare su una griglia.
CONSIDERAZIONI

Questa preparazione è davvero lunga, ma avendo una impastatrice e seguendo alla lettere le indicazioni non è difficile.


Io ho lavorato dalle 10 del mattino a dopo le 16.
Rispetto alla ricetta di riferimento pubblicata sul forum l'unica differenza è stata pesare i pezzi e cuocere non a 185°C ma a 180°C ventilato per 15 minuti e non poco di più.

RIASSUMENDO ecco gli intervalli di lavorazione

-Primo impasto (con farina forte)
PRIMA lievitazione di 30 minuti (al raddoppio)
-Secondo impasto (con primo e farina media)
-15 minuti di lavorazione per incordatura
SECONDA lievitazione di 3 ore
-schiacciare impasto e fare "piegatura"
TERZA lievitazione di 25 minuti
-porzionatura (dare forme)
-lucidatura con uovo e latte
QUARTA lievitazione di 1 ora
-lucidatura con uovo e latte
-decoro con granella
-cottura
-lucidatura con sciroppo
-raffreddamento su griglia

Domattina assaggiamo e poi vi dico.

CONSIDERAZIONI 2

Stamattina le abbiamo mangiate: sia così semplici che farcite con marmellata o nutella. Davvero delicato il sapore e leggere, profumate. Dolci ma non eccessivamente. Sembrano giganti ma dopo un paio d'ore io l'avevo già digerita, mi sembrava di non aver fatto colazione. Ciò significa che la lievitazione è perfetta!

CONSIDERAZIONI 3

Oggi ho scongelato al micronde altre treccine, sono ancora più buone e più morbide di quelle che avevo lasciato direttamente per consumarle dopo 14 ore.

sabato 17 gennaio 2009

Strozzapreti con Gorgonzola, Mascarpone e noci

La ricetta di questa pasta proviene dal libro "Le ricette de la vecchia scuola bolognese", autore: Alessandra Spisni, Ed. Minerva.

INGREDIENTI
(4 persone)

400 gr farina 00 (Spadoni speciale per pasta fatta in casa)
250 gr acqua tiepida

100 gr gorgonzola
100 gr mascarpone
1 mestolo acqua di cottura
qualche gheriglio di noce
una manciata di prezzemolo fresco

PROCEDIMENTO

Impastare la farina con l'acqua tiepida. Otterrete un impasto liscio, morbido ma non appiccicoso: non ha bisogno di riposare. Su un piano di legno, stenderlo subito con l'aiuto di un mattarello, non troppo sottile.

Con un coltello molto affilato tagliate delle striscioline dello spessore di una tagliatella e iniziate a fare gli strozzapreti, sfregandoli sul palmo delle mani e spezzandoli.
Poneteli su dei vassoi di cartone infarinati.

Quando l'acqua della pasta è quasi a bollore mettere in uuna padella antiaderente, ampia il mascarpone e il gorgonzola, fateli sciogliere a fiamma bassa.
Cuocete in acqua salata gli strozzapreti, allungando con un metolo di acqua di cottura il sughetto ai formaggi.

Quando gli strozzapreti vengono a galla sono cotti, scolateli e saltateli velocemente nella padella aggiungendo all'ultimo momento i gherigli di noce frantumati grossolanamente con le mani e qualche ciuffetto di prezzemolo fresco.

CONSIDERAZIONI

Questa è una preparazione veloce e dai sapori piacevoli. Potete preparare gli strozzapreti un po' prima infarinando bene i vassoi. Si può fare questa dose di pasta, in ogni caso, in circa 30 minuti.
L'ottima qualità dei pochi ingredienti farà la differenza e l'eccellenza di insieme.
A noi sono piaciuti davvero tanto.

giovedì 15 gennaio 2009

Crostata alla ricotta (2)


Crostata alla ricotta, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta nasce dall'assemblaggio di altre due: la mitica frolla di Maurizio Santin e il suggerimento di un ripieno di Albenghi dal Forum di Gennarino.

°°°

"Frolla Friabile" di Maurizio Santin, la ricetta tratta dal suo libro "I dolci di Maurizio Santi" Ed. Gambero Rosso.

INGREDIENTI

FROLLA

500 gr farina 00
250 gr burro
140 gr zucchero a velo
3 tuorli
1 uovo intero
la scorza grattugiata di 1 limone
(la quantità è leggermente abbondante ma potete surgelare l'eccesso)

RIPIENO (Albenghi)

400 gr. ricotta di pecora (mucca)
100 gr. farina di mandorla (mandorle passate al mixer)
100 gr. zucchero
40 gr. cioccolata fondente tagliata a scaglie (al 60%)
1 bicchierino di Cointreau. (Gran Marnier)

PROCEDIMENTO

Ho mescolato nel Kenwood, usando la "K", burro a pezzetti con lo zucchero a velo e la scorza grattugiata del limone. Ho poi aggiunto le uova un po' alla volta. Poi la farina continuando a impastare a bassa velocità finchè l'impasto si è staccato dalle pareti .
Ho ottenuto un impasto compatto e liscio che ho messo a riposare circa un'ora in frigorifero in una scatola di plastica a chiusura ermetica.

Ho acceso il forno ventilato a 175°C.

Ho steso l'impasto su un piano di plastica leggermente infarinato. Ho foderato uno stampo in metallo, da crostate con un foglio, un po' più grande dello stampo, inumidito e ben strizzato di carta forno.
Ho foderato lo stampo con la pasta frolla e tagliato sul bordo l'eccesso di pasta.
Ho posizionato un altro foglio di carta forno inumidito e ben strizzato e posizionato un altro stampo da crostata (più piccolo) all'interno.

Questo è il mio metodo di fare cottura in bianco senza impazzire e avendo la garanzia che il bordo non si sieda.

Ho infornato a 175°C ventilato per 7 minuti poi ho tolto lo stampo piccolo e il foglio di carta forno interno e proseguito la cottura ancora 3 minuti.

Nel frattempo ho preparato la farcia lavorando al ricotta con una forchetta, aggiungendo lo zucchero, il piccolo bicchierino di liquore e la farina di mandorle ottenuta frullando al mixer (a piccole intermittenze, per evitare la fuoriuscita degli oli) le mandorle senza pelle.
Per ultimo ho messo il cioccolato fondete (al 60% perchè quello al 70% che io preferisco lo trovo difficilmente) a scaglie tagliate a coltello.

Dopo 10 minuti totali di cottura in bianco ho sfornato la crostata, l'ho farcita e ho decorato con striscioline di pasta frolla tagliata con la rondellina dentata messe sia a griglia che sul bordo giro giro.
Ho infornato a 175°C per altri 25 minuti.

Una volta sfornato ho aspettato che la crostata si intiepidisse per sformarla.

CONSIDERAZIONI

La pasta frolla è stata una conferma: si può stendere molto sottile, mantiene la forma e resiste anche a ripieni morbidi come la ricotta. Cuocendo rimane friabile ma non secca, anche se stesa fine.
La farcia ci è piaciuta molto, non eccessivamente abbondante, ricca di un saporino originale, non esagerato, delicato, dato dalla mandorla e dal goccio di liquore.

Messa anche questa tra le preferite!

lunedì 12 gennaio 2009

Mousse di cioccolato pralinata


Mousse di cioccolato pralinata, inserito originariamente da fugzu.

Questa ricetta proviene dal libro "I dolci di Maurizio Santin" , autore Maurizio Santin, Editore Gambero Rosso.

INGREDIENTI

300 gr di cioccolato fondente al 70%
3 tazzine di caffè
3 tuorli
150 gr di albumi
30 gr zucchero semolato
250 gr di panna fresca
80 gr di nocciole pralinate

Io ho usato 1/3 di tutti gli ingredienti, ottenendo 4 bicchieri medi, di mousse. Ho aggiunto, prima di servire, panna montata fresca, senza zucchero.

1/3 INGREDIENTI
(4 bicchieri)

117 gr cioccolato fondente al 60%
1 tazzina di caffè
1 tuorlo
50 gr di albumi (1 albume di 44 gr)
10 gr zucchero
84 gr panna fresca (90 gr)
27 gr nocciole tritate grossolanamente

160 gr panna fresca montata


PROCEDIMENTO

Ho tagliato a pezzettini il cioccolato fondente e vi ho versato sopra la tazzina di caffè caldo, mescolando con una spatola l'ho sciolto.
Ho sbattuto leggermente il tuorlo e l'ho aggiunto al cioccolato e caffè fuso, continuando a mescolare ho poi aggiunto le nocciole tritate grossolanamente.
Ho montato l'albume con lo zucchero e in un altro contenitore ho montato la panna.
Con delicatezza ho incorporato quindi l'albume e poi la panna.
Ho versato il composto in 4 bicchieri di vetro da "vino", non troppo grandi e li ho sigillati con la pellicola.

Li ho messi in frigorifero per sei ore.

Poco prima di servirli ho montato la panna restante, senza aggiungere zucchero e l'ho aggiunta sulla superficie di ciascun bicchiere.

CONSIDERAZIONI

Veloce da fare e davvero originale l'idea di mettere pezzetti di nocciole all'interno. Il sapore di caffè esalta quello della cioccolata senza superarlo.
A mio parere l'aggiunta di poca panna montata non zuccherata rende perfetto questo dolce da golosi.

Nocciole parlinate si ottengono saltando ( a fiamma bassa) in una padella antiaderente lo zucchero con le nocciole fino a che questo quasi si caramella. Vanno poi disposte su un foglio di carta forno, ben distanziate, in modo che si raffreddino e non si appiccichino tra di loro. Stesso metodo si può usare con le mandorle.

sabato 10 gennaio 2009

Gnocchetti di ricotta


Gnocchetti di ricotta, inserito originariamente da fugzu.

Qualche tempo fa vidi la ricetta di questi gnocchi di ricotta sul Blog Zenzero & Cannella, la copiai perchè volevo provarla al più presto.. poi cadde nel dimenticatoio e stamattina li ho ritrovati sul Blog Tzatzichi a colazione che a sua volta li aveva trovati anche sul Blog Comfort food... così mi sono "costretta" a farli subito per pranzo.

INGREDIENTI
(4 persone)

250 gr ricotta
160 gr farina 0
6 cucchiaiate parmigiano grattugiato
1 uovo

poca farina per regolare l'impasto


PROCEDIMENTO

Ho impastato in una ciotola tutti gli ingredienti, trasferendoli, alla fine, su un piano in legno leggermente infarinato.
Ho messo a riposare per un'ora in frigorifero in una scatola di plastica con chiusura ermetica.
Ho tolto l'impasto dal frigorifero e tagliato delle striscioline che ho poi rotolato sul piano di legno leggermente infarinato formando dei rotolini che ho tagliato a cubettini.
Ho poi passato ogni cubettino sul dietro di una grattugia per decorarli.
Li ho messi su un vassoio di cartone infarinato.

Li ho cotti in abbondante acqua salata per pochi minuti. Conditi con un sughetto di striscioline di speck saltate solo con qualche fungo fresco affettato e panna fresca.

CONSIDERAZIONI

Questa è la ricetta originale:
"Per due persone
Ingredienti:
125g di ricotta 80gr di farina 3 cucchiai di parmigiano reggiano 1 uovo piccolo Mescolare assieme la ricotta, la farina, 2 cucchiai di parmigiano e l'uovo. Otterrete un impasto abbastanza sodo (eventualmente aggiungere altra farina) che farete riposare in frigorifero per circa mezz'ora. Prelevare delle piccole quantità d'impasto e, su un piano infarinato, formare dei bastoncini della grossezza di un dito e tagliare dei tocchetti di circa 2 centimetri. Disporre gli gnocchetti su un vassoio infarinato e proseguire in questo modo fino ad esaurimento dell'impasto. "

Io ho utilizzato ricotta industriale, quella in barattolo, non l'ho scolata ed essendo molto umida, avendo duplicato le dosi ho aggiunto un solo uovo.

Ho ottenuto un impasto liscio e non appiccicoso che è migliorato ancora dopo il periodo di riposo in frigorifero.
Non ho avuto alcun problema ne avendo lasciato l'impasto in frigorifero di più, ne dopo aver lasciato 45 minuti sul vassoio gli gnocchi fatti prima di cuocerli.
Una volta cotti non si sono spappolati ma hanno mantenuto una consistenza ideale.

Grazie ancora!
Ora dovrò sbizzarrirmi con i sughi!